Nati oggi. Falcao, l’ottavo Re di Roma che prese un «5» da Moana Pozzi

Compie 67 anni, Paulo Roberto Falcao, l'ottavo Re di Roma per i tifosi capitolini giallorossi. Vinse uno Scudetto con la Roma, dopo averne vinti tre con l'Internacional de Porto Alegre. All'inizio per lui furono diffidenza e critiche, poi seppe entrare nel cuore dei romanisti, fino a quella drammatica finale di Coppa dei Campioni con il Liverpool

Nati oggi. Falcao, l'ottavo Re di Roma che prese un «5» da Moana Pozzi
Buon compleanno a Roberto Falcao. La sua storia, dove ha giocato e qualche aneddoto sulla sua vita privata.
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Romolo, Numa Pompilio, Tullio Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. E poi c’era lui: Paulo Roberto Falcao, l’ottavo Re di Roma per i tifosi giallorossi della Capitale. Prima del brasiliano venuto dall’Internaciol de Porto Alegre, soltanto Amedeo Amadei aveva meritato questo soprannome. Mica poco.

Gli esordi e poi la Roma

Falcao nasce ad Abelardo Luz, località della municipalità di Xanxere, nello stato di Santa Catarina, in Brasile il 16 ottobre del 1953. La madre era di origini calabresi, il papà portoghese. Comincia a giocare da professionista nell’Internacional, in sei stagioni vince tre titoli brasiliani, entra nella storia del club già dopo il primo trionfo, considerato che mai prima di allora l’Internacional aveva vinto un campionato. Centrocampista dalla tecnica sopraffina, un calciatore universale, un allenatore in campo.

Per due volte insignito del Bola de Ouro, il Pallone d’Oro brasiliano (all’epoca era il corrispettivo del Pallone d’Oro, assegnato solo agli europei), Falcao approda alla Roma il 10 agosto del 1980. All’aeroporto di Fiumicino, ad attenderlo, c’erano 5000 tifosi giallorossi, non tantissimi dal momento che al posto del futuro Re di Roma avrebbero preferito il connazionale Zico, poi comunque arrivato in Italia con la maglia dell’Udinese. Quel giorno sullo stesso aereo ci salì anche Luis Silvio, indimenticato flop di mercato della Pistoiese: non se lo filò nessuno.

Critiche e applausi

Ma per acquistare Falcao dall’Internacional, il compianto presidente della Roma, Dino Viola dovette farsi anticipare un po’ di milioni dall’amico Vasco Farolfi, imprenditore e proprietario del Montevarchi, la prima squadra ad affrontare la Roma di Falcao in un’amichevole estiva.

Le prime prestazioni in campionato del centrocampista brasiliano non incantano gli esigenti sostenitori romanisti. Piovono critiche, che si trasformeranno ben presto in applausi e ammirazione, soprattutto per lo Scudetto che regalerà alla Roma nel 1983, collezionando 27 presenze e 7 reti in campionato.

La vittoria del campionato garantisce ai capitolini la possibilità di disputare la Coppa dei Campioni del 1983-1984. Falcao e la Roma arrivano fino alla finale dell’Olimpico contro il Liverpool: ma il brasiliano è in condizioni fisiche non ottimali.

La gara si trascina ai calci di rigore, dicono che Falcao si sia rifiutato di batterne uno, se non il quinto. Bruno Conti e Graziani falliranno i rispettivi tiri dal dischetto, distratti dalla «Spaghetti Dance» del portiere sudafricano dei Reds, Bruce Grobbelaar, la Roma perderà la Coppa davanti al proprio pubblico (senza neppure arrivare al quinto tiro dagli undici metri) e Falcao sarà subissato dalle critiche.

L’addio alla Roma e la vita privata

Il rapporto con l’ambiente si deteriora ulteriormente a causa di dissidi contrattuali con il presidente Viola, nonostante il contratto del brasiliano fosse il più alto della Serie A nel 1985 (un miliardo di lire).

Lo vuole l’Inter e l’intervento diretto del presidente del consiglio, nonché tifosissimo della Roma, Giulio Andreotti, ferma la trattativa tra il club meneghino e il suo procuratore, Cristoforo Colombo. Falcao lascerà comunque la Roma per fare ritorno in Brasile: l’ultima gara in giallorosso è del 16 dicembre 1984, contro il Napoli. Terminerà la carriera l’anno dopo al San Paolo.

La sua vita priva è stata vivace. Si è sposato con l’avvocato Rosane Damazio, dalla quale ha avuto un figlio, Paulinho, che la donna gli ha conteso una volta saputo del tradimento del marito. Ha avuto poi una relazione con l’italiana Maria Flavia Frontoni, riconoscendo solo diversi anni dopo il figlio nato dalla storia.

Coccolato dai giornalisti dell’epoca, osannato dai tifosi brasiliani e romanisti, Falcao si è, però, meritato un «5» in pagella dalla pornostar Moana Pozzi: nella sua autobiografia giudicò mediocre la prestazione amorosa del campione. Un fenomeno in campo, un po’ meno (evidentemente) tra le lenzuola.

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