Così i piccoli borghi possono salvarsi e salvarci tutti|VIDEO

Convegno Coldiretti Avellino
3' di lettura

Una legge per i piccoli borghi con la quale rilanciare il turismo italiano. Innestato nella filiera agroalimentare. Una sfida complessa, ma da vincere. Per le aree interne, ma per l’Italia tutta che sulla bellezza dei suoi luoghi, e la ricchezza dei suoi prodotti, ha costruito un brand famoso nel mondo. Su questi temi si sono confrontati in piazzetta Lorenzo a Scala (Costiera Amalfitana), Coldiretti, fondazione Symbola, Confindustria e Anci Campania.

Relatori d’eccezione fra i quali, Vincenzo Boccia, presidente nazionale di Confindustria, e Ettore Prandini, presidente nazionale Coldiretti, Luigi Mansi, sindaco del piccolo comune in provincia di Salerno, Domenico Tuccillo, presidente di Anci Campania, Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania, Tino Iannuzzi, relatore della Legge “Piccola Grande Italia“.

Ettore Prandini e poi Vincenzo Boccia intervistati in piazzetta Lorenzo a Scala

Prandini e Boccia

Prandini ha spiegato come: “Una risposta importante è arrivata dal presidente del Consiglio. Una legge che rilancia l’importanza dei piccoli borghi e la valorizzazione dei prodotti alimentari. La prima battaglia è contro coloro che vogliono un’Italia divisa. Noi dobbiamo avere una nazione che dialoga con i suoi territori e risolve anche le criticità. Anzi, che è capace di farne anche un punto di forza. La legge, rivolta ai piccoli comuni, è animata da questo obiettivo”.

Gli fa eco Boccia: “C’è un patto per l’ambiente che parta dal rispetto delle persone. Una sfida che riguarda l’Italia e l’Europa. Un confronto nei contenuti e un linguaggio consono. Quando entrano in gioco bellezza ed equilibrio entra in gioco l’Italia”.

Coldiretti e piccoli comuni

Si è parlato di un dato che dovrebbe far riflettere e molto. Il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei comuni italiani con meno di cinquemila abitanti. Numeri che emergono dallo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità”, nel quale si parla del patrimonio eno-gastronomico del Paese custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici, che può essere finalmente valorizzato e promosso grazie alla nuova legge n.158/17.

Le finalità generali delle varie misure previste dalla legge attengono, tra l’altro, al sostegno dello sviluppo sostenibile, economico, sociale, ambientale e culturale, alla promozione dell’equilibrio demografico, favorendo la residenza in tali comuni, alla tutela e valorizzazione del patrimonio naturale, rurale, storico-culturale e architettonico, nonché al sistema dei servizi essenziali, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento.

Digitalizzazione e attività artigianali

Spazio a progetti di digitalizzazione e diffusione di internet, grazie alla banda larga, l’incentivazione della residenza e delle attività artigianali, la presenza e la qualità di servizi indispensabili come sanità, trasporti, istruzione, servizi postali, risparmio, il recupero dei centri storici e la tutela del patrimonio ambientale.

I comuni potranno poi promuovere i prodotti tipici locali e indicare anche nella cartellonistica stradale le produzioni tipiche, e grazie all’istituzione di un Registro Nazionale dei serbatoi di carbonio agroforestali potranno per certificare la gestione sostenibile delle foreste e dei suoli agricoli.

Un sistema virtuoso che rappresenta ben il 69,7% dei 7.977 comuni italiani e in cui vivono poco più di 10 milioni persone, secondo l’analisi Coldiretti/Symbola. Il Piemonte è la regione con il maggior numero di Piccoli Comuni (1.067), seguito dalla Lombardia (1.055) e dalla Campania (338).

Dop e Igp

Ben 270 dei 293 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) italiani, riconosciuti dall’Unione Europea, hanno a che fare con i Piccoli Comuni che, nel dettaglio, garantiscono la produzione di tutti i 52 formaggi a denominazione, del 97% dei 46 olii extravergini di oliva, del 90% dei 41 salumi e dei prodotti a base di carne, dell’89% dei 111 ortofrutticoli e cereali e dell’85% dei 13 prodotti della panetteria e della pasticceria. Ma grazie ai piccoli centri è garantito anche il 79% dei vini più pregiati che rappresentano il Made in Italy nel mondo.

In Campania 7 produzioni Dop e Igp su 10 coinvolgono il territorio dei 338 piccoli comuni della regione. Ma la regione ha anche il primato italiano per i prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), con ben 531 “bandiere del gusto”, che spesso prendono il nome dal piccolo Comune o dalla frazione dove sono nate.

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