Risparmi a rischio per inflazione e carovita: conseguenze

Risparmi a rischio per inflazione e carovita, la riduzione dei depositi è diventata evidente negli ultimi mesi. Dopo anni di crescita si assiste a una drammatica inversione di tendenza. Aumenta anche l’indebitamento delle famiglie.

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Risparmi a rischio, sono continuamente ridotti da una inflazione che dura da tempo e non accenna a diminuire. Lo dimostrano anche i dati dell’ultimo trimestre 2022. Vediamo perché e come difendersi. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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È dunque l’inflazione il grande nemico dei tuoi risparmi. Una inflazione che è guidata dal folle andamento dei prezzi energetici, ma non solo. Infatti con il metano tornato a costi accettabili il tasso di inflazione continua a restare molto alto. A livelli che sono stati toccati nei lontani anni ‘80,

Su questo argomento puoi leggere un post che spiega di quanto aumenta l’affitto delle case a causa dell’inflazione; c’è anche un articolo che ti racconta quali sono i supermercati dove si risparmia per contrastare l’inflazione; e non sono abbiamo anche verificato con l’inflazione record chi ci perde di più tra lavoratori e pensionati.

Risparmi a rischio: la crisi dei conti correnti

Gli importi complessivi sui conti correnti sono stati in risalita a partire dal 2017. I dati diffusi per l’ultimo trimestre del 2022 hanno fatto scattare l’allarme. Che non deve essere sottovalutato: l’erosione dei risparmi significa spesso che le condizioni delle famiglie sono destinate a peggiorare nel breve termine.

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Risparmi a rischio: inflazione e carovita

Ovvio che a pesare sull’impoverimento del risparmio hanno inciso in maniera consistente sia l’inflazione, sia il carovita. Due condizioni alle quali non ha fatto riscontro un adeguato aumento degli stipendi (e anche per le pensioni la rivalutazione è stata solo parziale).

Scopri la pagina dedicata ala gestione del risparmio e agli investimenti.

Una situazione che ha invertito la tendenza dopo quattro anni di costanti aumenti dei depositi sui conti correnti (favoriti in tanti casi anche dalla pandemia, che ha ridotto le uscite).

Ma a quanto ammonta questa perdita? Non poco. In due mesi le famiglie hanno bruciato quasi 20 miliardi di euro in risparmi.

Da agosto a novembre c’è stato un calo di 18 miliardi: si è passati da 1.177 miliardi a 1.159. Un calo dell’1,5 per cento.

Questo andamento preoccupa perché le prime avvisaglie si erano registrate già a maggio, con una diminuzione che in quel periodo è stata stimata intorno ai 10 miliardi.

Risparmi a rischio: dopo anni di aumenti

L’inversione di tendenza è stata molto marcata in questi ultimi mesi. Arriva, come accennato, da anni in cui gran parte dei correntisti aveva migliorato la capacità di accumulo.

Questi dati spiegano bene la situazione:

  • nel 2017 l’ammontare complessivo dei depositi sui conti correnti era di 967 miliardi;
  • nel 2018 quella quota è salita a 990 miliardi (+23 miliardi);
  • nel 2019 si è sfondato quota 1000: 1044 miliardi, con un incremento rispetto all’anno precedente di 54 miliardi;
  • nel 2020 la quota è salita ancora: 1100 miliardi (+66 miliardi);
  • nel 2021 un altro balzo in avanti: 1144 miliardi (+34 miliardi);
  • nei primi sette mesi del 2022 la liquidità delle famiglie è arrivata a 1180 miliardi;
  • da gennaio a luglio del 2022 la prima frenata: i risparmi sono scesi a 1178 miliardi:
  • da luglio a novembre del 2022 quella frenata ha assunto i contorni di una ripida discesa: 1159 miliardi (-19 miliardi), con una riduzione in percentuale dell’1,53 per cento.

Gli ultimi dati sono il segnale evidente che la crisi inizia a farsi sentire.

Risparmi a rischio: segnali di crisi

Il calo del risparmio in Italia ha solo confermato timori evidenti da mesi. L’inflazione ha causato un crollo del potere d’acquisto. Tanti cittadini sono stati costretti a impoverire i risparmi per far fronte all’aumento delle spese.

Una situazione che non dovrebbe cambiare nell’immediato. L’inflazione continua a mordere, la crisi economica potrebbe essere solo nella fase iniziale (si teme una recessione fino al 2024).

Risparmi a rischio: aumenta il debito

A confermare i segnali di crisi c’è anche l’andamento dei debiti delle famiglie.

Sono infatti in aumento i prestiti contratti per il consumo, restano stabili quelli a scopo personale. 

Per entrambe le categorie c’è comunque una crescita dell’1,5 per cento rispetto al gennaio dello scorso anno (256 miliardi).

La situazione è preoccupante: i prestiti sono aumentati nonostante l’aumento dei tassi di interesse che dovrebbe spingere i cittadini a ridurre le richieste di finanziamento.

Preoccupa anche la crescente tendenza degli italiani a rateizzare gli acquisti.

Due segnali che sono in contraddizione sia con l’aumento dei tassi, sia con la condizione di crisi economica che stiamo attraversando.

Le conseguenze di questa contraddizione potrebbero farsi sentire in modo pesante nei prossimi anni.

Risparmi a rischio: prestiti

Negli ultimi 5 anni i finanziamenti personali e per i beni di consumo sono aumentati. L’andamento non si è fermato nel 2022. Questo incremento (vicino al 5 per cento) è stato nettamente superiore a quello registrato per i mutui.

Perché questo andamento è preoccupante? Rischia di mettere in pericolo la sostenibilità finanziaria di milioni di famiglie. Un aumento della pressione debitoria, associata al rincaro dei prezzi e del costo della vita, con una crescita consistente dei tassi di interesse, può avere un effetto rilevante sui bilanci.

In particolare per le famiglie che utilizzano i prestiti per istruzione, spesa e bollette (ma molti nonostante la crisi continuano a chiedere finanziamenti anche per i viaggi).

Nell’immagine una scala formata da monete indica la riduzione costante dei risparmi

Risparmi a rischio: mutui

Anche le richieste di mutui sono continuate ad aumentare, in linea con l’andamento degli ultimi 5 anni. Su questo fronte si prevedono ripercussioni nei prossimi mesi, causate dall’aumento dei tassi di interesse imposto dalla BCE per far fronte all’inflazione. 

L’inevitabile aumento dell’importo delle rate e del costo complessivo dell’indebitamento potrebbe convincere molti cittadini a rinunciare alla richiesta di finanziamento. E non solo: anche le banche stanno riducendo le erogazioni.

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