Sidigas, i Pm insistono: vogliono quei sequestri. Si decide il 13

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Sidigas Spa, la Procura ha fatto ricorso contro il decreto di sequestro firmato dal gip, Marcello Rotondi. Il 13 settembre si terrà l’udienza per decidere sull’Appello dei magistrati. Gli inquirenti chiedono nuovamente il sequestro dei beni, anche a carico dell’azienda. Il Procuratore aggiunto, Vincenzo D’Onofrio, e il sostituto, Vincenzo Russo, avevano applicato un sequestro d’urgenza da oltre 97 milioni ai Sidigas.spa e Sidigas.com, del patron dell’Avellino Calcio di Gianandrea De Cesare.

Sidigas e i sequestri

Il provvedimento del gip

Il provvedimento del gip lo aveva poi ridotto a otto milioni applicati al solo De Cesare. Il magistrato riteneva infatti che i commissari straordinari, nominati nel corso della procedura di concordato in bianco richiesta da Sidigas per evitare il fallimento richiesto dalla Procura, fossero garanzia delle esigenze cautelari a carico dell’azienda. I magistrati di Avellino la pensano diversamente e hanno fatto ricorso. Se ne discuterà il 13 settembre.

Sidigas, l’indagine della Procura

Dalle 32 pagine del decreto di sequestro, firmato dal procuratore aggiunto Vincenzo D’Onofrio e dal sostituto Vincenzo Russo, emergeva un sistema che avrebbe permesso a De Cesare di sottrarsi sistematicamente al versamento delle imposte per cifre milionarie. All’imprenditore erano contestati anche i reati di auto-riciclaggio.

Per i pm gli importi di Sidigas Spa e Sidigas.com (esposte complessivamente per oltre 95 milioni euro), confluivano nei conti correnti della Enerimpianti Srl, altra azienda controllata dall’imprenditore napoletano. E questo permetteva – secondo l’accusa – di evitare le imposte dovute. Che, per cifre simili, ammontavano a vari milioni.

Gli accertamenti della finanza

L’accusa poggia in larga parte sugli accertamenti della guardia di finanza che hanno passato a setaccio i conti di Sidigas e sulla relazione del consulente di parte Roberto Marciano.

Si legge nel decreto di sequestro come: “Il gruppo Sidigas ha scelto, da numerosi anni, di finanziarsi con il sistematico omesso versamento dei debiti tributari periodicamente liquidati e dichiarati dal gruppo stesso e afferenti accertamenti tributari degli uffici o imposte (dirette, indirette e accise)”.

Date decisive: 3 e 13 settembre

Ricostruzione respinta dall’azienda che è pronta a dimostrare la sua estraneità alle accuse proprio durante l’udienza di Riesame. Per la Sidigas, infatti, fra le tante cose non si sarebbe tenuto conto dei crediti vantati dall’azienda rispetto a numerosi creditori.

Il 3 intanto sarà discusso il ricorso di Gianandrea De Cesare, rappresentato dall’avvocato Claudio Botti, contro il sequestro degli otto milioni. E poi, il tredici, sarà la volta dell’Appello fatto dalla Procura. I Pm insistono: vogliono il sequestro dei beni di Sidigas. Ritengono concreta l’ipotesi che i reati contestati possano essere reiterati.

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