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Riscatto agevolato della laurea, quando conviene

Riscatto agevolato della laurea, quando conviene e quando è meglio lasciar perdere.

di The Wam

Settembre 2022

Riscatto agevolato della laurea, quando conviene, ovvero: quando può essere vantaggioso e quando è meglio lasciar perdere. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Riscatto agevolato della laurea: contributivo

Il riscatto agevolato della laurea si applica con più efficacia ai lavoratori che non hanno versato contributi prima del 31 dicembre 1995, rientrano quindi per intero nel sistema contributivo.

Sull’argomento, puoi anche leggere un articolo sulla riforma delle pensioni e cosa aspettarsi o anche tutte le novità per il 2023 e se sei incuriosito dal tema vediamo insieme cos’è la previdenza europea.

È possibile anche per gli altri, ma – come vedremo – solo se l’importo della pensione non verrà calcolato con il retributivo (per gli anni precedenti al 1996).

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Riscatto agevolato della laurea: quanto costa

La possibilità di riscattare in modo agevolato la laurea è stato introdotto con il decreto legge numero 4 del 2019. Il costo per ogni anno di studi è di circa 5.250 euro. Per una laurea di quattro anni il prezzo complessivo si aggira dunque sui 21mila euro.

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali.

Il riscatto agevolato della laurea si applica solo agli assicurati presso l’Inps, il che significa che resta fuori chi è assistito da un’altra cassa, come gli avvocati e i commercialisti.

Riscatto agevolato della laurea: primo caso

Vediamo come funziona e se conviene per i lavoratori che sono privi di contributi al 31 dicembre 1995 e gli anni di laurea da riscattare si collocano dopo quella data. Sono quindi dei contributivi puri.

I contributivi puri – anche con la Legge Fornero – possono contare su alcune agevolazioni, come la pensione anticipata a 64 anni con 20 di contribuzione effettiva (ma solo se l’importo dell’assegno pensionistico è superiore a 1.250 euro mensili, ovvero 2,8 volte in più dell’assegno sociale).

Diciamolo: il riscatto agevolato della laurea non è in genere conveniente. Lo strumento però trova una sua positiva applicazione se si riesce ad anticipare ulteriormente la pensione. Ossia se consente di raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contribuzione (41 anni e 10 mesi per le donne), o i venti anni di contributi per chi sceglie l’opzione a 64 anni.

Riscatto agevolato della laurea: secondo caso

C’è poi il caso, molto frequente, di chi non ha versato contributi prima del 1996, ma gli anni di laurea di riscattare sono tutti collocati in un periodo precedente a quella data.

Da un punto di vista lavorativo si tratta di persone che si posizionano interamente nel sistema contributivo, ma a causa del riscatto della laurea, sono poi considerati nel sistema misto (la laurea è infatti nel periodo retributivo).

Chi è in questa situazione non può utilizzare il riscatto per completare i 20 anni di contribuzione per uscire a 64 anni.

In questo caso il riscatto agevolato può essere valutato solo da chi con gli anni della laurea può raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contribuzione (41 anni e 10 mesi per le donne).

Riscatto agevolato della laurea: terzo caso

Vediamo ora se e quando conviene riscattare gli anni di studio a chi ha iniziato a versare dei contributi prima del 1996 e si è laureato in anticipo rispetto a quella data e negli anni che sono a cavallo (esempio: iscrizione nel 1993, laurea nel 1997).

Come abbiamo visto prima, questa chance è utilizzabile solo per raggiungere i requisiti che consentono di accedere al trattamento pensionistico con 42 anni e 10 mesi di contribuzione (41 e 10 mesi per le donne). Del resto chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 perderebbe molto nell’accedere alla pensione a 64 anni con 20 di contribuzione.

Ebbene, in questo caso, il riscatto agevolato della laurea può essere vantaggioso solo se l’anzianità contributiva precedente al 1996 è di pochi anni. Ciò significa che la penalizzazione causata dal passaggio al contributivo non sarebbe così rilevante.

È pur vero che conti alla mano chi ha oggi una anzianità di contributiva di 36, 38 anni, non può aver iniziato a lavorare prima del 1984/1986, avrà quindi almeno 10 anni lavorati con il regime retributivo. Non è poco.

E quindi, se l’anzianità contributiva al 31 dicembre del 1995 dovesse già essere importante (appunto oltre gli otto anni), l’utilizzo del riscatto agevolato della laurea rischia di essere molto penalizzante sull’importo complessivo della pensione.

Riscatto agevolato della laurea: Quota 102 e Opzione Donna

Può essere conveniente anche se gli anni riscattati della laurea consentono di accedere a Quota 102 (che scade il 31 dicembre) o ad altre prestazioni “anticipate”, come isopensione e l’assegno straordinario di solidarietà.

Può essere vantaggioso per chi accede all’uscita con Opzione Donna (58 anni e 35 di contributi), anche perché questo trattamento prevede comunque il calcolo contributivo.

In pratica con il riscatto della laurea, per chi decide di andare prima in pensione utilizzando Opzione donna, si potrebbe uscire con 58 anni e 31 effettivamente lavorati.

Giusto per ricordare: se chi utilizza questa possibilità e ha la possibilità di usufruire dei due anni di congedo straordinario biennale per assistere un familiare con disabilità grave (Legge 104), l’uscita potrebbe essere addirittura questa:

In quel caso il sacrificio economico (il riscatto della laurea) potrebbe avere davvero senso: si realizzano infatti condizioni uniche, soprattutto in questa fase, per una uscita davvero anticipata.

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