Rischio razionamento per il diesel. C’è il bonus benzina

Rischio razionamento per il diesel: le scorte sono al minimo, l'import dalla Russia è in calo e i produttori annunciano tagli inevitabili. Mancano anche i semilavorati necessari per il diesel, anche quelli importati da Mosca. Il razionamento è l'opzione più probabile, anche per evitare la corsa all'acquisto che causerebbe un inevitabile e ulteriore incremento dei prezzi.

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Rischio razionamento per il diesel: in Europa c’è carenza del carburante. Ad annunciare questa possibilità sono stati i produttori e i commercianti che si sono incontrati a Losanna, in Svizzera. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Tutti hanno evocato la parziale sospensione delle forniture a causa degli effetti della guerra in Ucraina.

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Il conflitto ha provocato una forte riduzione dei barili importati. Un vuoto che sta provocando una crisi sistemica in tutto il continente.

Rischio razionamento per il diesel:50% dalla Russia

Del resto l’Europa importa il 50% del suo diesel dalla Russia (il resto arriva dal Medio Oriente). Ma non solo: sono tante le raffinerie del vecchio continente ad acquistare da Mosca anche i semilavorati che sono necessari alla produzione del diesel (come il gasolio sottovuoto).

Voi direte: ma l’Ue non ha ancora imposto limiti all’importazione di petrolio dalla Russia? Vero, ma l’import sia del petrolio, sia dei derivati è diminuito e non di poco.

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Rischio razionamento per il diesel: scorte ai minimi

Sono molti i gruppi europei che hanno ridotto gli acquisti da Mosca, anche Enel, Shell e Total.

Questa scelta ha causato una immediata e vertiginosa di diminuzione delle scorte di petrolio e diesel in tutta Europa. Siamo ai minimi stagionali da 15 anni.

Una situazione ai limiti e che potrebbe costringere i raffinatori europei a ridurre la produzione di diesel. Si cercano alternative al greggio russo, ma non è semplice. Soprattutto il “cambio” non può essere così immediato.

Rischio razionamento per il diesel: a nuovo aumento dei prezzi

Anche perché le importazioni dalla Russia erano consistenti. La sola Italia acquista 2,5 milioni di barili al giorno. Non basta un clic per cambiare produttore, soprattutto con questa complessa e drammatica situazione geopolitica.

Se la produzione non viene ridotta per evitare carenza di carburante, potrebbe aprirsi una competizione per l’acquisto: il classico scenario che comporta una conseguenza inevitabile, l’ulteriore incremento dei prezzi.

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Rischio razionamento per il diesel: bonus benzina

Nel frattempo il governo ha previsto un bonus benzina fino a 200 euro per i dipendenti di aziende private. La norma è contenuta nel Decreto Energia.

I lavoratori potranno utilizzare dei voucher aziendali per acquistare carburante. In pratica – come informa il sito del ministero dello Sviluppo Economico – il bonus benzina viene ceduto gratuitamente da aziende private ai dipendenti «per un limite di 200 euro a lavoratore».

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Rischio razionamento per il diesel: quasi per 10 milioni di euro

Potrebbe essere un supporto economico importante per i tanti pendolari che con l’incremento dei costi del carburante hanno visto crescere i costi per raggiungere il posto di lavoro.

Sono stati stanziati per questa misura 9,9 milioni per il 2022 e 0,9 milioni per il 2023. Non è un beneficio riservato alle famiglie in difficoltà (come altri provvedimenti dello stesso tipo) e infatti non è stato fissato nessun limite Isee.

Rischio razionamento per il diesel: solo per dipendenti privati

L’unico requisito imprescindibile è questo: possono usufruirne solo i lavoratori di aziende private.

Per riceverlo i dipendenti dovranno presentare richiesta al datore di lavoro, sarà poi lui a decidere se concederlo o meno.

Una soluzione di questo tipo era già stata prevista con i fringe benefit, buoni spesa e buoni carburante che venivano distribuiti dalle aziende ai lavoratori fino a un massimo di 258 euro.

Durante la pandemia quel benefit era stato raddoppiato, arrivando a 516 euro.

Ora il limite massimo è stato fissato a 200 euro, ma è limitato al solo acquisto del carburante.

La situazione resta comunque complessa e all’orizzonte non si prospetta una soluzione immediata. A prescindere dall’esito del conflitto in Ucraina, l’Italia dovrà cambiare del tutto uno dei suoi principali fornitori di energia (la Russia, appunto). L’operazione è complicata e potrebbe richiedere diversi anni per essere completata del tutto.

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