Rottamazione delle cartelle esattoriali: condono ufficiale

Rottamazione delle cartelle e esattoriali: è arrivato il sì ufficiale alla cancellazione delle cartelle fino a 5000 euro relative al 2000 – 2010. La misura riguarda solo i redditi inferiori a 30mila euro ed è stata molto ridotta la portata iniziale che avrebbe dovuto estendersi fino al 2015. Cancellati comunque i debiti per almeno due milioni di italiani.

4' di lettura

La notizia era attesa, ora è arrivata la conferma: la rottamazione delle cartelle esattoriali ci sarà. Il governo ha deciso di stralciare le cartelle fino a 5mila euro tra il 2000 e il 2010.

La misura è stata inserita nel decreto Sostegni per essere esecutiva ha bisogno solo di un decreto del Tesoro. Il Ministero di Economia e Finanze ritiene che sia una questione di ore. Non si andrà oltre.

Siamo ai dettagli, ma non sono previste novità: il testo sarà lo stesso che era stato stabilito nel decreto sostegni.

La rottamazione delle cartelle esattoriali ha numeri importanti: saranno cancellati 16 milioni di “avvisi di pagamento”. Il condono, comunque, non è per tutti: sono esclusi tutti quelli che hanno un reddito pari o superiore a 30mila euro nel 2019. Per loro niente stralcio.

La platea è comunque vasta: beneficerà del condono l’83% delle persone che hanno debiti fino a 5mila euro affidati dal 2000 al 2010.

In tutto due milioni di contribuenti.

Rottamazione delle cartelle esattoriali: costi contenuti per lo Stato

Per le casse dello Stato l’operazione ha i suoi vantaggi (liberare da un carico enorme di arretrati l’Agenzia delle Entrate), e costi contenuti.

Se infatti è vero che il valore complessivo è di 666 milioni di euro, è ancora più vero che conteggiando l’ammontare delle pratiche che hanno già aderito alla rottamazione, quella cifra scende a 215 milioni.

La rottamazione delle cartelle esattoriali comprenderà quindi anche quelle che erano ormai in fase di riscossione.

L’azzeramento riguarda dunque tutte le cartelle che sono state notificate dopo il 31 dicembre 2010.

Ma a una condizione: l’affidamento all’Agenzia delle entrate deve essere stato attivato prima di quella data.

Eliminata la possibilità di estendere il condono fino al 2015

C’è da dire che la rottamazione delle cartelle esattoriali, così come era stata immaginata all’inizio, era più larga e riguardava tutti i debiti fini a 5000 euro affidati fino al 2015.

Il numeri sarebbero stati sostanzialmente diversi: con 60 milioni rottamazioni e un costo complessivo dell’operazione di circa 2 miliardi.

Nelle ultime settimane la decisione di ridurre tra il 2000 e il 2010 il limite temporale. Per questo il condono si è trasformato in mini condono. La misura ha infatti così ridimensionato la sua portata del 75%.

Oltretutto, i debiti contratti dopo il 2010 sono spesso ancora esigibili. Il contrario di quanto accade invece per quelli precedenti. Anche per questo l’operazione è notevolmente più leggera rispetto a quella che era stata immaginata in origine.

Insomma, l’impatto non sarà così significativo.

I pagamenti esclusi dalla rottamazione delle cartelle esattoriali

Sono molte le voci escluse dalla rottamazione delle cartelle esattoriali.

Non rientrano infatti:

  • i debiti relativi alle risorse proprie tradizionali dell’Unione Europea
  • l’Iva riscossa all’importazione
  • il recupero di aiuti di stato considerati illegittimi
  • le multe per infrazioni al codice della strada
  • le ammende e le sanzioni pecuniarie imposte dopo provvedimenti o condanne penali.

Cosa dovrà fare l’Agenzia delle Entrate

Ora la palla passa all’Agenzia delle Entrate e Riscossione. Bisognerà individuare tutte le cartelle che rientrano tra quelle che devono essere azzerate.

Non è un lavoro agevole, dopo aver pescato le cartelle con meno di 5000 euro di debiti tra il 2000 e il 2010 sarà poi necessario il controllo incrociato per stabilire se il reddito dei singoli soggetti per i ruoli affidati sia inferiore a 30mila euro.

Una volta conclusa questa fase lo stralcio sarà automatico. I contribuenti non dovranno fare alcun adempimento.

Ora la riforma fiscale

La rottamazione delle cartelle esattoriali è anche il termometro dell’inefficacia e inefficienza del sistema di riscossione. Nel tempo è stato infatti accumulato un carico così impressionante di arretrati che non sarebbe stato possibile smaltirlo senza rallentare e in modo grave la riscossione di debiti più recenti e a volte anche molto più ingenti.

La riforma fiscale che dovrebbe essere approvata in autunno punterà a semplificare, digitalizzare e rendere più agile l’operatività della riscossione. In caso contrario tra dieci anni sarà necessario un altro condono.

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