Frode fiscale da 25 milioni di euro: sequestri anche ad Avellino
Cronaca⚡ Vai in versione lampo ⚡

Inchiesta Sidigas: quei 1768 trasferimenti di denaro in due mesi

0
2' di lettura

Oltre 1700 (1768 per l’esattezza) trasferimenti di denaro in due mesi, per un totale di quasi 43 milioni di euro, dalla Sidigas.Com. (che si occupa della riscossione dei pagamenti degli utenti del servizio di vendita del gas fra Avellino, Benevento e Caserta) alla Enerimpianti srl, società interamente gestita dall’imprenditore Gianandrea De Cesare, patron di Avellino Calcio e Scandone. E’ questo quanto emerge da una nota della guardia di finanza citata nelle 32 pagine del decreto di sequestro d’urgenza firmato dal procuratore aggiunto, Vincenzo D’Onofrio, e dal sostituto, Vincenzo Russo, a carico proprio di Sidigas Spa e di Sidigas.com, entrambe riconducibili a Gianandrea De Cesare, indagato per alcuni reati tributari e autoriclaggio.

Indagine Sidigas e sequestri

Vi abbiamo parlato in dettaglio delle accuse degli inquirenti che spiegano come le due società finite negli accertamenti della guardia di finanza, Sidigas Spa e Sidigas.com, avrebbero dirottato i loro introiti nei conti di una terza azienda di De Cesare, la Enerimpianti, per evitare di pagare tasse come Iva e accise.

E proprio in quella nota della finanza si parla di quei 1768 trasferimenti di denaro da Sidigas.com a Enerimpianti, per un totale di 43 milioni e 980mila euro in due mesi (2 gennaio 2018-6 marzo 2018), in cui – si legge nel decreto – “sono compresi almeno 5.727.153 di euro di accise riscosse in un anno dai clienti e che dovevano essere versati, in dodicesimi entro il mese successivo, all’erario”.

Il denaro veniva impiegato anche per gestire le squadre sportive o noleggiare un elicottero da una società che – per i pm – “era riconducibile allo stesso De Cesare”.

Sidigas e Agenzia delle Entrate

Un altro aspetto – rilevato dai finanzieri e dal consulente della procura – è la difficoltà che Sidigas avrebbe affrontato quando proponeva piani di rateizzo.

A segnalarlo alla guardia di finanza è un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, il dottor Ferdinando Polverino. Scrive il pm che, dalla comunicazione di Polverino, “risulterebbe che la società (Sidigas Spa) sarebbe decaduta dal beneficio di rottamazione di alcune posizioni”.

Il magistrato – rispetto al materiale raccolto – conclude che,“la Sidigas Spa, a maggio 2019, aveva nei confronti dell’Agenzia delle Entrate un debito di circa 62 milioni di euro… numerose sono le procedure cautelari ed esecutive che l’agente della riscossione ha in corso nei confronti del contribuente (proprio Sidigas)”.

Per gli inquirenti la società non avrebbe neppure onorato “le scadenze dei pagamento oggetto di posizioni rottamate”. Il gip ha dieci giorni per convalidare il sequestro d’urgenza della Procura. Se così sarà la società Sidigas è pronta a impugnarlo. Secondo il gruppo imprenditoriale, infatti, i debiti calcolati non sarebbero corretti e soprattutto non si sarebbe tenuto conto dei crediti vantati dalla società. Ai giudici spetterà l’ultima parola.

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!

Commenti

Comments are closed.

Potrebbe piacerti anche