Per San Valentino ricetta del tortino di riso allo zafferano e salsiccia

San Valentino, le origini. Ricetta del tortino di riso allo zafferano.

Tortino zafferano salsiccia

5' di lettura

Sbucano ormai da tutti gli angoli delle strade; ci guardano dalle vetrine di ogni negozio della città. (A fine articolo trovi la ricetto del tortino di riso allo zafferano e salsiccia)

Vogliono ricordarci, nel caso ce ne fossimo dimenticati, che si sta avvicinando il giorno in cui loro faranno da protagonisti.

Cuori e cuoricini danno forma a cioccolatini, cuscini, palloncini e chi più ne ha più ne metta.

Proprio ora che credevamo che il peggio fosse passato, che eravamo usciti illesi dall’assalto di pandori, panettoni e palline.

Che poi almeno, il Natale, è una festività che suo malgrado coinvolge tutti.

San Valentino, invece, divide la popolazione tra chi è innamorato (e in coppia) e chi no; quindi è pure una festa razzista!… una discriminazione sentimentale oserei dire.

San Valentino festa

Origine della Festa degli innamorati

Pensiamo, solo per un istante, non tanto a chi è single, ma a quelle povere anime innamorate e non corrisposte, vittime di un amore a senso unico. Perchè deve esistere un giorno che enfatizzi la loro sofferenza?

Quale crudeltà è questa!

Avrete sicuramente percepito, dalle mie parole, che la festa di San Valentino non è tra le mie preferite. Trovo, infatti, che sia sciocco dover festeggiare l’amore un giorno all’anno, reputando doveroso, al contrario, celebrarlo nel quotidiano.

Considerata la mia avversione verso le consuetudini e qualsiasi forma di festeggiamento imposto dal calendario, sono curiosa, però di scoprire le origini ed il significato di questo giorno.

Apprendo, così, che San Valentino, la festa degli innamorati, affonda le proprie radici nella festa più sfrenata dell’antica Roma, quella della fertilità, famosa per i suoi eccessi e trasgressioni.

La tradizione di San Valentino quale protettore degli innamorati risale all’epoca romana, nel 496 d.C., quando, l’allora papa Gelasio I volle porre fine ai lupercalia, gli antichi riti pagani dedicati al dio della fertilità Luperco. Questi riti si celebravano il 15 febbraio e prevedevano festeggiamenti sfrenati che erano apertamente in contrasto con la morale e l’idea di amore dei cristiani.

In particolare, il clou della festa si aveva quando le matrone romane si offrivano, spontaneamente e per strada, alle frustate di un gruppo di giovani nudi, devoti al selvatico Fauno Luperco. Anche le donne in dolce attesa si sottoponevano volentieri al rituale, convinte che avrebbe fatto bene alla nascita del pargolo. Per “battezzare” la festa dell’amore, il Papa Gelasio I decise di spostarla al giorno precedente – dedicato a San valentino – facendolo diventare in un certo modo il protettore degli innamorati.

I due San Valentino

Esistono, però, molti santi di nome Valentino, e, a parte il fatto che tutti furono martiri, non si sa molto di loro.

I più noti sono due.

Il primo nato ad Interamna (oggi Terni) nel 176, proteggeva gli innamorati guidandoli verso il matrimonio ed incoraggiandoli a mettere al mondo dei figli. Il santo era un guaritore degli epilettici e difensore delle storie d’amore più complicate. Si racconta, infatti, che un giorno, riuscì a mettere pace tra due fidanzati che litigavano offrendo loro una rosa.

Il secondo santo, invece, sarebbe morto a Roma il 14 febbraio 274, decapitato.

Per alcune fonti sarebbe lo stesso vescovo di Terni; per altre (tesi più plausibile) sarebbe un altro martire cristiano. Ad ogni modo si racconta che Valentino sarebbe stato giustiziato perché aveva celebrato il matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario romano Sabino, che invece era pagano. La cerimonia avvenne di fretta perché la giovane era malata e i due sposi morirono insieme, proprio mentre Valentino li benediceva. A chiudere il cerchio della tragedia sarebbe poi intervenuto il martirio del celebrante.

Per quanto riguarda l’origine letteraria di questa festività, il merito moderno di aver consacrato san Valentino come santo patrono dell’amore è da ascrivere a Geoffrey Chaucer, l’autore dei Racconti di Canterbury che alla fine del ‘300 scrisse, in onore delle nozze di Riccardo II e Anna di Boemia, The Parliament of Flows (Il Parlamento degli Uccelli) un poema in 700 versi che associa Cupido a San Valentino che, in questo modo, divenne il tramite ultraterreno della dimensione dell’Amore cortese.

San Valentino cena romantica

L’amore a tavola

E’ da questi lontani racconti sull’amore, legati alle tradizioni del passato, che la società moderna consacra San Valentino come la festa regina del consumismo. I fidanzati usano farsi regali, seppur di modico valore, spinti dalla consuetudine imposta negli anni da questa ricorrenza.

I ristoranti si preparano a ricevere coppiette innamorate preparando menù fissi ed allestendo tavoli ricoperti di petali di rose rosse e candele.

I più intraprendenti, invece, decidono di mettersi in gioco e cimentarsi nella preparazione di una cena romantica dedicata alla loro dolce metà.

E’ proprio a questi ultimi che voglio rivolgermi. Se avete bisogno di qualche idea per la vostra cena, la mia proposta è un piatto originale, semplice e gustoso: Tortino di riso allo zafferano e salsiccia.

Continuate la lettura e mettetevi a lavoro!

Ingredienti (per 4 persone)

300 gr di riso carnaroli

200 gr di salsiccia di maiale

40 gr di parmigiano

60 gr di burro

1 litro di brodo di carne

1 cipolla

q.b. di zafferano

q.b. di vino bianco

q.b. di pepe

q.b. di sale

Preparazione

Mondate e tritate la cipolla, fatela imbiondire in una casseruola con 30 gr di burro, unite il riso, tostatelo per qualche istante, bagnatelo con una spruzzata di vino e lasciatelo evaporare. Unite un paio di mestoli di brodo caldo e porta a cottura il riso tenendolo un poco al dente unendo dell’altro brodo ogni volta che sarà necessario.

Spellate e tagliate la salsiccia a tocchetti e fatela rosolare in una padella antiaderente unta con un po’ di burro.

Poco prima del termine della cottura unisci al risotto lo zafferano, il parmigiano grattugiato e manteca con il restante burro. Mescolate bene e, aiutandovi con un “coppapasta” rotondo, suddividete il risotto nei singoli piatti formando dei tortini. Aggiungete i pezzetti di salsiccia sopra ed intorno al tortino.

Buon appetito.

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