Rischio revoca degli assegni sociali, mercoledì la scadenza

Rischio revoca degli assegni sociali: mercoledì scade il termine ultimo per inviare all'Inps i redditi riferiti al 2017 e al 2018. Si rischia la revoca definitiva dell'assegno e la restituzione di quanto percepito negli ultimi 4 anni. Stessa cosa per chi riceve l'invalidità civile, ma con una procedura che è leggermente diversa.

4' di lettura

Rischio revoca degli assegni sociali, mercoledì scadono i termini per i pensionati e i beneficiari che non hanno ancora inviato all’Inps i propri redditi. Sono necessari per la conferma al diritto degli assegni.

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Dal 15 settembre chi non si è messo in regola rischia grosso: non solo la revoca dell’assegno sociale, ma anche la restituzione delle somme già percepite, perché ci sarebbe a quel punto il fondato sospetto che non se ne aveva diritto.

Rischio revoca degli assegni sociali: controllo periodico

L’Inps effettua questo controllo periodicamente. E deve farlo per legge. La verifica riguarda il rispetto dei requisiti per il diritto a beneficiare di prestazioni assistenziali. In particolare, ma non solo, il rispetto dei limiti di reddito.

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Rischio revoca degli assegni sociali: due categoria a rischio

Il problema è che il rischio revoca degli assegni sociali (con la concreta possibilità di essere costretti a ripagare quanto già ricevuto), riguarda molte persone che hanno dimenticato di rispondere o non hanno preso in considerazione le ripetute richieste inviate dall’Inps in questi mesi.

Sotto verifica ci sono anche i beneficiari dell’assegno per la disabilità.

Rischio revoca degli assegni sociali: anche gli invalidi civili

I controlli riguardano quindi due categorie diverse di pensionati:

quelli che ricevono l’assegno sociale perché hanno un reddito al di sotto di una soglia minima;

quelli che ricevono l’assegno sociale e una serie di prestazioni riservate agli invalidi civili (pensione di inabilità, assegno mensile di assistenza, pensione a ciechi e sordi).

I radar dell’Inps sono attivi per ora soprattutto sulla prima categoria. E in particolare su quanti, nonostante le continue sollecitazioni, non hanno fornito i redditi del 2017 e del 2018.

Rischio revoca degli assegni sociali: già due trattenute

Anzi, per chi ha ignorato le richieste dell’ente di previdenza, è stata già applicata una trattenuta di 14 euro sulle pensioni integrate al minimo ad agosto.

Un taglio confermato anche a settembre.

Rischio revoca degli assegni sociali: definitiva con rimborso

Questi assistiti hanno ora tempo fino al 15 settembre (mercoledì, appunto) per inviare la documentazione necessaria.

Abbiamo già accennato che le conseguenze sono gravi, e tutto sommato applicate anche in modo molto rapido:

la revoca definitiva della prestazione assistenziale;

e negli anni scoperti (quelli nei quali non sono stati inviati i prospetti con la situazione reddituale), si procederà al recupero delle somme che si suppone, in mancanza di una documentazione, siano state intascate senza averne il diritto.

Rischio revoca degli assegni sociali: 68mila invalidi non hanno risposto

Procedura diversa per chi invece riceve le prestazioni di invalidità civile. A chi non ha inviato i documenti (quindi la dichiarazione dei redditi), l’Inps ha già inviato un primo sollecito.

Le posizioni aperte, quelle relative a persone che non hanno risposto alla raccomandata dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, sono 68.586.

Rischio revoca degli assegni sociali: le procedure

Ora l’Inps invierà una nuova raccomandata, dove sarà comunicato all’assistito che in caso di mancato riscontro si procederà con la sospensione dell’assistenza.

Sospensione che scatterà 60 giorni dopo la mancata risposta alla nuova sollecitazione.

Se trascorso questo periodo l’Inps non riceverà alcuna comunicazione dall’assistito, ci saranno altri 120 giorni, dopo i quali ci sarà la revoca definitiva dell’assistenza e il recupero di tutte le somme che sono state erogate tra il 2017 e il 2021.

Un danno notevole.

La procedura per la verifica dell’assegno sociale è un po’ diversa.

Verrà prima spedita una raccomandata (con la sollecitazione a chiarire la posizione). Verranno escluse le persone che alla fine del 2017 avevano compiuto 80 anni.

Se non ci sarà alcun riscontro dopo 60 giorni scatterà in contemporanea sia la sospensione del beneficio, sia il recupero delle somme che, a quel punto, l’ente suppone siano state percepite senza averne diritto.

Rischio revoca degli assegni sociali: come fare

Non è complicato inviare i dati che sono stati richiesti agli interessati. Basta collegarsi all’area personale del sito Inps. È possibile farlo sia con i patronati che si occupano di assistere i pensionati, sia con intermediari.

Chi è in regola e non ha ancora comunicati questi dati all’Inps faccia in fretta.

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