Rivalutazione delle pensioni: si decide la percentuale

Rivalutazione delle pensioni: si decide la percentuale degli incrementi per i trattamenti pensionistici. L'ultima notizia parla di un 2%, che è molto meno del 7% che era stato ipotizzato qualche giorno fa. La decisione finale nel Consiglio dei Ministri in programma tra mercoledì e giovedì, poi via libera al decreto Aiuti.

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Rivalutazione delle pensioni al tasso di inflazione: ci sarà, ma ancora non è chiaro l’ammontare dell’aumento. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Le prime indiscrezioni parlavano di un 7%, ovvero tutto l’incremento che era previsto dal prossimo gennaio. Poi si è arrivati al 3%, più o meno il 50% della rivalutazione. Ora quella quota sembra oscillare un po’ sopra il 2%. Ma non c’è ancora nulla di definitivo.

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Certo c’è una bella differenza tra il 2 e il 7%. È anche vero che quel 2% avrebbe anche potuto non esserci, non era né previsto, né dovuto. Ma resta un dubbio sulla sua reale efficacia per contrastare un generale aumento dei prezzi che va anche oltre quel 7%, che è il tasso di inflazione registrato dall’inizio dell’anno.

Se sei interessato a cosa prevede l’aumento degli stipendi con il decreto Aiuti, qui trovi un articolo completo. Invece in questo pezzo vedrai come funziona la rivalutazione delle pensioni. Per prepararci al prossimo anno vediamo in quali settori sono previsti gli aumenti più consistenti dei prezzi. Scopri subito a quanto ammonterà la pensione minima nel 2023 e come la Legge 104 influisce sui contributi per la pensione.

Rivalutazione delle pensioni: sarà del 2%?

Siamo molto vicini all’8%, ma molti prodotti di largo consumo hanno avuto aumenti molto più alti. In particolare nel settore energia e in quello alimentare.

L’indiscrezione del 2% è stata riferita al Messaggero dal sottosegretario all’Economia, Federico Freni.

Sappiamo bene che un aumento immediato di tutte le pensioni del 7% avrebbe avuto costi molto alti e un peso eccessivo sul bilancio 2022. Ma era l’unico intervento che avrebbe potuto ridare potere d’acquisto a tante persone che vivono con pensioni e trattamenti assistenziali al limite della sopravvivenza, spesso, al di sotto.

L’entità della rivalutazione sarà ufficiale solo dopo la definizione dei costi e quindi a ridosso dell’emanazione del nuovo decreto Aiuti, che è prevista per la prima settimana di agosto, tra qualche giorno.

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Rivalutazione delle pensioni: insufficiente

Il governo, per l’intero pacchetto di sostegni, ha a disposizione 14,3 miliardi di euro. Che non sono pochi per un intervento di mezza estate. Ma la situazione economica è così problematica che anche una cifra così consistente potrebbe non essere sufficiente.

Il provvedimento sulla rivalutazione potrebbe riguardare tutti i pensionati. Non solo quelli che hanno un reddito inferiore a 35mila euro (come era avvenuto per il primo Bonus 200 euro). Ma anche su questo punto la valutazione dell’esecutivo è ancora in corso. Non si esclude del tutto la possibilità che la rivalutazione riguardi solo le pensioni più basse, rinviando la rivalutazione a gennaio per quelle che superano una certa soglia.

Rivalutazione delle pensioni: come funziona

Il meccanismo attuale della rivalutazione funziona così:

  • per le pensioni che non superano di 4 volte la pensione minima (2.092 euro) la rivalutazione sarà del 100% rispetto all’inflazione;
  • per le pensioni comprese tra 4 e 5 volte la pensione minima (da 2.092 a 2.615 euro) la rivalutazione sarà del 90% rispetto all’inflazione;
  • per le pensioni che sono superiori a 5 volte la pensione minima (oltre 2.615 euro) la rivalutazione sarà invece del 75%.

Rivalutazione delle pensioni: Consiglio dei Ministri

Dopo questo anticipo (ancora da definire) bisognerà poi calcolare il conguaglio definitivo: si calcola sulla base dell’indice Istat di fine anno. E secondo alcuni esperti non si può escludere che tra l’autunno e l’inverno l’inflazione salga oltre il 10%, anche se la Bce ha alzato i tassi di interesse proprio per contrastare la crescita inflattiva.

L’ultima parola sull’entità del provvedimento sarà presa tra mercoledì e giovedì, quando si riunirà il Consiglio dei Ministri.

Rivalutazione delle pensioni: Bonus 200 euro

Ma insieme alla rivalutazione l’altro provvedimento molto atteso era la riproposizione del bonus 200 euro. Sembrava certo, cosa fatta. C’erano i soldi, e l’indennità è un beneficio immediato per i cittadini. Molto più, diciamolo, di un piccolo anticipo della rivalutazione (soprattutto per le pensioni più basse). Invece sembra uscito dai radar: si parla di concederlo a chi è rimasto escluso dalla tranche di luglio, come precari e stagionali (che è cosa giusta), ma non avrà certo il peso del provvedimento precedente.

Infatti se per il primo bonus 200 euro sono stati stanziati più di 6 miliardi di euro (per raggiungere oltre 30 milioni di pensionati e lavoratori), questa volta i fondi non vanno oltre ai 25 milioni. Una misura mignon, per così dire.

Rivalutazione delle pensioni: decontribuzione

È pur vero che per i lavoratori con un reddito inferiore a 35mila euro è stata comunque prevista una misura piuttosto impattante: la decontribuzione del cuneo contributivo dell’1%, che può portare a un aumento del netto in busta fino a 75 euro al mese (e comunque per tutti gli stipendi un incremento che da qui alla fine dell’anno è potenzialmente più consistente di un bonus 200 euro).

A questo punto per conoscere i dettagli del nuovo decreto Aiuti bisognerà aspettare qualche giorno. La definizione delle misure, anche nei dettagli, arriverà solo dopo il Consiglio dei Ministri, quando il governo potrà decidere anche in base ai calcoli che stanno effettuando i tecnici del ministero di Economia e Finanza.

Rivalutazione delle pensioni: extra profitti

Non si esclude l’inserimento nel pacchetto di misure una nuova tassazione sui profitti extra delle aziende energetiche. In quel caso potrebbero essere possibili provvedimenti più efficaci. Comunque sia non si arriverà a disporre uno scostamento di Bilancio. Soprattutto in piena campagna elettorale e a poche settimane dal voto.

Uno scostamento di bilancio rischia di essere un ulteriore masso sulla strada del prossimo esecutivo, che già dovrà affrontare situazioni assai complicate.

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