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Se l’Italia entra in guerra, ecco il piano

Se l'Italia entra in guerra, ecco il piano studiato dalle Forze Armate in caso di coinvolgimento nel conflitto bellico in Ucraina.

di The Wam

Marzo 2022

Se l’Italia entra in guerra, ecco il piano. L’Esercito italiano deve fare i conti dopo decenni con la possibilità concreta di entrare in guerra. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Una guerra diversa da quelle regionali, dove i nostri militari sono andati come contingente di pace (almeno sulla carta). Al momento questa possibilità non è all’ordine del giorno e si farà di tutto per evitarla. Ma le Forze Armate non possono farsi trovare impreparate. E quindi un piano organizzativo in base a diversi scenari possibili è stato preparato. Sarebbe strano il contrario.

Piano che potrebbe essere attuato solo se la Nato venisse coinvolta nella guerra in Ucraina. E che è stato elaborato già nelle scorse settimane.

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Se l’Italia entra in guerra: le prime due fasi

Le prime due fasi di questa “entrata in guerra” del nostro Paese riguardano:

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Se l’Italia entra in guerra: proteggere i convogli

Per fare queste operazioni, che sono state sottovalutate dall’esercito russo e questo spiega le difficoltà dell’ultima settimana, sarà necessario proteggere le spedizioni. Sarà possibile farlo dal cielo e dal mare.

Entrerà quindi in azione l’Aeronautica, con gli ultimi Eurofighter e gli F 35.

Ma non solo, a protezione dei convogli logistici, servirà – e questo è specificato nei piani dell’Esercito – anche una efficace contraerea. Il nostro esercito ha a disposizione la contraerea Samp/T, che può intercettare i missili balistici e da crociera.

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Se l’Italia entra in guerra: intervento via mare

L’altra parte del piano prevede un intervento via mare. La Marina militare italiana – sostengono gli esperti – teme pochi confronti (anche con la Russia). Oltre alla portaerei Cavour sono già state schierate nel Mediterraneo fregate come la Frem, dotate di un avanzatissimo sistema antimissile e antisommergibile. Il personale a bordo è in stato di allerta ed è costantemente addestrato.

Queste navi non hanno missili da crociera a bordo, per una scelta politica e strategica (una guerra di queste dimensioni e con queste potenziali implicazioni non era neppure all’orizzonte). Ma hanno un sistema che è capace di intercettarli.

Se l’Italia entra in guerra: spese militari

Non dimentichiamo che comunque l’Italia è l’11esima nazione al mondo come spesa pubblica per le forze armate. Non proprio irrilevante. Circa 29 miliardi che il Governo ha deciso di aumentare per il prossimo anno in modo consistente.

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Se l’Italia entra in guerra: via terra

È via terra che l’Italia non sembra così ben attrezzata. Soprattutto per i combattimenti sulle lunghe distanze. I mezzi a disposizione del nostro esercito (i blindati Lince e Freccia), sono blindati leggeri, adatti ai combattimenti in zone ristrette di territorio.

L’esercito italiano ha invece molte armi per il fuoco di supporto. Come gli obici Pzh2000, che sono capaci di colpire con precisione anche da grandissima distanza.

In questo caso per farli funzionare bene è necessaria una adeguata rete logistica di supporto.

Se l’Italia entra in guerra: unità corazzate

Non siamo attrezzati invece per le unità corazzate. I tagli costanti di questi anni (più che giustificati, non si sentiva alcun bisogno di spremere la nostra economia per rinforzare un esercito che con molta probabilità non avrebbe mai utilizzato quell’arsenale) hanno invece ridotto le unità corazzate. Sono rimasti a disposizione non più di cento carri armati Ariete (molti sono stati utilizzati nelle azioni di peacekeeping a cui l’esercito italiano ha partecipato negli ultimi anni).

Se l’Italia entra in guerra: quanti soldati

E i soldati, quanti ne ha a disposizione il nostro Paese?

Numeri importanti, ma bisogna anche considerare che l’età media dei nostri militari è piuttosto alta, circa 38 anni.

Ci sono i piani dunque per lo scenario peggiore. Con la speranza di tutti che restino solo sulla carta, che non ci sia bisogno cioè, di sparare un solo colpo.

Oggi riprendono i colloqui tra Russia e Ucraina. La Turchia – che si è ritagliata un ruolo di mediatore – sostiene che sono possibili dei passi avanti per trovare un punto d’accordo che faccia tacere le armi. Vedremo.

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