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Se la banca rifiuta un mutuo: diritti, doveri e risarcimenti

Se la banca rifiuta un mutuo: diritti e doveri, del cliente ma anche dell'istituto di credito o della finanziaria che ha rigettato il finanziamento.

di The Wam

Novembre 2021

Se la banca rifiuta un mutuo: diritti, doveri e risarcimenti. Come sapete la banca può dire di no a una richiesta di finanziamento. Accade spesso, per i più svariati motivi. Il cliente che ha chiesto il mutuo non viene di solito informato sulle motivazioni che hanno spinto l’istituto di credito o la finanziaria a rifiutare la concessione del prestito.

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Un atteggiamento frequente non significa che sia giusto: la banca può decidere di rifiutare la concessione di un mutuo (è un ente privato), ma dovrebbe dare al cliente tutte le informazioni necessarie per capire le ragioni del no.

Ci sono diritti e doveri. Li deve rispettare il cittadino. Ma evidentemente anche la banca.

Se la banca rifiuta un mutuo: non ha l’obbligo di concederlo

Iniziamo dall’inizio. E da un presupposto che abbiamo già ripetuto in questo incipit di articolo: la banca non è obbligata a concedere un mutuo. Ha la piena autonomia nelle scelte gestionali. E quindi anche nel valutare l’effettiva capacità del cliente di rimborsare il prestito.

Anzi: il rifiuto è doveroso nel nome della prudente gestione che viene richiesta all’istituto (articolo 5 del testo unico bancario).

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Se la banca rifiuta un mutuo: i motivi del no

Quindi, in determinati casi, la banca non può semplicemente rifiutare la concessione di un mutuo, è obbligata a farlo.

Ci sono diversi fattori che incidono in questa scelta (qui li trovi nel dettaglio):

Se la banca rifiuta un mutuo deve dire perché

La banca è tenuta a comunicare il prima possibile al cliente l’eventuale rigetto della domanda di mutuo.

Ma quando la banca può essere ritenuta responsabile di un no alla richiesta di un finanziamento?

Ci spieghiamo: in quale caso il rifiuto dell’istituto di credito può essere ritenuto un danno per il cliente?

Sulla questione è piuttosto chiaro l’Arbitrato bancario finanziario.

Una banca può essere ritenuta responsabile se interrompe senza un giustificato motivo una trattativa per la concessione di un mutuo dopo che l’accordo sembrava così vicino da aver alimentato nel cliente la certezza che la stipula sul contratto fosse ormai cosa fatta.

Ora torniamo al punto iniziale: la motivazione di quel rigetto della domanda di mutuo.

La banca deve fornire una motivazione valida a supporto del no al cliente.

Si tratta di un obbligo che non è formalizzato in una normativa precisa, ma viene indicato nell’Arbitrato bancario finanziario, che è la bibbia comportamentale (anche) per tutti i funzionari di banca.

Se la banca rifiuta un mutuo: si può chiedere il risarcimento?

In questo caso il cliente può chiedere il risarcimento del danno? Sì, ma c’è la necessità di dimostrare il danno subito. E non basta, come prova, il semplice e sbagliato comportamento della banca. Serve, lo ribadiamo, la prova concreta del danno subito per quel diniego.

Se la banca rifiuta un mutuo: conclusione

In conclusione, la banca è tenuta a dire al cliente qual è la motivazione che ha portato al rigetto della richiesta di mutuo. È un sano principio. Il cliente potrebbe essere stati iscritti per una vecchia e dimenticata questione al Crif come cattivo pagatore e neppure lo sa.

O può essere insufficiente la documentazione.

E nel caso fosse un rifiuto legato a un reddito che si ritiene evidentemente basso per reggere il peso di un rimborso troppo gravoso, il cliente potrebbe agire di conseguenza, magari proponendo una diluizione maggiore o riducendo l’entità del finanziamento.

Quanto alle richiesta di risarcimento del danno nei confronti della banca per un mutuo rifiutato quando la trattativa sembrava sul punto di concludersi, ricordate bene un punto: per avviare una procedura di questo tipo servono comunque prove concrete che il danno è stato causato dal tergiversare della banca e dal suo successivo no.

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