Salerno. Salvini vuole visitare l’ospedale: gli chiudono le porte in faccia

Botta e risposta ad alto tasso polemico tra il leader leghista e il direttore generale del Ruggi d'Aragona, Vincenzo D'Amato. Il senatore avrebbe voluto visitare i reparti modulari anti Covid, ma non gli è stato consentito: «Nessun estraneo entra durante l'emergenza e gli ospedali sono luoghi di dolore, non di demagogia».

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Porte chiuse per Matteo Salvini, i suoi candidati e un gruppo di sostenitori al Ruggi d’Aragona. Il leader della Lega avrebbe voluto visitare i reparto modulari costruiti per l’emergenza Covid, ma si è scontrato contro il secco «no» del direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria, Vincenzo D’Amato. Un no che ha generato la risposta polemica del senatore lombardo e la replica, dello stesso tenore, del manager sanitario.

L’ospedale non è casa sua

Sulla sua famigerata pagina Facebook, Salvini ha scritto un lungo post. «La Direzione generale ha ritenuto di impedirci di accedere e documentare».

«Ringrazio i campani – ha poi dichiarato – per aver dimostrato buon senso ma non ci si può approfittare della loro generosità chiudendo, disfacendo la sanità. Qua a Salerno mi sembra che più che il merito qualcuno privilegi l’amicizia. Incredibile l’arroganza di chi ritiene che un ospedale pubblico sia casa sua, come il Direttore Generale. Sono curioso di sapere perché non avremmo avuto il diritto di entrare. Sono stati spesi soldi pubblici per una struttura che non ha mai visto un medico, un infermiere e un paziente».

Come detto il direttore generale non ha perso tempo. A stretto giro ha risposto con una nota ufficiale alla presa di posizione del senatore.

Le norme di sicurezza non consentono ingressi di estranei

«In relazione all’iniziativa di cui non è mai pervenuta preventiva richiesta a questa Direzione – ha scritto Vincenzo D’Amato – e che ha visto irrompere in ospedale il Segretario della Lega accompagnato da altri politici candidati locali, si precisa quanto segue: le norme di sicurezza e prevenzione legate all’emergenza Covid non consentivano e non consentono l’ingresso in ospedale di persone estranee, a tutela della sicurezza dei pazienti e dell’intero personale».

Gli ospedali sono luoghi di dolore, non di demagogia

«Nemmeno i familiari dei degenti – ha aggiunto -, anche in casi di particolare gravità, possono accedere. E’ stato un atto non rispettoso delle regole, inopportuno in relazione anche all’attuale fase emergenziale e quanto determinatosi sarà oggetto di approfondimento. Da un anno e mezzo, la Direzione dell’AOU Ruggi, come quella di tutte le Aziende Sanitarie della Campania, si attiene rigorosamente a una precisa disposizione firmata dal Presidente della Regione, che vieta ad esponenti di tutti i partiti di entrare negli ospedali per motivi politici, tanto più in periodo elettorale. Gli ospedali sono luoghi di sofferenza e di cura, non di demagogia, in ogni Paese civile».

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