Rottamazione delle cartelle: la crisi blocca tutto

Rottamazione delle cartelle, sembrava cosa fatta ma la crisi di governo ha bloccato tutto: vediamo cosa succede. L'attuale governo non ha più il potere di imporre una sanatoria. Ferma anche la riforma delle riscossione, che avrebbe potuto portare a un parziale azzeramento delle vecchie cartelle esattoriali.

5' di lettura

Rottamazione delle cartelle: sembrava cosa fatta, ma la crisi di governo ha bloccato l’iniziativa del governo. Era stata quasi raggiunta l’intesa per la rottamazione quater mentre si continuava a discutere sull’eventuale azzeramento dei vecchi debiti con il fisco, poi la crisi di governo e la successiva campagna elettorale hanno bloccato i provvedimenti.

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Il governo Draghi sembrava convinto, almeno sulla rottamazione quater (la cosiddetta “pace fiscale”), che avrebbe consentito:

  • il pagamento con ampia rateizzazione delle cartelle esattoriali;
  • la cancellazione degli oneri accessori (more, sanzioni e interessi);
  • e con il saldo e stralcio usufruire dell’abbattimento di una parte significativa del debito.

Sulle cartelle esattoriali potrebbe interessarti un articolo che ti spiega quando si possono non pagare, o quando il pagamento è in 10 anni, o ancora cosa succede se si è irreperibili quando viene notificato l’atto esecutivo. Mentre qui si dettaglia la possibilità di rateizzare fino a 120mila euro.

Indice

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Rottamazione delle cartelle: intervento da 1,4 miliardi

Per dare il via al provvedimento il ministero del Tesoro stava cercando i fondi necessari, circa 1,4 miliardi. Una cifra alta, ma non impossibile. La questione sembrava in dirittura d’arrivo. Ora la ricerca di quei fondi a copertura è finita. Niente da fare: per la rottamazione quater e per l’eventuale azzeramento delle vecchie cartelle bisognerò aspettare il prossimo governo. Se avrà la volontà politica e le risorse necessarie per riattivare la pace fiscale.

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Ma il governo che è ancora in carica non potrebbe comunque procedere a prescindere dalla crisi? Purtroppo no, l’attuale esecutivo resta in carico solo per gli affari amministrativi. Significa che non può avere né la forza e neppure l’agibilità politica per programmare e approvare una misura che finanziariamente è molto impegnativa.

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Rottamazione delle cartelle: allargare la platea

L’attuale pace fiscale (rottamazione ter) ha consentito a 300mila contribuenti di rientrare delle situazioni debitorie che sono successive al 2017.

La nuova rottamazione – quella che purtroppo non sarà approvata, almeno da questo esecutivo – avrebbe allargato la platea dei possibili aventi diritto anche alle situazioni debitorie che riguardano il biennio 2018 e 2019, esclusi dalle precedenti sanatorie.

Rottamazione delle cartelle: il no della Consulta

Il blocco di questo provvedimento a vantaggio dei contribuenti che sono in ritardo con il pagamento delle tasse eviterà comunque uno scontro con la Corte Costituzionale. I giudici della Consulta, alcuni mesi fa, avevano comunicato al governo che terminata la fase emergenziale innescata dalla pandemia si sarebbero dovuti evitare gli «interventi di rottamazione o stralcio contrari al valore costituzionale del dovere tributario e tali da recare pregiudizio al sistema dei diritti civili e sociali tutelati dalla Costituzione».

Rottamazione delle cartelle: riforma e azzeramento

I giudici della Corte Costituzionale avevano lanciano l’avvertimento mentre si discuteva sulla riforma della Riscossione, un altro importante provvedimento che è finito in un cassetto dopo l’inizio della crisi politica.

All’interno della riforma della Riscossione, e per alleggerire l’enorme carico di arretrati che impegna un numero eccessivo di risorse dell’Agenzia delle Entrate per rincorrere crediti spesso inesigibili, era stata introdotta anche la possibilità di un azzeramento delle vecchie cartelle esattoriali.

Rottamazione delle cartelle: e il prossimo governo?

L’avvertimento della Consulta era stato comunque ignorato dalla vecchia maggioranza. In fondo la situazione di emergenza non è mai finita: dopo il covid c’è stata la guerra, l’impennata dei costi per le materie prime e la conseguente esplosione dell’inflazione.

Come dire: se la pace fiscale è stata ammessa durante la pandemia non si capisce per quale motivo non dovrebbe essere approvata anche ora.

Molto probabilmente il nuovo governo (di qualsiasi schieramento) potrebbe riproporre la rottamazione quater. Ma se ne parla, nel caso, tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Per la riforma delle riscossione i tempi rischiano invece di essere più lunghi, come per quelli che riguardano la tanto attesa riforma delle pensioni.

Rottamazione delle cartelle: arretrati record

Ma perché i partiti spingono per la sanatoria? Le ragioni sono quelle che abbiamo anticipato: nei depositi dell’Agenzia delle Entrate ci sono credito non riscossi per oltre 1.100 miliardi. Ci sono anche crediti con più di 22 anni. Una situazione oggettivamente ingestibile.

Rottamazione delle cartelle: la scadenza del Ter

Nel frattempo c’è ancora qualche giorno di tempo per pagare le rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio che erano in scadenza nel 2021. Il termine stabilito per legge è il 31 luglio, ma tra i cinque giorni di tolleranza e le festività, si può pagare fino all’8 agosto.

Nel decreto Sostegni ter sono stati anche previsti nuovi termini per mettersi in regola con i versamenti agevolati per le rate in scadenza nel 2019 e 2020 (i termini erano stati sospesi per il covid), i ritardatari possono avvalersi delle date di scadenza previste nel 2021.

In assenza di un un provvedimento legislativo, chi ha saltato la rata di maggio rischia la decadenza del beneficio. Significa dover pagare tutte le tasse arretrate con l’aggiunta di interessi e sanzioni.

Giusto per intendersi: sono 200mila i contribuenti che non hanno rispettato la scadenza di maggio.

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