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Rumore di tacchi dal piano superiore: non è reato

Il rumore di tacchi dal piano superiore non può essere configurato come disturbo della quiete pubblica. Lo ha stabilito un'ordinanza della Cassazione. Vediamo perché e quando i rumori molesti possono invece rientrare in un illecito penale.

di The Wam

Luglio 2024

Rumore di tacchi dal piano superiore: non c’è disturbo della quiete pubblica. Lo ha stabilito un’ordinanza della Cassazione penale. Vediamo perché e quando i rumori molesti possono invece essere ritenuti un illecito penale. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Rumore di tacchi dal piano superiore: la sentenza

Le proprietarie di un appartamento hanno denunciato i residenti del piano superiore per il disturbo causato dal camminare con i tacchi, spostare le sedie e trascinare mobili nelle prime ore del mattino. Questo comportamento è stato ritenuto in primo e secondo grado un motivo valido per condannare i vicini rumorosi al pagamento di una multa di 200 euro ciascuno, in base all’articolo 659 del codice penale, che tratta il disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone.

la questione del reato di disturbo alla quiete pubblica

La Corte di Cassazione, però, nella sentenza del 17 gennaio 2024, numero 2071, ha assunto una posizione diversa. Secondo gli Ermellini per configurare il reato di disturbo alla quiete pubblica, non basta che i rumori molesti interessino solo i residenti di un singolo appartamento sottostante. È necessario che le emissioni sonore disturbino una parte più ampia e indeterminata della popolazione del condominio. Solo in questo caso, si può parlare di compromissione della quiete pubblica.

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Se non c’è disturbo a molti condomini

La Corte di Cassazione ha dunque precisato che per configurare il disturbo della quiete pubblica, non è sufficiente che le lamentele provengano solo da uno o due residenti. È fondamentale dimostrare che i rumori siano in grado di disturbare molti condomini e non solamente quelli dell’appartamento direttamente sottostante. Inoltre, deve essere accertato che la diffusività dei rumori superi i limiti di tollerabilità normalmente accettati.

Rilevanza del disturbo e idoneità della fonte sonora

Nel caso specifico, i giudici di legittimità hanno concluso che il comportamento dei residenti del piano superiore, nonostante fosse fonte di disturbo, non era idoneo a configurare un illecito penale perché non si propagava in modo tale da influenzare un numero più esteso di persone nel condominio. Questa circostanza, però, non esclude la possibilità di perseguire un illecito civile per ottenere un risarcimento del danno, come previsto dall’articolo 844 del codice civile.

Il caso

In un condominio, gli occupanti dell’appartamento del piano superiore provocano rumori molesti nelle prime ore del mattino, camminando con i tacchi o spostando il mobilio. A causa di questi comportamenti, le proprietarie dell’appartamento sottostante hanno iniziato una procedura legale, che ha portato alla condanna in primo e secondo grado dei due vicini rumorosi al pagamento di 200,00 euro ciascuno per il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (articolo 659 c.p.).

Arrivo in Cassazione

Dopo le condanne nei gradi di giudizio inferiori, il caso è arrivato in Cassazione, dove i giudici hanno avuto il compito di valutare se i rumori rientrassero effettivamente nel contesto di disturbo alla quiete pubblica, secondo le norme vigenti.

Cos’è il reato di disturbo della quiete pubblica

Il reato di disturbo della quiete pubblica è definito dall’articolo 659 del codice penale. Punisce chi, mediante schiamazzi o rumori, disturba le occupazioni o il riposo delle persone. È considerato un reato di pericolo, il che significa che la legge punisce il potenziale danno alla quiete pubblica piuttosto che il danno effettivo.

Le ipotesi previste dalla norma

  1. Primo comma: punisce chiunque, utilizzando strumenti sonori o causando strepiti di animali, disturba il riposo o le occupazioni delle persone, con sanzioni che possono arrivare fino a tre mesi di arresto e ammenda sino a 309 euro.
  2. Terzo comma (modificato dalla riforma Cartabia): riguarda chi esercita professioni o mestieri rumorosi in violazione delle leggi o delle prescrizioni dell’autorità, con ammende da 103 a 516 euro.

Il decreto legislativo 150/2022 ha aggiunto un ulteriore comma, stabilendo che il disturbo è punibile a querela della persona offesa, eccetto nei casi che coinvolgono spettacoli, ritrovi o trattenimenti pubblici, o se commesso contro persone incapaci per età o infermità.

Differenza tra disturbo pubblico e privato

Per configurare il reato, i rumori devono influenzare una pluralità indeterminata di persone e non limitarsi a disturbare i residenti di un singolo appartamento. Se il disturbo è circoscritto, come nel caso specifico del rumore di tacchi che non si propaga oltre il piano sottostante, si tratta più probabilmente di un illecito civile, che può essere perseguito per ottenere riparazione o cessazione del disturbo.

Disturbo ai soli condomini sottostanti: non è reato

La Suprema Corte ha stabilito che il disturbo arrecato ai soli condomini sottostanti non costituisce reato. Durante il processo, i condannati hanno contestato la decisione, sostenendo che i rumori non erano percepibili al di fuori del loro appartamento e che, pertanto, non si poteva parlare di disturbo della quiete pubblica.

