Scarcerato il mercenario irpino che combatte per i filo russi



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Ha patteggiato la pena, Antonio Cataldo, il mercenario di Chiusano San Domenico, coinvolto in una inchiesta sul reclutamento e addestramento di combattenti nel Donbass, impegnati con le truppe filorussea.

Questa mattina, davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Genova, Luisa Avanzino, il difensore di Cataldo, l’avvocato Carmine Danna, ha chiesto di patteggiare la condanna a due anni e quattro mesi. La proposta è stata ritenuta congrua dal piemme Federico Manotti. Sarà formalizzata dal giudice nell’udienza del 20 maggio, quando saranno emesse le sentenze anche a carico degli altri imputati, l’albanese Osi Krutani e il moldavo Vladimir Vrbitchii, che hanno scelto invece di essere giudicati con il rito abbreviato.

Scarcerato il mercenario irpino che combatte per i filo russi. Antonio Cataldo rimesso in libertà. Ha patteggiato la pena: due anni e quattro mesi

Rischiava 15 anni di carcere

Antonio Cataldo, che era agli arresti domiciliari da agosto, è stato anche rimesso in libertà. Nei suoi confronti erano state formulate accuse molto gravi: associazione a delinquere finalizzata al reclutamento, addestramento e finanziamento di mercenari. Oltre a una serie di reati individuali, riferiti sempre all’attività di combattente a pagamento. Rischiava fino a quindici anni di carcere. Decisiva per la scarcerazione anche la decisione del giudice – che ha accolto una richiesta del difensore -, di non ritenere ancora aperta la contestazione di associazione a delinquere (in quel caso sarebbe stato difficile accedere a benefici). Motivo: nel 2017 Antonio Cataldo è stato arrestato nel corso di un’indagine antidroga. E quindi, di fatto, non avrebbe più potuto operare nell’ambito dell’associazione che reclutava mercenari.

Il servzio de Le Iene sui mercenari italiani in Ucraina

Nell’inchiesta sono coinvolte altre quindici persone. Molte delle quali sono però non rintracciabili. Sarebbero infatti impegnate su scenari di guerra in mezzo mondo. Molti mercenari sono ancora nel Donbass, altri in Siria. Per alcuni di loro è stato contestato anche il reato di istigazione all’odio razziale.

Scarcerato il mercenario irpino che combatte per i filo russi. Antonio Cataldo rimesso in libertà. Ha patteggiato la pena: due anni e quattro mesi
A sinistra Antonio Cataldo

Il capo ultrà e quel post su Facebook

L’inchiesta era partita nel 2013. Nel mirino gli skinhead liguri. Decisivo un post scritto da Andrea Palmieri, 38enne e capo ultrà della Lucchese, e con evidenti simpatie neofasciste, sulla sua pagina Facebook. Questo il testo: “Alcuni giorni fa, degli amici mentre scavavano una trincea hanno trovato la gavetta di un nostro ragazzo dell’Armir, Nicola Domicolo, 90esimo reggimento fanteria di Salerno, numero di matricola 12097”. Un messaggio chiaro, secondo gli inquirenti. Che testimonia l’attività di un gruppo di mercenari italiani impegnati sul fronte ucraino, e assoldati nelle truppe filo russe. Palmieri viene ritenuto uno dei reclutatori.

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L’indagine si è conclusa l’estate scorsa, con l’emissione delle ordinanze di custodia cautelare. L’accelerazione è stata innescata da una serie di foto di combattenti: tutti con le armi in pugno e in compagnia di militari pagati da Vladimir Putin.

Cataldo: sono qui per difendere questa gente

Insieme a Palmieri, che ha creato nel Donbass una onlus insieme a una italorussa vicina alla Lega, figurano altri personaggi che sono in trincea da almeno tre anni. Uno è proprio l’irpino, Antonio Cataldo, di 34 anni. Ha avuto esperienze anche in Libia, dove è stato sequestrato nel 2008. Si è addestrato in Russia e ha tenuti corsi anche a Panama.

Cataldo venne anche intervistato da “Le Iene”, proprio mentre si trovava sul fronte ucraino. Ha raccontato degli allenamenti ai quali si sottoponeva ogni giorno per diventare un cecchino sempre più infallibile. Disse anche: “Sono venuto qui per difendere questa gente”. Interrogato dai giudici ha però parzialmente cambiato la sua versione: “Ho solo portato supporto alla popolazione, distribuendo medicinali e cibo”.

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