San Gennaro, il sangue non si scioglie: fedeli in preghiera

San Gennaro, il sangue non si scioglie: nella messa di questa mattina la reliquia del santo è rimasta solida niente liquefazione come accade prima degli anni funesti. Ora i fedeli sono in preghiera, c'è ancora la possibilità che il miracolo si verifichi entro le 18.30. Quando non si è liquefatto sono spesso accaduti eventi drammatici. E' pur vero che lo scorso anno il miracolo c'è stato, ma non ha impedito al 2020 di essere un anno terribile.

San Gennaro, il sangue non si scioglie: fedeli in preghiera
San Gennaro, il sangue non si scioglie: nella messa di questa mattina la reliquia del santo è rimasta solida niente liquefazione come accade prima degli anni funesti.
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Neppure la seconda messa è servita a far sciogliere il sangue di San Gennaro. Ma la speranza dei fedeli non è finita, «c’è tempo fino a stasera». L’evento era atteso, forse quest’anno più di altre volte. Dopo un 2020 così nefasto il sangue liquefatto del santo patrono di Napoli, avrebbe lanciato un auspicio positivo sull’anno che verrà. Ma per ore, niente da fare.

Nella cattedrale intanto proseguono le preghiere dei fedeli. In attesa dell’annuncio.

(aggiornamento dell’articolo scritto questa mattina: Dopo un’intera giornata di preghiere e l’intonazione continua dell’antico canto delle “parenti” di San Gennaro, il sangue solido di San Gennaro non si è liquefatto neppure questa sera, Niente miracolo dunque. Il consueto sventolio del fazzoletto bianco, quest’anno affidato al membro della Deputazione Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, componente di una delle più antiche famiglie del patriziato napoletano, non è quindi avvenuto. Il sangue è rimasto assolutamente solido fin quando le ampolle non sono state riposte e chiuse nell’antica cassaforte, eccezionalmente alle 19.30 invece che alle 18.30, nella speranza che il miracolo si potesse compiere)

Ultima possibilità oggi alle 18.30

Alle 12 la teca è stata riportata nella Cappella del Tesoro. Sarà ripresa alle 16.30. Alle 18.30 sarà celebrata un’altra messa. E sarà quella l’ultima possibilità. L’attesa dell’intera città per l’annuncio dell’avvenuto miracolo: la liquefazione dal sangue di San Gennaro nella famosa ampolla.

L’annuncio di questa mattina dell’abate della Cappella, monsignor Vincenzo De Gregorio, al termine della messa, ha spiazzato i fedeli. Erano lì in attesa del miracolo, anche per tornare a casa con un filo di speranza, immaginando che quella “liquefazione” portasse anche alla fine di questa pandemia e la ripresa di una vita più vicina alla normalità. E invece, don Vincenzo, è stato quasi brutale nel dire: «Quando abbiamo preso la teca dalla cassaforte, il sangue era assolutamente solido e rimane assolutamente solido».

Del tanto atteso miracolo neppure l’ombra.

Le tre date per la liquefazione del sangue

L’ampolla con il sangue di San Gennaro è stata sistemata sull’altare maggiore del Duomo all’inizio della messa delle 9. E’ rimasta lì, in bella mostra, fino al termine della seconda messa del mattino.

Ora l’attesa è tutta per le 16.30.

Quella del 16 dicembre e l’ultima delle tre date nelle quali si attende la liquefazione del sangue di San Gennaro.

La liquefazione del sangue viene definita miracolo laico, perché si svolge nella Cappella di San Gennaro, gestita dalla Deputazione di San Gennaro, che è una istituzione laica nata nel 1527 e presieduta dal sindaco di Napoli.

Il primo miracolo e quell’eruzione evitata

Per quest’anno – e proprio per il coronavirus – le celebrazioni si svolgono sull’altare maggiore del Duomo per garantire il distanziamento previsto dalle norme anti contagio.

Il primo miracolo riferito alla liquefazione del sangue di San Gennaro si è verificato il 17 agosto del 1389. Da allora il miracolo si ripete tre volte l’anno: la prima domenica di maggio, in ricordo della traslazione delle reliquie del santo. Il 19 settembre, quando ricorre la decapitazione del martire. E, appunto, il 16 dicembre, quando San Gennaro venne invocato dai napoletani durante una eruzione del Vesuvio che aveva già colpito Ercolano, Torre Annunziata e Portici: il sangue si sciolse e – miracolosamente, è il caso di dirlo – la lava si bloccò salvando la città dalla distruzione. Era il 1631.

Cosa è accaduto quando non si è sciolto il sangue di San Gennaro

San Gennaro viene invocato dai fedeli napoletani per scongiurare gravi calamità naturali come terremoti ed eruzioni, ma anche contro carestie e pestilenze.

La mancata liquefazione del sangue (ma anche una liquefazione in ritardo), viene considerata un presagio di eventi drammatici.

Nella storia recente il sangue di San Gennaro non si è liquefatto in tre drammatiche occasioni.

Nel settembre del 1939 e poi del 1940, ovvero con l’inizio della seconda guerra mondiale e l’entrata nel conflitto delle truppe italiane.

Nel settembre del 1943, anno dell’occupazione nazista.

E quindi nel settembre del 1973, poi venne il colera.

Altra data da ricordare, il settembre del 1980, anno del terremoto dell’Irpinia, che sarebbe arrivato due mesi dopo.

Ma anche nei secoli scorsi gli eventi nefasti hanno accompagnato la mancata liquefazione del sangue di San Gennaro: assedi, eruzioni, pestilenze.

E’ pur vero che l’anno scorso la liquefazione c’è stata. E il 2020 è stato comunque un anno disastroso.

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