Riscaldamento, ecco le nuove regole ufficiali

Riscaldamento, ecco le nuove regole ufficiali dopo che il ministro Cingolani ha firmato il decreto per l'inverno. Resta il nodo dei controlli, che non riguarderà gli impianti autonomi ma solo i condomini con impianti centralizzati e le aziende. Sarà diffuso a tutti i cittadini un vademecum. Le fasce climatiche del Paese.

5' di lettura

Riscaldamento, ecco le nuove regole ufficiali: il ministro Cingolani ha firmato il decreto per il prossimo inverno. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Ricevi tutte le news sempre aggiornate su bonus e lavoro.

Le norme confermano in linea generale quello che era stato anticipato nelle scorse settimane. Regole che sono state imposte dal Piano di riduzione dei consumi di gas naturale. Anche se resta un nodo da sciogliere: chi si occuperà dei controlli nei condomini e nelle aziende?

È stato stabilito in via definitiva:

  • l’abbassamento di un grado della temperatura negli ambienti riscaldati;
  • la riduzione del tempo di accensione di un’ora al giorno;
  • l’accensione degli impianti per 15 giorni in meno sull’intera stagione invernale.

Sull’argomento potrebbe interessarti un articolo sui luoghi che non saranno interessati dall’accensione ritardata del riscaldamento; c’è anche un post che spiega quando e come usare il riscaldamento per risparmiare; e un articolo che ti racconta quali solo le regioni a rischio riscaldamento.

Riscaldamento: la minaccia di Gazprom

Su queste scelte che, nelle intenzione e nelle speranze del governo, dovrebbe garantire al Paese di affrontare la stagione fredda nonostante la riduzione delle importazione di metano russo, pesa comunque la previsione (o la minaccia) di Gazprom (l’azienda di Mosca che vende gas ai Paesi dell’Ue): «L’Europa non riuscirà a superare l’inverno».

Beh, quello lo sapremo solo nei prossimi mesi. Nel frattempo vediamo cosa dice nel dettaglio il Piano che è stato varato e approvato dal governo di Mario Draghi.

Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Riscaldamento: controlli

Partiamo da quello che sembra il punto debole dell’interna normativa: i controlli. Nel testo del provvedimento si fa riferimento alla supervisione effettuata dall’«autorità competente». E le modalità per portare a termine queste verifiche sono simili a quelle previste da altri decreti. In particolare si cita la legge numero 192 del 19 agosto 2005 e il decreto del Presidente della Repubblica numero 74 del 2013.

Riscaldamento: norme

Cosa prevedono queste norme? Che i controlli debbano essere effettuati «privilegiando accordi tra gli enti locali o anche attraverso altri organismi pubblici o privati di cui sia garantita la qualificazione e l’indipendenza». O, in alternativa, «dalle autorità definite dalla corrispondente legge regionale o delle province autonome».

Sì, ma in pratica che significa, ovvero chi dovrà verificare se condomini e aziende rispettano le norme imposte per il Piano di risparmio energetico?

Riscaldamento: enti locali

Gli enti locali, ovvero i singoli comuni avranno l’onere di ispezionare gli impianti termici. È molto probabile che il lavoro sarà affidato ai tecnici che si occupano del rilascio per l’attestato di certificazione energetica.

In pratica: la polizia non busserà alle vostre porte armata di termometro per verificare se avete superato la temperatura prevista dalla legge.

Ma questo è stato sempre ovvio. Controlli di questo tipo oltre a non essere legali sono anche del tutto impossibili da fare.

Riscaldamento: autonomo? Niente controlli

La cosa certa, dunque, è che non ci saranno controlli nelle abitazioni che sono riscaldate con riscaldamento autonomo. Le verifiche si effettueranno solo sui condomini che hanno degli impianti centralizzati (cosa molto più agevole) e nelle aziende.

Questo aspetto a dire il vero è sempre stato sottolineato dallo stesso ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani: «Non ci sono gli strumenti per effettuare dei controlli in maniera capillare e non possiamo certo entrare nelle caldaie e nelle docce dei cittadini».

Detto in altri termini: per il consumo privato di metano il governo potrà fare affidamento non sui controlli, ma sul senso di responsabilità dei singoli cittadini.

A dire il vero con i costi che ha raggiunto il metano saranno davvero pochi i cittadini che faranno un uso spropositato del riscaldamento. Ovvero: più che risparmiare gas le famiglie risparmieranno sulle bollette. Con l’identico risultato, evidentemente.

Riscaldamento: vademecum

Le nuove regole saranno pubblicate su un vademecum. Se ne occuperà l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Nella pubblicazione verranno riportate tutte le informazioni necessarie per impostare la temperatura del riscaldamento secondo le regole che sono imposte dal decreto.

Saranno anche segnalate:

  • le indicazioni sulla regolazione della temperatura di mandata delle caldaie a gas;
  • le norme sulla gestione delle valvole termostatiche;
  • le modalità e i tempi di accensione per garantire il ricambio di aria negli ambienti climatizzati.

Questo vademecum sarà consegnato dagli amministratori ai condomini entro 10 giorni dopo la pubblicazione.

Riscaldamento, ecco le nuove regole ufficiali

Riscaldamento: aree climatiche

Come accennato il funzionamento degli impianti di riscaldamento sarà ridotto di un’ora al giorno.

Il periodo di accensione per l’inverno 2022/2025 è stato accorciato di 15 giorni:

  • si ritarda di 8 giorni la data di inizio;
  • si anticipa di 7 giorni quella dello spegnimento degli impianti.

Il Paese è diviso in sei aree climatiche che hanno diversi periodi di accensione degli impianti (decisi sulla base delle valutazioni della temperatura media nel corso degli anni e dell’altitudine):

  • zona A: costituita dal Sud Italia e dalle isole, 5 ore giornaliere con i caloriferi accesi dal 8 dicembre al 7 marzo;
  • zona B: dove si trovano città come Agrigento, Reggio Calabria, Messina o Trapani, 7 ore giornaliere dal 8 dicembre al 23 marzo;
  • zona C: Napoli, Imperia e Cagliari, 9 ore giornaliere dal 22 novembre al 23 marzo;
  • zona D: Roma, Firenze, Foggia, Ancona e Oristano, 11 ore giornaliere dal 8 novembre al 7 aprile;
  • zona E: Milano, Torino, Bologna e L’Aquila, 13 ore giornaliere dal 22 ottobre al 7 aprile;
  • zona F: arco alpino, con città come Belluno, Trento e Cuneo, nessuna limitazione.

Chi si è interessato a questo post ha letto anche:

Alternative al gas, la caldaia elettrica conviene davvero?

Entra nei gruppi offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su YouTube | Google | Gruppo Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie