Risarcimento danni da covid: un’ondata di cause civili

Risarcimento danni da covid: è in arrivo uno tsunami di cause civili a carico del Sistema Sanitario Nazionale italiano. Lo scudo penale ha allargato il contenzioso civile. Nel mirino anche le Rsa e la sanità privata. Molte cause intentate anche da medici e infermieri in prima linea.

4' di lettura

Risarcimento danni da covid, migliaia di cause civili contro la Sanità per le conseguenza provocate dalla cattiva gestione dell’emergenza sanitaria. Se lo scudo penale ha protetto gli operatori della sanità italiana da una ondata di denunce, lo schermo ha funzionato a metà, alimentando di contro una marea di cause civili.

Le motivazioni sono tante, e molte le potete immaginare: i contagi in ospedale e nelle residenze per anziani, i ritardi, la cattiva gestione di altre patologie, le prescrizioni o i trattamenti sbagliati, i danni psicologici, i decessi, le lesioni gravi.

Risarcimento danni da covid: il nuovo report

Il Sole24 Ore anticipa i dati del nuovo Report Marsh sulla Medical Malpractice che sarà presentato il 30 giugno. Solo una parte è riferita al biennio 2020/2021, ma basta per dare un senso del carico di cause che sta per abbattersi sul nostro sistema sanitario.

Risarcimento danni da covid, dunque. Rappresentano la chiara conseguenza dell’impreparazione – non solo italiana – con la quale il Sistema Sanitario Nazionale ha affrontato l’emergenza.

Risarcimento danni da covid: due categorie

Le migliaia di cause civili per risarcimento danni da covid contro la Sanità, possono essere distinte in due categorie:

  • i contagi in ospedale o nelle Rsa. In questo caso la responsabilità è ravvisata nei confronti della struttura:
  • la gestione sbagliata dei pazienti o errori nel trattamento di pazienti ricoverati.

La prima analisi dei dati sulle richieste di risarcimento danni da covid, che riguarda il periodo marzo-maggio 2020, rileva che le cause contro privati sono superiori a quelle intentate relative alle strutture pubbliche. Ma siamo solo agli inizi. Si prevede un aumento esponenziale, quantificabile in modo già significativo dopo l’estate.

Le richieste di risarcimento danni da covid sono concentrate (nel 58.3% dei casi), nelle residenze sanitarie assistite. Un dato che fotografa in modo evidente le complicazioni e gli errori commessi nella prima ondata della pandemia proprio nelle strutture per anziani

Nel mirino anche i medici di base

Ma come detto, l’analisi delle migliaia di cause civili per risarcimento danni da covid, non sono altro che l’immagine riflessa delle difficoltà evidenti con le quali il nostro SSL ha affrontato e gestito la pandemia.

Molte le richieste di risarcimento danni da covid a carico dei medici di base. Sono finiti nel mirino degli utenti per carenze di tipo assistenziale:

mancata o ritardata esecuzione di tamponi diagnostici

sbagliate prescrizioni di farmaci per il trattamento del virus

problemi di assistenza per i pazienti affetti da altre patologie (soprattutto cardiopatici e oncologici), soprattutto quelle gravi o croniche.

In tutto la percentuale di denunce per il risarcimento danni da covid che riguarda i medici di base è del 14,3%. Un dato alto per questa categoria, in genere solo sfiorata dal contenzioso sanitario.

Pronto soccorso e medicina generale sotto pressione

Le unità operative ospedaliere che dovranno subire la maggiore pressione dalle cause civili per risarcimento danni da covid ci sono i Pronto Soccorso e Medicina Generale, entrambe al 19%.

Sui Pronto Soccorso c’erano pochi dubbi. È stata di certo una delle strutture della sanità pubblica più sotto pressione nei giorni intensi della pandemia da covid.

Chiaro che le cause intentate per i decessi sono quelle che comportano un esborso maggiore rispetto alle lesioni. E rappresentano più della metà del campione. Il costo medico di ogni singola pratica è superiore a 100mila euro.

Nel computo ci sono anche le cause intentate anche da medici e infermieri in prima linea per danni subito durante il lavoro. Nel pubblico sono il 4,8% del totale, nel privato si arriva al 29,2%.

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