Scandone, De Cesare ha scelto: si va verso la liquidazione?

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Il day X della Scandone segnato sul calendario da alcune settimane è quello del 2 settembre. Una data in cui bisogna versare alla FIP una tassa di 40.000 euro per l’iscrizione alla Serie B di basket e quindi ufficialmente partire dalla terza serie dopo la dolorosa auto-retrocessione dalla Serie A. Ma c’è davvero l’intenzione di iscrivere la Scandone in Serie C e continuare la storia del club, salvando denominazione, logo e matricola? Molto probabilmente no. E questo era chiaro da luglio, quando sembrava ormai finita per la Scandone, quando per qualche ora il club sembrava non iscritto a nessun campionato. Poi arrivò il colpo di scena del sindaco Festa e dei famosi 20.000 euro. (Leggi: “Chi ha versato quei 20mila euro?“)

Futuro incerto per la Scandone

Una mossa fatta per dare respiro e guadagnare tempo, magari trovare qualche acquirente in un mese e mezzo, qualche sponsor in grado di aiutare De Cesare a partire e invece, nulla. Qualche colloquio è stato fatto, contatti con la Givova, imprenditori locali, voci sparse. I salvatori della patria, ad oggi, non si sono visti. Nonostante gli accorati appelli del sindaco, gli incontri, i tentativi di mediazione e tant’altro, è apparsa subito chiara una cosa: la Sidigas aveva già deciso a luglio di lasciare la Scandone al suo destino. Destino rinviato di quasi due mesi, ma ora siamo alla resa dei conti. Non si può più scappare e nascondersi. Il messaggio degli Original Fans ieri sera è stato chiaro, De Cesare non vuole o non può intervenire. La soluzione è la messa in liquidazione del club e con ogni probabilità si arriverà a questo.

I tanti debiti, i lodi che chiedono ex cestisti, sono una spada di Damocle per chiunque. Il sindaco Festa resta ancora ottimista, sta ancora cercando di mediare per salvare quei colori. Gli va dato atto dell’amore che ha per la Scandone, ma ormai si è arrivati ad un punto di non ritorno. E la maggior parte dei tifosi ormai lo sa.

La Wild Card pista ancora percorribile per salvare il basket avellinese

Resta in piedi l’ipotesi Wild Card per salvare almeno il basket ad Avellino. Il presidente Petrucci attende telefonate da Avellino per capire le soluzioni. Al momento una eventuale cancellazione della Scandone dalla Serie B vedrebbe ben due campionati con numero dispari di squadre. Petrucci proverà ad inserire, dopo aver riconosciuto che il club da iscrivere abbia alle spalle una società sana, una squadra che rappresenti Avellino e la provincia in Serie B: probabilmente il Basket Club Irpinia.

La mossa spetta al sindaco Festa, che dopo due mesi si ritrova nella stessa situazione. Ma questa volta, per la Scandone, sono davvero i titoli di coda dopo 71 anni di storia onorata. Salvare matricola, logo e denominazione era il sogno di tutti, ma il problema era più grave del previsto e soprattutto, la volontà di partire non c’è.

Un patrimonio della città e della provincia distrutto: come se un reperto storico antico della città andasse perduto e non conservato. Una vicenda grave, una sciagura che deve far riflettere e non poco.

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