Riscaldamento centralizzato: il condomino può rinunciare

Riscaldamento centralizzato: il condomino può rinunciare e staccarsi dall'impianto, il regolamento condominiale che lo impone può essere annullato. Soprattutto se l'eventuale distacco non arreca danno all'impianto centralizzato. Lo ha stabilito una recente sentenza della Cassazione e l'orientamento è confermato dalla normativa italiana che predilige soluzioni di risparmio energetico.

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Il condomino che ha intenzione di staccarsi dal riscaldamento centralizzato preferendo un impianto autonomo può farlo, anche se il regolamento condominiale lo vieta.

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Anzi, quel regolamento è nullo, perché viola il diritto individuale del condomino sulla cosa comune.

Lo ha deciso una sentenza della Cassazione, ma è un orientamento che si sta imponendo da tempo, anche per una questione – come vedremo – di risparmio energetico.

La questione è di stretta attualità. Gli impianti centralizzati sono ancora molti nel Paese. E spesso sono vecchi e con consumi superiori a quelli di una caldaia singola. Ma non solo, le controversie sono spesso anche legate all’orario di accensione degli impianti, che dipende dagli stili di vita. Stili di vita che per forza di cose divergono tra i singoli residenti in un condominio.

L’articolo 1138, quarto comma, del codice civile, infatti dispone che il regolamento condominiale non può intaccare i diritti dei singoli condomini.

La pronuncia è arrivata dalla Cassazione (seconda sezione civile), con una ordinanza – citata da Altalex – del 21 maggio 2020.

Riscaldamento centralizzato: la questione

La questione riguardava una condomina che ha citato in giudizio il condominio: ha chiesto che venisse distaccato il suo impianto termico dal riscaldamento centralizzato e che, per questo, fosse esonerata dall’obbligo di contribuire alle spese del consumo.

La richiesta della condomina era stata rigettata dal giudice di primo grado (sentenza confermata in Appello). Proprio in virtù del regolamento condominiale che imponeva l’obbligo di contribuzione a tutti i condomini oltre a stabilire che nessuno poteva rinunciare al riscaldamento centralizzato.

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Riscaldamento centralizzato: la Cassazione ribalta la sentenza

La questione è così arrivata davanti ai giudici della Cassazione. Che hanno completamente ribaltato la sentenza.

L’Alta Corte ha richiamato l’articolo 1138 del Codice civile (quarto comma), e in particolare nel punto dove si afferma che in nessun caso si possono privare i condomini ai diritti che spettano per legge o in base agli atti di acquisto o alle convenzioni.

Riscaldamento centralizzato: regolamento nullo

Per queste ragioni quella clausola del regolamento condominiale che vieta al condomino di staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato è da ritenersi nulla. Così come è nulla anche la delibera dell’assemblea che l’ha applicata.

Per quale motivo? Ribadiamo: viola il diritto individuale del condomino sulla cosa comune.

Riscaldamento centralizzato: quando non può staccarsi

Solo in un caso il condomino non può staccarsi dal riscaldamento centralizzato: se questa sua scelta causa problemi al funzionamento dell’impianto (e su questo punto ci sono più pronunce della Cassazione).

E quindi, se il distacco dal riscaldamento centralizzato non arreca alcun danno al funzionamento dell’impianto, il condomino che ha deciso di rinunciare all’uso del servizio comune, deve essere esonerato dalle spese per l’uso del servizio.

Restano invece anche a suo carico le spese di conservazione dell’impianto.

Riscaldamento centralizzato: risparmio energetico

La Corte ha anche ritenuto che le norme sono a favore del distacco dall’impianto centralizzato, perché privilegiano l’interesse generale che è quello del risparmio energetico. E infatti in tutti i nuovi edifici è stata esclusa la realizzazione di impianti centralizzati a favore di quelli per ogni singolo appartamento.

L’orientamento dei giudici a vantaggio di un più largo utilizzo degli impianti singoli rispetto al riscaldamento centralizzato viene confermato nelle previsioni contenute nell’articolo 26 della legge numero 10 del 1991 sulle Norme in materia di uso razionale dell’energia e dall’articolo 9, comma 5 del decreto legge numero 102 del 2014.

Riscaldamento centralizzato: conclusione

E quindi, il condomino che vuole staccarsi dal riscaldamento centralizzato perché preferisce avere un impianto autonomo può farlo e liberarsi dalle spese in comune dell’impianto centralizzato, ma solo a condizione che questo suo distacco non ne pregiudichi il funzionamento.

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