Sentenze pilotate, il giudice Mauriello: mai favorito Sidigas

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Nessuna mazzetta consegnata per favorire la Sidigas. Così si è difeso il giudice, Antonio Mauriello, arrestato con l’accusa di corruzione in atti giudiziari, nell’inchiesta della Procura di Salerno. Il magistrato tributario e membro del Consiglio Nazionale della Giustizia tributaria è finito in carcere con altre sei persone fra cui il noto autore Tv, con collaborazioni Rai, Casimiro Lieto, originario di Monteforte Irpino.

Mauriello risponde al gip

“Il magistrato – conferma in una nota Alfonso Quarto, uno dei suoi legali – ha risposto con serenità a ogni domanda chiarendo la sua estraneità rispetto al quadro accusatorio, che lo vedeva “dominus indiscusso”. Ha di fatto ammesso una sola ipotesi, ma fornendo alla stessa la sua motivazione”.

La difesa – inoltre – chiarisce come rispetto alla accusa di aver favorito il gruppo Sidigas, Mauriello ha negato le sue responsabilità. Si legge nell’ordinanza del gip, Pietro Indinnimeo, come l’indagato avrebbe portato una mazzetta da diecimila euro al magistrato tributario, Ferando Spanò, per orientare un provvedimento in favore di Enerimpianti, azienda che detiene la maggioranza proprio di azioni Sidigas.

Il giudice ai domiciliari

Una vicenda che aveva creato imbarazzo anche al figlio di Mauriello, Claudio, presidente dell’Avellino Calcio, società sportiva di cui Sidigas è maggiore azionista. In merito Quarto scrive come i fatti contestati si sarebbero verificati fra il 2016 e il 2017. Mentre Sidigas è diventata principale azionista dell‘Avellino Calcio nel 2018.

Il giudice tributario, dopo l’interrogatorio di ieri, ha potuto lasciare il carcere. Per lui sono stati disposti i domiciliari.

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