Scrivo questa lettera per tutte le donne ancora prigioniere

Scrivo questa lettera per tutte le donne ancora prigioniere


2' di lettura

Da Noemi D’Archi riceviamo e volentieri pubblichiamo

“Una data significativa per noi tutti. Questa data dovrebbe farci aprire gli occhi, dovrebbe insegnarci ad essere responsabili delle nostre azioni, dovrebbe aiutarci ad aprire la mente.
Una data che dovrebbe portare ad una riflessione, ad un esame di coscienza;


Il concetto di donna non è mai stato riconosciuto per il suo valore naturale…al giorno d’oggi una donna viene riconosciuta per il seno prosperoso o per il sedere ben formato, la sua generosità viene fraintesa e utilizzata a scopi inutili.


Approfittarsi di una donna non è bello, non serve ad aumentare la mascolinità, non serve all’orgoglio di una persona, non serve a sentirsi superiori; l’unico modo per essere orgogliosi di se è proprio fare l’opposto.
La superiorità di un individuo sta nel capire l’eccesso, nell’avere dei limiti, nel comportarsi dignitosamente e nel differenziarsi dalla massa.

08/03/1917: “FESTA DELLA DONNA”


Tale celebrazione si deve alle rivendicazioni femministe in materia di suffragio universale agli inizi del secolo scorso. In particolare, a Stoccarda tra il 18 e il 24 agosto del 1907 si tenne il VII Congresso della II Internazionale Socialista. In tale occasione tra i vari temi trattati vi era anche quello inerente all’allargamento del suffragio universale esteso alle donne.

Alle manifestazioni per le rivendicazioni sul suffragio universale seguirono quelle in tema di aumento di salario e sicurezza sul posto di lavoro. Dal 22 novembre 1909 al 15 febbraio 1910 ebbe luogo a New York un grande sciopero che coinvolse migliaia di donne. E fu così che alla seconda Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste tenutasi a Copenaghen dal 26 al 27 agosto 1910 si propose di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.
Era l’8 marzo del 1917 quando le donne di San Pietroburgo scesero in piazza per reclamare la fine della Grande Guerra.

08/03/19

Sono qui a scrivere queste parole per tutte quelle donne che purtroppo non ce l’hanno fatta, per tutte quelle donne che hanno combattuto fino alla fine per i propri diritti, per tutte quelle donne che hanno sacrificato la loro vita, il dono più prezioso che potessero avere, per dare una svolta al sistema.
Sono qui a scrivere queste parole per tutte quelle donne che al giorno d’oggi continuano a credere nei propri diritti, per tutte quelle donne che fanno sentire la propria voce all’interno della società, per tutte quelle donne che combattono per riprendere la loro vita in mano.
Ognuno di noi è libero, nessuno può privare noi donne di questa libertà.

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