Salerno, movida incontrollata: si valutano misure repressive

Le parole del sindaco Napoli, del governatore De Luca e del ministro Lamorgese. “Bisogna resistere fino al vaccino ed essere responsabili”. Ma sotto accusa non c'è solo la movida



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Per i nuovi contagi è finita nel mirino la “movida irresponsabile”. Prima l’affondo del sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli: “Se va avanti in questo modo chiudo le piazze”. Poche ore dopo il governatore della Campania, Vincenzo De Luca: “Abbiamo aperto l’Italia da un mese, abbiamo le serate segnate da una movida irresponsabile e ci sono migliaia di giovani che pensano che il problema non esista più. Questo è irresponsabile e dobbiamo iniziare a prendere misure repressive”.

Lamorgese: se continua così misure drastiche

E infine lo stesso ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese: “Mi appello al senso di responsabilità dei genitori affinché intervengano sui figli per controllarli e disciplinarli. Bisogna ricordare loro che il virus non è sparito e che bisogna tenere alta la guardia per evitare misure più drastiche di limitazione delle libertà personali”.

Pericoloso moltiplicatore di contagi

In tutte e tre le dichiarazioni si evoca il ritorno a misure drastiche. Non proprio un ritorno al lockdown, ma quasi. E se in casi in alcune zone della Campania, e in particolare a Salerno e in provincia dovessero continuare a salire con il ritmo di quest’ultima settimana, queste “drastiche misure” potrebbero trasformarsi da parole in provvedimenti.

La preoccupazione è palese. E giustificata: se il virus – come è purtroppo ampiamente dimostrato – circola ancora e non in modo sporadico, gli assembramenti, la calca, l’abbandono di mascherine e distanza di sicurezza, non possono che rappresentare un pericoloso e inquietante moltiplicatore del contagio.

Bisogna resistere fino al vaccino

Il presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca ha anche aggiunto: “C’è bisogno di senso di responsabilità da parte di tutti. Soprattutto le ragazze e i ragazzi, i nostri concittadini, devono portare la mascherina, lavarsi spesso le mani. Così possiamo convivere per alcuni mesi in attesa del vaccino. Altrimenti faremo fatica ad arrivare a settembre. Se i focolai si moltiplicano diventa difficile rincorrere tutti i contatti. Non è una situazione drammatica ma può diventarlo se continuiamo a comportarci in modo irresponsabile“.

Gli effetti di un nuovo blocco sarebbero devastanti

La parola d’ordine sembra questa: resistere fino al vaccino. Ovvero: per riprendere la vita oltre il lockdown c’è bisogno di rispettare delle regole. Il rischio è un nuovo blocco, con le evidenti ripercussioni sociali, emotive ed economiche.

Il commercio già arranca per i postumi del lockdown, una nuova chiusura avrebbe effetti devastanti e definitivi su tantissime attività.

Non solo la movida, non solo i giovani

Non ci sembra comunque giusto puntare l’indice solo sui più giovani. La mancanza di rispetto delle regole è spesso generalizzata. Lo conferma lo stesso De Luca: “Bisogna mandare i vigili urbani a chiudere i negozi nei quali si trovano commessi o clienti privi di mascherina. Non è più tempo di sottovalutazioni“. Così come negli ultimi fine settimana la situazione è sembrata incontrollata e incontrollabile su molte spiagge libere di Salerno e provincia.

L’appello al prefetto

Nel frattempo c’è chi invoca l’intervento del prefetto di Salerno, come il parlamentare salernitano di Forza Italia, Enzo Fasano: “A seguito dell’aumento di casi del virus Covid-19 riscontrati a Salerno ed in particolare nel rione Carmine, ho ritenuto necessario esternare al Prefetto, Francesco Russo, tutta la preoccupazione di una possibile sottovalutazione da parte delle autorità sanitarie locali e regionali, rispetto a tale vicenda, anche in relazione a quelle che sono le giustificate perplessità dei cittadini sulla vicenda. È ovvio che mi aspetto, a breve, parole tranquillizzanti e di verità da parte degli organi competenti».

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