Scorz’: le nostre case di cartone per salvare i clochard

Scorz’ case per clochard
4' di lettura

Un rifugio per clochard. Componibile e fatto di cartone particolare anti-vento, anti-acqua e difficilmente infiammabile. Un video diventato virale: decine di clochard che vengono soccorsi a Napoli. Mentre a Trieste il vicesindaco leghista, Paolo Polidori, getta le coperte di un senzatetto nel cassonetto e se ne vanta. “‘Scorz’”, così si chiama il rifugio per clochard, è nato nel capoluogo partenopeo da sette amici. Il designer, Giuseppe D’Alessandro, 30 anni, con Igor di Mauro, Monica Minelli, Antonio Altieri, Michela Sarnataro e Ilaria Feola


Le casette di cartone e il cuore di questi ragazzi hanno conquistato il web. E sono già decine le richieste da tutta Italia per usare i prototipi di “‘Scorz’” Ma al momento i ragazzi di Napoli 2035, così si chiama la cornice del progetto, non hanno intenzione di vendere nulla. L’idea è infatti no profit e, si spera, non “arrefundit” (a perdere in napoletano). The Wam ha ascoltato proprio Giuseppe D’Alessandro.

Giuseppe oggi Scorz’, rifugio per clochard, è già virale: ma come è nata l’idea?

“L’idea nasce due anni fa. Ero stato a Parigi per alcuni corsi. Durante il mio percorso per la laurea magistrale in Design per l’ambiente costruito (in lingua Inglese Design for the Built Enviroment) alla Federico II di Napoli. Proprio nella capitale francese sono rimasto colpito dal dramma sociale dei senzatetto. In decine dormivano a terra nell’area metropolitana. Così volevo fare qualcosa. Prima avevo pensato a un progetto di stanze per clochard. E coinvolgere le diverse municipalità di Napoli. Ma non era facile attuarlo. Così mi è venuto in mente Scorz’. E’ diventato oggetto della mia tesi discussa con il professore Alfonso Morone”.

Cos’è Scorz’?

Un rifugio temporaneo nato all’interno del progetto Napoli 2035. E’ il frutto di un design partecipativo che si è quindi evoluto in corso d’opera. E ha beneficiato di più contributi di idee. L’azienda Formaperta, di Nicola Savarese, ha fornito per l’iniziativa il cartone ondulato di alta qualità. Materiale dotato di una pellicola esterna impermeabile. Rende il rifugio anti-pioggia, anti-vento e difficilmente infiammabile. La forma originale è poi cambiata”.

Scorz’ case di cartone per clochard
Le Scorz’ arrivano dai senzatetto

In che senso?

“In un primo momento l’avevo immaginata come un arco. Era anche più estetica. Ma una sera abbiamo incontrato due coniugi che dormivano per strada. Erano stati sfrattati in modo orribile. Al ritorno a casa avevano trovato la serratura della porta cambiata. Così abbiamo pensato: perché non creiamo dei rifugi componibili? Che possono unirsi anche per più persone. Abbiamo puntato su una forma dei lati dritta e combinabile. Più brutta esteticamente ma più funzionale. Anche se non ci hanno risparmiato le critiche”. (se questo articolo ti sta piacendo condividilo con i tasti social, a te corsa un attimo ma ci aiuterebbe a crescere molto)

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Ma dai: critiche a un progetto no-profit e di solidarietà?

“Purtroppo sì. Ci dicevano che come forma sembrano cucce o tombe. Ma, comunque, non gli abbiamo dato peso e siamo andati avanti. Non siamo interessati alle polemiche. Siamo fieri dei bambini. Alcuni di loro hanno realizzato le “scorzette” che decorano i rifugi. Disegni molto belli. Una bambina quando ha visto “Scorz” ha scritto “welcome”. Lo ha associato subito a una casa: bellissimo”. (L’articolo continua a “pagina 2” per rendere più facile la lettura da smartphone. A pagina 2 Giuseppe parla dell’incontro con i clochard e di altre iniziative)

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