Rottamazione delle cartelle esattoriali e stop riscossione

Rottamazione delle cartelle esattoriali: il decreto dovrebbe essere approvato prima che ricominci dal primo ottobre l'attività di riscossione. In autunno scade l'ultimo blocco per l'invio delle cartelle esattoriali. Se entro quella data sarà definita anche la riforma fiscale potrebbe scattare il condono per la rottamazione delle cartelle esattoriali vecchie 5 anni e con un importo massimo di 5mila euro.

4' di lettura

La rottamazione delle cartelle esattoriali vecchie più di 5 anni sarà decisa prima che scada il nuovo stop alla riscossione fissato a settembre? Se lo chiedono con ansia milioni di famiglie italiane che, dopo l’estate, si apprestano a ricevere un carico di 163 milioni di cartelle esattoriali.

Sono tutte lì, nei depositi dell’Agenzia delle Entrate, in attesa di essere recapitate ai cittadini italiani. L’ultima proroga, come sapete, scade a settembre, è stata respinta infatti la proposta che voleva imporre il blocco delle cartelle esattoriali fino al primo gennaio del 2022.

Nel frattempo l’attesa riforma fiscale sarà discussa nella seconda metà del 2021 e dovrebbe contenere anche la rottamazione delle cartelle esattoriali vecchie più di 5 anni. Un carico spesso inesigibile che grava come un macigno sull’agenzia di riscossione.

Rottamazione delle cartelle esattoriali per facilitare la riscossione

La rottamazione delle cartelle esattoriali è ritenuta necessaria per consentire una radicale revisione dei meccanismi, spesso inceppati, del recupero crediti. Sono tante le risorse che l’ente riscossore spreca per inseguire con scarse possibilità di successo vecchie pendenze.

Meglio dunque darci un taglio e impegnare tempo e risorse sulla riscossione “contemporanea”. Concentrando l’attenzione preliminarmente sulle somme più rilevanti.

Rottamazione delle cartelle esattoriali: due obiettivi

Una scelta pragmatica, ma che ha anche la conseguenza di liberare da un cospicuo fardello di debiti milioni di italiani.

Una scelta, che soprattutto nella difficile situazione economica di questi periodi, ha anche l’effetto di un toccasana.

La rottamazione delle cartelle esattoriali con più di 5 anni centra dunque due obiettivi:

  • contribuisce a rimettere in marcia l’Agenzia delle Entrate svuotando il deposito da un arretrato mostruoso;
  • concede una boccata d’ossigeno a chi temeva di essere raggiunto da ingiunzioni ormai antiche.

La rottamazione delle cartelle esattoriali sarà automatica

La rottamazione delle cartelle esattoriali dovrebbe essere automatica. Ossia, scatta dopo che sono passati 5 anni dall’affidamento dell’incarico di riscossione.

Dopo i cinque anni cosa potrebbe accadere? Che l’Agenzia delle Entrata restituisca al mittente quella richiesta di riscossione. Ossia: il pagamento di un tributo locale non riscosso, dopo cinque anni viene inviato nuovamente al Comune creditore. Sarà poi l’ente locale a decidere cosa farne: rottamare definitivamente o attivarsi per una successiva riscossione.

Sembra più probabile la prima ipotesi.

Con l’eliminazione di questi crediti spesso inesigibili, l’Agenzia delle Entrate si potrà dedicare, con maggiori speranze di successo, nella riscossione di somme significative prima di una eventuale prescrizione.

La rottamazione delle cartelle esattoriali vecchie di 5 anni è praticamente certa, anche perché sul punto c’è la convergenza di tutte le forze politiche.

Cancellate Tasi, Ici, Tari, Imu, Irpef e bollo auto

Naturalmente nel calderone delle rottamazione delle cartelle esattoriali non finiranno solo i crediti ritenuti inesigibili.

Il limite massimo è di 5000 euro. E proprio per l’entità della cifra si suppone che buona parte delle cancellazioni riguarderanno tributi locali e comunali. In particolare Ici, Tasi, Tari e Imu, Irpef e il bollo auto.

La rottamazione delle cartelle esattoriali non sarà comunque per tutti. Ma solo per chi ha un reddito imponibile (nel 2020) inferiore a 30.000 euro.

Le multe per violazione al codice della strada non saranno rottamate

Le persone che sono interessate alla sanatoria avranno la possibilità di verificare online (grazie a un estratto di ruolo), quali sono i debiti che verranno azzerato dal decreto. In ogni caso sarà possibile consultare su appuntamento la stessa Agenzia delle Entrate.

Non saranno cancellati i debiti che riguardano gli aiuti di Stato intascati illecitamente o quelli inflitti da una condanna della Corte dei Conti, o sentenze penale. Nel novero delle incancellabili anche le multe per violazioni al codice della strada.

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