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Cosa rischio se esco durante la malattia

Cosa rischio se esco durante la malattia? Vediamo insieme in quali fasce orarie e obbligatorio stare in casa e quali rischi corre il dipendente.

di Carmine Roca

Giugno 2023

In questo approfondimento risponderemo alla domanda: cosa rischio se esco durante la malattia? Scopriamolo insieme (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Cosa rischio se esco durante la malattia?

Godere di un periodo breve, medio o lungo di malattia è un diritto del lavoratore dipendente, ma ci sono delle regole da rispettare onde evitare richiami, licenziamento per giusta causa o sanzioni pecuniarie.

Cosa rischio se esco durante la malattia? Chiariamo subito che il lavoratore può uscire durante il periodo di malattia, poiché l’obbligo di reperibilità deve essere rispettato soltanto in determinate fasce orarie.

Ma il buon senso impone di mantenere comunque un comportamento adeguato, per non compromettere ulteriormente il suo stato di salute e pregiudicare il suo rientro a lavoro.

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Cosa rischio se esco durante la malattia: mancata reperibilità

La domanda “cosa rischio se esco durante la malattia?” si riferisce, piuttosto, alla mancata reperibilità per eventuali visite fiscali.

Il lavoratore in malattia è tenuto a rimanere in casa nelle fasce orarie indicate dalla legge, entro le quali è possibile ricevere una visita di controllo da parte del medico incaricato dall’INPS.

La reperibilità del lavoratore è di 7 giorni su 7, comprese le domeniche e gli altri giorni festivi, ma, come detto, è limitata a specifiche fasce orarie:

Le visite di controllo, dunque, verranno effettuate esclusivamente in queste fasce orarie, ma nulla vieta al personale sanitario di effettuare più di una visita al giorno.

Inoltre, oltre che dall’INPS, il controllo medico può essere richiesto anche dal datore di lavoro, qualora dovessero emergere dubbi sull’effettivo stato di salute del dipendente e sul suo comportamento (eventuali simulazioni di malattia…).

Cosa rischio se esco durante la malattia: assenza alla visita fiscale

Ma cosa accade quando il lavoratore risulta assente alle visite fiscali? Questi rischia la perdita totale di qualsiasi trattamento economico (in caso di assenza alla prima visita).

Se il comportamento sbagliato dovesse ripetersi, oltre alla perdita totale di qualsiasi trattamento economico subirà anche la riduzione del 50% del trattamento economico per il residuo periodo.

Se dovesse risultare assente anche alla terza visita, a quel punto l’erogazione dell’indennità economica previdenziale a carico dell’INPS verrà interrotta fino al periodo di malattia.

Sul piano disciplinare cosa rischio se esco durante la malattia? La sanzione dipende dalla gravità della condotta: dopo tre assenze in due mesi alla visita fiscale, il dipendente rischia il licenziamento per giusta causa, anche se la malattia è stata regolarmente accertata.

Questo perché, per il legislatore, non basta risultare malati per godere del periodo di malattia, ma bisogna anche comportarsi in modo adeguato, farsi trovare in casa per le visite di controllo è un obbligo per il dipendente.

Cosa rischio se esco durante la malattia
Cosa rischio se esco durante la malattia: in foto un lavoratore sul divano, con il termometro in bocca e il pc sulle gambe.

Cosa rischio se esco durante la malattia: quando posso assentarmi?

Esistono, però, delle situazioni che consentono al lavoratore di assentarsi anche durante le fasce orarie per le visite mediche:

Ad esempio, si può risultare assenti alle visite mediche di controllo, se c’è la necessità di salvare sé stessi o i propri familiari da conseguenze gravi, se si rende necessario uscire ad acquistare medicinali in farmacia o effettuare visite mediche esclusivamente in quegli orari.

In questi casi è necessario informare l’azienda o il proprio datore di lavoro e l’INPS dell’assenza nelle fasce orarie indicate dalla legge.

In caso di urgenza e di impossibilità a comunicare l’assenza a datore di lavoro e all’INPS, è necessario fornire le prove che attestino l’urgenza.

Faq su cosa rischio se esco durante la malattia

Posso uscire di casa quando sono in malattia?

Sì, durante il periodo di malattia è permesso uscire di casa. Tuttavia, devi essere reperibile in certe fasce orarie per eventuali visite di controllo. Se sei un dipendente pubblico, devi essere a casa dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Se lavori in un’azienda privata, la reperibilità è dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

Cosa succede se non sono in casa durante una visita fiscale?

Se non sei reperibile durante una visita fiscale, rischi la perdita totale del tuo trattamento economico già dalla prima assenza. Se continui a essere irreperibile, la penalità aumenta, rischiando anche la riduzione del 50% del trattamento economico per il periodo di malattia restante.

Rischi disciplinari per assenza durante una visita fiscale: quali sono?

Se sei assente per tre volte in due mesi durante una visita fiscale, rischi il licenziamento per giusta causa. Non basta essere malato per godere del periodo di malattia, ma bisogna anche comportarsi adeguatamente e farsi trovare in casa per le visite di controllo.

Quando posso assentarmi durante la malattia?

Durante il periodo di malattia, puoi assentarti dalla tua abitazione solo al di fuori delle fasce orarie di reperibilità. Questo significa che, se sei un dipendente pubblico, puoi uscire prima delle 9 e dopo le 13, e poi prima delle 15 e dopo le 18. Se lavori per un’azienda privata, invece, puoi uscire prima delle 10 e dopo le 12, e poi prima delle 17 e dopo le 19.

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