Sidigas, domani udienza decisiva per il sequestro a De Cesare

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Sarà discusso domani, davanti ai giudici di Avellino, il ricorso contro il sequestro a Gianandrea De Cesare, patron di Sidigas, società che si occupa di fornitura di gas per alcuni comuni irpini e casertani. Otto i milioni “congelati” all’imprenditore.

Il sequestro a De Cesare

Nei provvedimenti non rientrano i beni della società Sidigas. Le esigenze cautelari rispetto all’azienda, per il gip che ha firmato il sequestro, sono garantite dai commissari giudiziali nominati dal tribunale per la procedura di concordato in bianco.

Cos’è il concordato in bianco? L’iter che ha evitato il fallimento e che consente alla società di poter spendere, solo dopo il parere dei commissari. Di qui i tanti problemi avuti in ambito sportivo, per l’Avellino Calcio e la Sidigas.

Torniamo a De Cesare.

Domani la difesa del patron, rappresentata dall’avvocato Claudio Botti, discuterà proprio il ricorso, probabilmente impugnando il sequestro. Il difensore avrà accesso a tutte le carte dell’inchiesta. Un primo step giuridico fondamentale per capire come si evoluzionerà la vicenda.

I giudici si esprimeranno domani?

Non è scontato. Di solito, in questi casi, la decisione dei magistrati non avviene il giorno stesso. Trattandosi di misure cautelari reali, cioè riferite a beni, anche i ricorsi seguono iter differenti rispetto a quelli contro le misure personali (misure come gli arresti).

Cosa si decide il 13 settembre?

Il 13 settembre verrà discusso il ricorso della Procura contro il provvedimento del gip, Marcello Rotondi. Ricorso Con il quale sono stati ridotti proprio i sequestri originari che ammontavano a oltre novanta milioni e coinvolgevano Sidiga Spa e Sidigas.com (ora il sequestro, come detto, ammonta proprio a otto milioni e riguarda solo De Cesare).

Non è escluso che il procuratore aggiunto, Vincenzo D’Onofrio, e il sostituto, Vincenzo Russo, abbiano chiesto di applicare di nuovo i sequestri dell’azienda, spiegando perché i commissari giudiziali non sarebbero garanzia delle esigenze cautelari applicate a Sidigas.

Vincenzo D'Onofrio
Il procuratore aggiunto, Vincenzo D’Onofrio

I reati ipotizzati

A carico di De Cesare sono ipotizzati dei reati tributari fra i quali l’auto-riciclaggio e una evasione di Iva, in più anni, da oltre dieci milioni di euro. La difesa di Sidigas e dell’imprenditore hanno sempre respinto gli addebiti, menzionando crediti che non sarebbero stati presi in considerazioni nelle indagini delegate alla guardia di finanza di Avellino.

L’udienza di domani che conseguenze avrà?

Senza i sequestri, De Cesare avrebbe la possibilità di utilizzare il suo capitale per garantire liquidità alle squadre. Ma il discorso non vale per Sidigas. Questo perché il concordato in bianco prevede che le operazioni finanziarie, che riguardino l’azienda, siano controllate dai commissari per non danneggiare i creditori. E’ chiaro, quindi, che a queste condizioni la situazione possa restare invariata. Per quanto riguarda il calcio, il mercato chiude stasera. Quindi, ogni altra trattativa sarà solo e soltanto a giocatori svincolati. Fino al mercato di gennaio.

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