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Rischiamo un inverno senza riscaldamento: fate presto

Rischiamo un inverno senza riscaldamento: è una corsa contro il tempo, resa difficile anche dall'atteggiamento delle aziende energetiche.

di The Wam

Giugno 2022

Rischiamo un inverno senza riscaldamento: se non si riempiono gli stoccaggi entro ottobre sarà inevitabile. Le riserve dovrebbero arrivare almeno all’80/90%, siamo fermi a poco più del 50%. La situazione è grave, ma non solo perché la Russia ha tagliato della metà le esportazioni di metano verso l’Italia. Il problema è anche un altro. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

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Rischiamo un inverno senza riscaldamento: sacrifici inevitabili

Intanto il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, domani farà una nuova valutazione. Dirà cosa sarà necessario fare. Ma ha già annunciato che saranno inevitabili delle «restrizioni». La parola più usata negli ultimi anni: dopo le restrizioni covid ora quelle per il gas.

Il problema non è solo la riduzione delle erogazioni russe, dicevamo. Il gas che il nostro Paese non immette negli stoccaggi va a riempire i serbatoi di scorta di Austria e Germania. (Vediamo qui cosa succede se si bloccano le forniture di gas russo)

La questione riguarda gli operatori: acquistano il gas a prezzi molto alti e non hanno intenzione di stoccarlo, lo rivendono subito. Il governo ha anche concesso degli incentivi per convincere queste imprese del settore ad accumulare il metano nelle riserve. Questi incentivi non bastano.

Ma è una questione di interesse vitale per la nazione. L’esecutivo ha deciso di imporlo, come è accaduto appunto in Germania.

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Rischiamo un inverno senza riscaldamento: sanzioni e obblighi

Saranno attivate sanzioni e obblighi che costringeranno le aziende che importano energia a riempire gli stoccaggi.

Scopri la pagina dedicata alla guerra in Ucraina e alle sue conseguenze economiche.

O funziona e subito, o ci sarà poco da fare: rischiamo un inverno con il razionamento di luce e gas. Bisogna fare in fretta. Il decreto sarà pronto entro la fine del mese, una decina di giorni. Poi restano luglio, agosto e settembre per far salire la percentuale di gas nei depositi. (Prepararsi all’inverno anche con l’energia solare)

Impresa ai limiti del possibile. Lo dicono i numeri, purtroppo. Le riserve accantonate sono 10,5 miliardi di metri cubi. Si arriva al massimo a dicembre. Restano da coprire almeno 3 mesi di freddo intenso.

Rischiamo un inverno senza riscaldamento: più fornitori

L’altra strada è quella di recuperare più gas possibile da altri fornitori, l’Algeria in primis. Bisognerà dare una accelerata all’accordo che è stato siglato. Ma bisognerà valutare la fattibilità.

Insomma la strategia prevede una serie di piani che non sono alternativi ma possono sommarsi. Tutti puntano allo stesso obiettivo: ridurre al minimo l’impatto dei tagli russi al Paese.

Rischiamo un inverno senza riscaldamento: misure probabili

Non ci sarà bisogno delle stato di emergenza. Il ministro ha già il potere di disporre eventuali misure di razionamento. Potere che gli è stato assegnato poco dopo l’attacco russo a Kiev.

Tra le misure al momento più possibili ci sono:

Rischiamo un inverno senza riscaldamento: gli speculatori

Ma la situazione più grave al momento riguarda le centinaia di società che non stanno riempiendo i depositi, nonostante un “premio” di 5 euro per megawattora e un contratto che copre parte delle perdite.

Le imprese, anche Eni, stanno preferendo la speculazione al futuro prossimo del Paese.

La Germania ha adottato il pugno duro nei confronti di queste aziende. E in due mesi ha ingranato la marcia e sta riempiendo i depositi. Solo ieri ha stoccato nei serbatoi il triplo del gas che ha immesso l’Italia.

Evidentemente il riempimento forzato ha dato i suoi frutti.

L’Italia deve fare presto. Deve immediatamente attivare la stessa politica, obbligando le aziende a immettere nei depositi una parte consistente del metano acquistato.

Rischiamo un inverno senza riscaldamento: estate decisiva

Se non accade il prossimo inverno lo ricorderemo a lungo: rischia di essere più lungo di quelli segnati da pandemia e lockdown. Non possiamo permettercelo. Né i cittadini, né le imprese.

L’estate è il periodo fondamentale per fare le scorte in vista dei mesi freddi dell’inverno.

Lo sa bene anche Putin, e infatti proprio in questo momento cruciale per i Paesi che importano il suo gas, ha ridotto le erogazioni, ottenendo due risultati:

Se neppure in momenti come questi determinante aziende (quelle che importano e trattano energia) non rinunciano a guadagni straordinari per soccorrere il Paese, stiamo davvero messi male.

Un eventuale razionamento di luce e gas oltre a imporre sacrifici importanti alle famiglie, causerebbe anche la chiusura di tante industrie, con la conseguente perdita di un numero imponente di posti di lavoro, accelerando la corsa verso una recessione gravissima.

Bisogna fare in fretta e riempire quei depositi. Possiamo ancora riuscirci, ma i giorni sono contati.

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