A scuola si andrà fino al 30 giugno, la proposta di Draghi

A scuola fino al 30 giugno: l'ipotesi è stata formulata da Draghi durante gli incontri di questi giorni con le forze politiche, serve a recuperare il gap didattico accumulato in questi mesi dagli studenti. I sindacati dei docenti non sono contrari, ma vogliono prima ascoltare i dettagli della proposta. Si lavora anche per settembre: la scuola deve ripartire e bene.

3' di lettura

A scuola fino al termine di giugno e a settembre in classe, ma senza incertezze e con le cose in ordine, a cominciare dallo stop a quella che è diventata consuetudine: le cattedre vacanti. È uno degli obiettivi del governo Draghi, o meglio quello che emerso da questa prima settimana di colloqui con i partiti politici.

L’ex presidente della Bce ritiene importante far recuperare agli studenti in tempo didattico che è andato inevitabilmente disperso in questi mesi di pandemia, nonostante la didattica a distanza e i ritorni in classe, diversi da Regione a Regione, e spesso a singhiozzo.

Recuperare il tempo perso in questi mesi

Draghi non ha ancora chiarito come intenderà muoversi sul fronte scuola, ma sull’intenzione di prolungare al 30 giugno le lezioni non sembra ci siano dubbi. Quella la vede come una necessità, per recuperare il tempo perduto. Per evitare che questo anno scolastico sia andata del tutto perso, con conseguenze importanti per tutti gli studenti.

Oltretutto, i docenti sono in servizio fino al 30 giugno, un discorso che vale che per le supplenze annuali.

Il problema dei contratti in scadenza

C’è però un problema da risolvere: tutto il personale covid, quello assunto a tempo determinato per le norme anti contagi, ha un contratto in scadenza l’8 giugno. Sono 75mila persone, tra docenti e bidelli. Il loro contratto dovrebbe essere prolungato. Ma sembra piuttosto complesso riuscire a trovare i fondi.

Cosa dicono professori e presidi

L’ipotesi non ha né sorpreso, né suscitato al momento posizioni apertamente contrarie. Lo stesso presidente dell’Associazione nazionale preside, Antonello Giannelli ha dichiarato al Corrirere della Sera che «se si tratta di un prolungamento moderato, lo si può prendere in considerazione. È chiaro che non si può pensare di far stare alunni e docenti a scuola per tutta l’estate. Comunque faremo una valutazione quando i dettagli dell’ipotesi saranno chiari».

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I sindacati dei docenti hanno una linea simile. «Prima vogliamo ascoltare il premier Draghi per conoscere i suoi piani nel dettaglio – ha dichiarato a Il Messaggero, Maddalena Gissi, segretaria nazionale della Cisl scuola – confidiamo nella sua capacità di trovare delle soluzioni condivise. Credo che allungare a prescindere il calendario scolastico significa far credere che con la dad a scuola ha scherzato. Sappiamo bene che c’è bisogno di recuperare per tanti ragazzi che, durante la dad non sono stati raggiunti dai docenti per motivi tecnici e per diversità di condizione socio economica. È chiaro che per questi casi saranno gli stessi professori ad attivare iniziative di recupero».

La proposta Azzolina

Una proposta simile era già stata formulata mesi fa dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Una proposta che però era stata demandata alle singole regioni, che hanno competenza nella definizione del calendario della scuola. All’epoca i sindacati avevano sollevato qualche dubbio.

Da allora è passato del tempo e sono anche diventati più palesi i ritardi didattici che stanno accumulando i ragazzi. Se prolungare di circa un mese le lezioni può servire a recuperare almeno in parte questo gap, potrebbe essere, è il discorso di molti, una soluzione necessaria.

Ripartire bene a settembre

Per Draghi il discorso sulla scuola riguarda anche settembre, la ripresa del prossimo anno scolastico. Vorrebbe evitare quello che sta accadendo ogni anno alla ripresa, con almeno 50mila cattedre scoperte, assenza di professori abilitati, ingiustificabili ritardi nell’aggiornamento delle graduatorie, professori fragili esonerati e ritardi nei concorsi, che sono stati banditi e poi bloccati dalla pandemia.

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