Lollo D’Ercole: Essere capitano della Scandone un onore. Senza Venezia avremmo vinto qualcosa

Le parole di Lorenzo D'Ercole, ex capitano della Scandone, che ripercorre la sua carriera e parla anche dell'esperienza alla Scandone, chiusasi in malo modo.

d'ercole


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In una bella intervista rilasciata al giornale OA Sport.it, l’ex capitano della Scandone Avellino, Lorenzo D’Ercole, ha ripercorso un pò tutta la sua carriera, dagli inizi, a Roma, Sassari, Avellino, fino al ritorno nella sua Pistoia la scorsa estate. D’Ercole ha anche detto la sua sulla situazione vissuta la scorsa estate, con l’autoretrocessione della Scandone in Serie B, una vicenda che ha colpito duramente tanti tifosi del basket avellinese.

Queste le parole di D’Ercole che ha anche analizzato la situazione attuale per il coronavirus.

Ovviamente c’è dispiacere nel finire così questa stagione, ma penso che sia la decisione più giusta e inevitabile. C’è ben altro a cui pensare, la salute delle persone viene prima di tutto, quindi bisogna attenerci alle regole e andare avanti sperando che passi tutto presto. Adesso gli sforzi devono servire su come ripartire, purtroppo la situazione è drammatica e quindi pensare di poter giocare era l’ultimo dei nostri pensieri, in questo momento: ora bisogna uscire da quest’emergenza, rispettare le regole e quel che ci viene detto dal Governo, per rispetto delle persone, di noi stessi, degli altri, di quelli che non ce l’hanno fatta, dei medici e degli infermieri che stanno facendo un lavoro straordinario. Penserei piuttosto al fatto che la stagione 2020-2021 sia quella della rinascita. Tutti gli sforzi di Lega e FIP saranno volti a far sì che il prossimo campionato sia sano, che non ci siano problemi economici, che tutte le squadre che cominciano la stagione siano anche in grado di finirla“.

D’Ercole parla poi del ritorno a Pistoia, in Toscana, dopo stagioni in tante piazze italiane: “E’ stato bello tornare a Pistoia, la mia casa. Per il modo in cui sono tornato meno, ovviamente. Sarebbe stato bello vivere una stagione diversa qui a Pistoia, ma chiunque l’avrebbe voluto. Il dispiacere è comunque maggiore proprio per questo, perché sono molto legato a dove sono nato”

D’Ercole: Con la Scandone due anni stupendi. Poi è successo tutto in fretta

D’Ercole parla di alcune sue esperienze, dove è stato anche capitano, come a Roma e ad Avellino. Parole quindi sulla Scandone e il dispiacere per come è finita: “A Roma ero anche giovane quando sono diventato capitano, avevo 26 anni. Fu un’emozione molto forte per me, perché essere capitano a Roma è un po’ diverso rispetto ad altri posti, è qualcosa di ancora più speciale, rappresenti una città che è capitale d’Italia e ti da una sensazione più speciale. Poi sono tornato ad essere capitano anche ad Avellino, nel mio secondo anno in Irpinia. E’ stato un onore rappresentare un popolo straordinario e caloroso. Quando sono stato ad Avellino è nata anche mia figlia, nel settembre 2018 ed è stato bellissimo sentire il calore di tanta gente. Purtroppo da capitano ho vissuto anche peggio la fine della scorsa stagione, culminata con il finale più turbolento di tutti a causa dell’autoretrocessione in B, dei diversi problemi economici. Un’annata difficile, in cui sono stato capitano ma in qualche modo per questo l’ho vissuta peggio. Capivamo poco anche noi giocatori quando è successo tutto, a giugno, luglio scorsi, è accaduto tutto molto velocemente”.

Infine il ricordo delle esperienze di Avellino e qualche rammarico: “Ad Avellino abbiamo avuto un paio di opportunità per vincere qualcosa e sempre Venezia ha ostacolato i nostri piani, come nei playoff del 2017, quando poi loro vinsero lo Scudetto ma credo che il rammarico maggiore sia la finale di Fiba Europe Cup 2018. Purtroppo trovammo Venezia in finale, ed era anche lei uscita dalla Champions League come noi. Se non fosse uscita forse è possibile dire che l’avremmo vinta noi, ma si sa che con i “se” e con i “ma” non si fa la storia. Fu anche quella una bella esperienza, arrivammo fino all’ultimo atto con grande merito, poi vinsero loro battendoci in casa nostra di 8 punti e poi loro vinsero di 2 al ritorno. Ci fu un divario non esagerato, ma meritato. Avrei voluto restare ad Avellino, c’era già l’accordo, avevo un altro anno di contratto, sarei stato ancora il capitano dei lupi. Ma dopo il casino che è successo a luglio mi sono ritrovato senza squadra, mi si è aperta la possibilità di andare a Pistoia e l’ho colta con grande felicità”.

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