Rosanna, guerriera con le ossa di cristallo e il cuore immenso
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Rosanna, guerriera con le ossa di cristallo e il cuore immenso

Rosanna Gambone, da Montella, affetta fin da piccola da osteogenesi imperfetta, affronta la vita con una gioia straordinaria e la dedica alla beneficienza

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La bellezza di dire sì alla vita e un sorriso gioioso. Quel sorriso contagioso che se lo incontri ti cambia la giornata, in meglio. Anche entusiasmo, grinta, forza, umanità. E tanto cuore. Ecco cosa direi, se mi chiedessero di Rosanna Gambone, innamorata della vita, in prima linea con Telethon per la ricerca sulle malattie rare, come l’osteogenesi imperfetta cui è affetta fin da bambina, ma che non l’ha mai fermata.

Io sono Rosanna: una combattente”

“Salve a tutti, sono Rosanna e sono nata cinquantacinque anni fa a Montella, un paese irpino famoso per la sagra della castagna. Sono la terza di tre figli e vivo tuttora con mia madre di ottantasette anni. È bello vedere come lei si prenda ancora cura di me. Con molta difficoltà burocratiche ho ottenuto il diploma di perito elettronico. E oggi vi racconto la mia storia”, esordisce Rosanna.

Una donna straordinaria, dalla quale si può imparare tanto. E probabilmente, alla fine della lettura di questo articolo, avrete un’altra visione delle cose. Chissà, magari meno frivola. E’ incredibile vedere come la felicità di una persona possa risiedere nelle piccole e semplici cose. In piccoli ma grandi gesti.

“Il mondo è bello perché vario. Sorrido, sto bene con me stessa e la diversità per me non esiste. Questo è un concetto che non mi appartiene, io sono Rosanna. Sono una combattente. E sono orgogliosa di esserlo”.

Una guerriera sin dalla nascita. Il suo è un destino avverso che non tarda ad arrivare. Affetta da osteogenesi imperfetta dalla tenera età di sei mesi. “I primi segnali arrivarono quando ero soltanto in fasce. Poi, man mano che crescevo, i miei genitori si accorsero che non riuscivo a reggermi dritta e in piedi. Dopo vari accertamenti e visite da specialisti, si scoprì la mia diagnosi. Le mie ossa non si sarebbero sviluppate e io non sarei cresciuta. Sono destinata a stare per il resto della mia vita in carrozzella e se urto violentemente qualcosa o qualcuno rischio di rompermi qualche osso. Ancora oggi, però, non si sa a cosa sia dovuta l’osteogenesi imperfetta. E per questo è considerata una malattia rara”, dice Rosanna.

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La vita l’affronto col sorriso”

Una notizia sconvolgente che ha stravolto sin da subito i genitori di Rosanna. “I miei stavano male. Sapere che non avrei mai provato il piacere di una passeggiata o l’ebbrezza di una corsa li aveva spiazzati. Ma soprattutto – continua- erano preoccupati di come mi sarei sentita in mezzo a tante altre persone differenti da me nell’aspetto. Temevano che mi sarei sentita sola, esclusa”.

Fortunatamente ciò non accade. Sebbene qualche occhio indiscreto e sguardo di troppo. “Per strada capita spesso imbattermi in gente che mi guarda come se fossi un’aliena. Ricordo una volta un episodio abbastanza buffo. Una vecchietta chiese a un mio amico di quale strano popolo io fossi. Ma, ogni qualvolta mi capita una cosa del genere, io rido. Non mi tocca, ci sono abituata. Cerco di sdrammatizzare”.

È proprio vero, un po’ di sana autoironia non guasta mai. Anzi, è la chiave per vivere con leggerezza. Questo l’insegnamento di Rosanna. “Ironizzo sempre su di me, in particolare quando devo spiegare le mie condizioni a bambini che mi osservano attentamente con occhi sgranati e increduli. Ora vi racconto un simpatico aneddoto. Tempo fa mio nipote, notando il busto che porto costantemente per tenermi dritta e proteggermi da qualche movimento che potrebbe risultare fatale, mi chiese a cosa servisse questo strano aggeggio. Io gli risposi che senza il busto, mi sarei accartocciata come un sacco di patate. Scoppiammo entrambi a ridere”, dichiara divertita.

Gli amici sono le mie gambe”

Sicuramente, Rosanna è stata tanto aiutata dalla sua fede in Dio. Ma non solo. “Non sono bizzoca, ma credo realmente che sia Dio a darmi la forza e la pazienza di cui ho bisogno. Infatti, un giorno sogno di intraprendere il cammino di Santiago di Compostela. Tuttavia, il mio sorriso contagioso non è soltanto frutto della mia religiosità. È dato anche dai tanti amici che mi circondano e mi fanno stare bene. Non mi sono mai sentita estranea o esclusa, neanche da piccola e mi ritengo molto fortunata. Senza i miei compagni di avventure, non sarei la stessa persona di oggi. L’amicizia è un dono e va coltivata. Con i miei amici condivido i momenti più belli e importanti. Anche perché, a cosa serve essere tristi?”.

Ed è agli amici che la sostengono che Rosanna dedica il suo libro “Rosanna per me, camminare in amicizia”. Di fatto, un inno all’amicizia che ha avuto e sta avendo ancora molto successo. Dal titolo particolare, dietro al quale si cela un profondo significato . “I miei amici sono le mie gambe: ecco il motivo del nome del mio libro. Qui racconto la mia quotidianità con loro. Racconto anche cosa sono loro per me e cosa sono io per loro. L’idea di scrivere un libro è nata proprio da un mio amico, Gianni Marino. Eravamo insieme in Grecia e… non vi svelo altro. Il libro va assaporato nella sua pienezza e interezza. Non voglio rovinarvi il gusto dello stupore nel leggerlo”.

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Non mi ferma nessuno”

Dunque, Rosanna ci invita a comprare e leggere il suo libro. Soltanto per leggere di sé e della sua vita impreziosita dal dono dell’amicizia? Ovviamente no. “Rosanna per me, camminare in amicizia” ha uno scopo ben preciso. “Io mi ritengo già fortunata – dice – e voglio aiutare chi non lo è per niente. I soldi ricavati dall’acquisto del libro andranno tutti all’associazione Telethon, sperando di riuscire a trovare – con nuove cure e ricerche – una spiegazione alla mia malattia e a tante altre malattie rare. Sono fiduciosa nel progresso medico”.

Insomma, una vera lezione di vita. Ed è proprio vero, la diversità risiede soltanto negli occhi di chi guarda e gli artefici del nostro destino siamo solo noi. Inutile prendersi in giro, inutile incolpare il fato o chissà quale entità sovrannaturale. Se vuoi, puoi. Il resto è una scusante. Lo testimoniano lo spirito frizzante e brioso di Rosanna, che si dichiara soddisfatta della sua quotidianità. “Sono invalida ma non per questo resto ferma e inchiodata a un posto. Ho tanti impegni e interessi. Sono impegnata nelle conferenze sul mio libro e ogni settimana ho lezioni di canto, ballo e bricolage. Amo tanto viaggiare e quando sono a casa mi diletto a creare pupazzetti con l’uncinetto. Non mi ferma nessuno”.

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