Santa Maria Capua Vetere, incendio e rivolta in carcere. Inviate unità speciali

Arrivano i rinforzi nell'istituto penitenziario dopo i disordini di ieri

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Ieri il reparto “Danubio” del carcere di Santa Maria Capua Vetere è stato preso d’assalto, per ore, da detenuti in rivolta. Si è perfino appiccato il fuoco in una cella e tre agenti sono rimasti feriti.

Quanto avvenuto è stato ritenuto inaccettabile dai sindacati e dal DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria). Dopo un periodo di riflessione di circa 24 ore si è deciso per l’invio di circa 100 unità del GOM (Gruppo Operativo Mobile) a supporto del personale in servizio presso l’istituto penitenziario.

Proprio per via della carenza di personale, secondo Vincenzo Palmieri e Luigi Castaldo (segretari regionali campani del sindacato), la situazione sarebbe sfuggita di mano.

Le parole di Nicola Gratteri

A intervenire sulla questione è stato anche Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro, che ha invitato a rendere più rigoroso il regime carcerario di alta sicurezza. Queste le parole del procuratore a Il Fatto Quotidiano:

“Le rivolte sono state possibili anche perché le celle erano aperte, anche nei reparti di alta sicurezza. In questi sono reclusi non i capi, ma gli esecutori, che hanno una normale ammirazione nei confronti dei capi e sono garzoni e strumenti dei capi. Le rivolte nelle carceri sono state possibili e così devastanti proprio per le celle aperte e la promiscuità praticata negli istituti.”

Fratelli d’Italia propone l’encomio

Ci sono state delle sollevazioni anche nel mondo della politica, dal Partito Democratico a Fratelli d’Italia. Proprio il partito di Giorgia Meloni ha proposto di conferire l’encomio agli agenti coinvolti. Così il gruppo parlamentare ha argomentato la richiesta:

“Nel corso della rivolta 150 detenuti armati di coltelli e olio bollente sono stati contenuti con efficacia e professionalità dagli uomini e dalle donne della Polizia penitenziaria. Mentre non si sa ancora nulla dell’esito delle indagini a carico dei rivoltosi, la Procura di Santa Maria Capua a Vetere ha notificato 44 avvisi di garanzia ad altrettanti agenti della Polizia penitenziaria. La magistratura faccia il suo corso, ma anche la politica faccia il suo e il Ministro Bonafede – magari e per sbaglio – batta un colpo, difendendo l’onorabilità e la professionalità dei nostri uomini in divisa e conferendo l’encomio solenne.”

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