Analisi della Corte

La Corte ha riconosciuto come fondati i reclami, evidenziando che non c’erano prove concrete che i rumori fossero avvertiti da altri residenti nel condominio. Inoltre, ha sottolineato che la norma penale mira a proteggere la quiete pubblica, che presuppone un disturbo percepito da una pluralità indeterminata di persone. Poiché i rumori erano limitati a un solo appartamento, non si configurava un reato.

Il ruolo delle testimonianze e delle prove

Le dichiarazioni delle persone direttamente coinvolte non sono state supportate da ulteriori testimonianze, il che ha influito sulla decisione della Corte di non ritenere configurato il reato.

Idoneità della fonte sonora ad arrecare disturbo alla quiete

La Corte ha esaminato l’idoneità delle emissioni sonore a causare disturbo non solo al singolo, ma anche a un gruppo più ampio di residenti nel condominio. È stato sottolineato che la diffusione dei rumori deve superare i limiti di tollerabilità normalmente accettati.

Quando le emissioni rumorose sono un illecito penale

La giurisprudenza è chiara nel distinguere tra disturbo sufficiente a costituire un illecito penale e quello che rientra nelle maglie più strette del diritto civile. Perché un’azione rumorosa diventi reato, è necessario che essa ecceda le normali modalità di esercizio e turbare significativamente la quiete pubblica.

Casi di illecito penale secondo la legge:

  1. Superamento dei limiti di emissione: se il rumore supera i limiti imposti dalle normative ambientali, ciò può costituire un illecito amministrativo, punibile con sanzioni pecuniarie.
  2. Disturbo della quiete pubblica (art. 659 c.p., comma 1): se l’attività rumorosa è svolta in modo tale da disturbare la quiete di una comunità, può configurarsi come reato.
  3. Violazione di specifiche disposizioni legali (art. 659 c.p., comma 3): se l’attività viola prescrizioni legali specifiche regolando l’esercizio di mestieri rumorosi, si configura un reato.

Implicazioni civili dei rumori non penalmente perseguibili

Sebbene i rumori in questione non abbiano raggiunto la soglia di illecito penale, possono comunque dar luogo a responsabilità civile. L’articolo 844 del codice civile prevede che le immissioni non possano superare la normale tollerabilità. Ciò implica che, anche se non perseguibili penalmente, le emissioni rumorose possono necessitare di un risarcimento danni se superano tale soglia e disturbano significativamente la vita di un vicino.

Azioni legali civili possibili

I residenti disturbati possono intraprendere azioni legali civili per:

La legge tutela anche il diritto al riposo e alla serenità domestica, riconoscendo il potenziale danno non patrimoniale che può derivare da continue immissioni rumorose.

Rumore di tacchi dal piano superiore
Nell’immagine una coppia infastidita dai rumori molesti provenienti dal piano superiore.

FAQ (domande e risposte)

Cos’ha deciso la Cassazione sui rumori di tacchi?

La Cassazione ha stabilito che il rumore di tacchi dal piano superiore non costituisce un disturbo della quiete pubblica se i rumori molesti non sono percepiti da una pluralità indeterminata di persone. Questo significa che il disturbo limitato ai soli residenti dell’appartamento sottostante non rientra nella definizione legale di disturbo della quiete pubblica, secondo l’articolo 659 del codice penale.

Quando i rumori sono un reato di disturbo?

I rumori diventano un reato di disturbo della quiete pubblica quando superano i limiti di tollerabilità normale e disturbano una parte significativa dei residenti di un condominio o di una comunità, non limitandosi a un solo appartamento o a un numero ristretto di persone. Il reato si configura quando il disturbo colpisce una pluralità indeterminata di persone, come stabilito dall’articolo 659 c.p.

Qual è il risultato della sentenza specifica?

Nel caso specifico, la Corte di Cassazione ha respinto la configurazione del reato di disturbo della quiete pubblica, ritenendo che i rumori prodotti non fossero sufficienti a disturbare una pluralità indeterminata di persone. Pertanto, ha annullato le condanne precedenti stabilite nei gradi inferiori di giudizio, sostenendo che il disturbo era limitato ai soli residenti dell’appartamento sottostante.

Quali vie legali rimangono se non è reato?

Se i rumori non configurano un reato penale, rimangono le vie legali civili. Gli individui disturbati possono richiedere risarcimento per danni tramite un’azione civile, basandosi sull’articolo 844 del codice civile, che permette di agire contro le immissioni che superano la normale tollerabilità e che perturbano il normale utilizzo di un immobile.

Come valuta il tribunale le emissioni rumorose?

Il tribunale valuta le emissioni rumorose basandosi sulla loro capacità di superare i limiti di tollerabilità e sulla loro diffusione tra i residenti di un edificio o di una comunità. Deve essere dimostrato che i rumori sono tali da influenzare negativamente la vita quotidiana di una pluralità indeterminata di persone per configurare un reato di disturbo della quiete pubblica.

Che conseguenze civili derivano dai rumori molesti?

Anche quando i rumori non raggiungono la soglia di reato, possono avere conseguenze civili. Gli individui disturbati possono intentare cause per ottenere un risarcimento per i danni subiti e l’inibitoria, che obbliga a cessare l’emissione dei rumori molesti. Questo approccio è sostenuto dall’articolo 844 c.c., che protegge i residenti dalle immissioni eccessive che disturbano il normale utilizzo degli immobili.

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