Ai santini colorati rispondiamo con le mani pulite



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E’ stato il giorno del centrodestra ad Avelino. Mentre Giovanni D’Ercole esponeva le ragioni della lista “La Svolta”, che sostiene la candidatura a sindaco di Dino Preziosi, a pochi metri, e proprio in quel momento, la candidata della Lega, Biancamaria D’Agostino, stappava una bottiglia di spumante insieme a Sabino Morano, per inaugurare la nuova sede del comitato elettorale.

I due appuntamenti sul Corso di Avellino. L’incontro de “La Svolta” nella sede del Circolo della stampa. Accanto il comitato leghista. La plastica rappresentazione di quella divisione nel centrodestra che non è stato possibile – nonostante i tentativi – evitare. Davanti al comitato della Lista che fa riferimento a Matteo Salvini, anche Damiano Genovese. La sua compagine è stata esclusa per degli errori formali, ma evidentemente non mancherà il suo appoggio alla Lega.

Ai santini colorati rispondiamo con le mani pulite
L’inaugurazione del comitato elettorale della Lega

Un centrodestra unito intorno a un unico candidato, avrebbe avuto chance importanti per arrivare al ballottaggio. Chance che restano, soprattutto per Preziosi. Ma che presuppongono un risultato davvero importante per le liste a sostegno dell’ex presidente dell’Air.

“Ho un incubo ricorrente, in questi giorni – ha dichiarato D’Ercole -. Ed è quello di vedere al ballottaggio i due candidati del centrosinistra. Due che si offendono a vicenda, si definiscono “cloaca”, e che hanno il coraggio di proporsi come nuovo, anche se entrambi (il riferimento è a Gianluca Festa e Luca Cipriano ndr), erano nella maggioranza e ricoperto ruoli sia con Galasso, sia con Foti. Ora ci dicono: faremo questo, faremo quello. La domanda è: perché non lo avete fatto prima”.

Al tavolo, tra gli altri, insieme a Giovanni D’Ercole, c’erano anche Dino Preziosi, Ettore Freda, Alessia Castiglione, Gimmi Cangiano e Gherardo Maria Marenghi. Hanno illustrato il programma, definito i punti della loro battaglia politica, messo in chiaro le differenze tra il loro centrodestra e gli attori che si propongono nello schieramento avverso.

“Noi siamo sempre stati in quest’area politica, non ci siamo mai spostati, abbiamo anche pagato con la nostra coerenza (indicando Dino Preziosi), gli altri, e lo sapete, hanno cambiato idea e partito, tre, quattro, cinque volte. E sono i responsabili del disastro provocato in questa città. Di quell’indefinito buco economico”.

“Si sono perse tante occasioni ad Avellino – continua D’Ercole -. Sono arrivati negli anni milioni di euro. Prima con il post terremoto, poi con l’Europa. Avremmo dovuto essere come la Svizzera, e invece siamo ultimi in tutti gli indicatori. Ultimi in Campania, regione che agli ultimi posti in Italia”.

“C’è stato in questi anni – ha aggiunto – un enorme spreco di denaro. Penso alla metropolitana leggera, dodici milioni in fumo per deturpare la città con quei pali. E tutti sanno che la metropolitana non partirà mai. Senza parlare del tunnel. All’epoca insieme a Ettore Freda e Claudio Rossano, segnalammo in modo chiaro, preciso e dettagliato che quel progetto era una follia. Non ci hanno ascoltato, infliggendo ad Avellino un’altra ferita. All’epoca l’addetto stampa di Galasso era Luca Cipriano, che in risposta ai nostri timori, rispose con una nota che invece elogiava quel progetto, ritenuto fondamentale per il futuro del capoluogo. Abbiamo visto come è andata”.

“Ora – ha aggiunto D’Ercole – tentano di presentarsi immacolati, esibendo santini colorati e video promozionali. Ma la verità è un’altra. E la verità è che noi abbiamo le mani pulite, altri hanno avuto responsabilità precise su tutto quello che ha devastato Avellino”.

“E vogliano parlare di urbanistica? Lo so, l’argomento non porta voti, ma sposta importanti interessi. Noi non dobbiamo rispondere a nessuno. E quando si dice che il prossimo esecutivo sarà comunque di passaggio, bisogna anche ricordare che però dovrà adottare il prossimo Puc. Non è una argomento secondario, anzi”.

“Se mi occupo di politica, se voglio che questa città risorga, è anche per i nostri figli. Siamo stanchi di subire il dolore per i nostri ragazzi costretti a cercare fortuna altrove”.

D’Ercole ha poi concluso con un appello al pubblico in sala. “Siete tutti amici, e so che non devo certo convincere voi. Ma vi invito a fare campagna elettorale, a raccontare ai vostri amici e conoscenti, quello che vogliamo fare noi e quello che hanno già fatto gli altri. Tra noi e loro c’è una differenza enorme. E quindi, scarpe infangate e mani pulite, e cerchiamo di ridare fiducia e speranza alla nostra gente, alla nostra città”.

Nota di colore. Ad ascoltare l’appassionato intervento di Giovanni D’Ercole, suo padre Francesco, politico di lungo corso, ma che non è riuscito a mascherare un orgoglio carico di emozione.

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