Sequestro di persona a Monteforte Irpino: caccia a 2 complici

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Sequestro di persona a Monteforte Irpino, caccia a due complici. Dopo i sette arresti di ieri, le indagini sono entrate nel vivo. In manette sono finite sette persone accusate a vario titolo di tentata estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, sequestro di persona. E, proprio intorno al sequestro, si concentra l’attività degli investigatori.

Sequestro di persona a Monteforte: il racconto della vittima

Ve lo abbiamo raccontato, con le parole della vittima. L’uomo, un pakistano, era stato contattato dalla compagna che gestiva un locale di Monteforte Irpino. La donna ha raccontato di essere stata minacciata da un ragazzo entrato nell’attività a chiedere il pizzo.

“Il 20% dell’incasso, qui comando io”, lo sconosciuto le avrebbe detto così.

Il compagno della donna, in compagnia di un amico, ha raggiunto il 26enne in un locale. Il ragazzo li avrebbe sequestrati, costringendoli a salire in auto.

“Mi ha puntato al fianco una pistola”, ha spiegato la vittima ai carabinieri.

Durante il viaggio, sarebbero saliti sulla vettura proprio i due ragazzi non ancora identificati. Menzionati nell’ordinanza del gip, Gilda Zarrella.

“Uno dei due mi ha puntato la pistola in testa”, ha raccontato il testimone.

L’arma era caduta al primo sequestratore dopo una colluttazione con l’amico del pakistano. I due giovani – dopo aver colpito con schiaffi e pugni la vittima – sarebbero fuggiti via con la pistola.

“Li abbiamo incastrati con Whatsapp”

Indagine sul pizzo a Monteforte Irpino

Chi erano? Hanno partecipato anche al pestaggio avvenuto – due giorni dopo il presunto sequestro – di fronte al locale dei pakistani? La vittima ha raccontato di essere stata torturata con una pistola elettrica.

I carabinieri di Monteforte, coordinati da quelli di Baiano, indagano in ogni direzione. Non escludono che il giro di pizzo possa aver coinvolto altri locali del comune irpino.

Ci sono altri negozianti denunciati? Qualcuno tace per paura?

La comunità montefortese è restia a commentare l’episodio, nonostante gli inviti dell’Arma a denunciare.

La testimonianza delle vittime è stata fondamentale per ricostruire la rissa e proprio il sequestro di persona.

Nei prossimi giorni saranno ascoltati gli indagati. I sette
 (G.A., 26 Anni, P.B., 44 anni, due fratelli (A.D.S. E I.D.S. Di 34 anni) F.B., 43 anni,F.C., 25 anni ed S.V., 35 anni), rappresentati dagli avvocati Loredana De Risi, Gerardo Santamaria, Costantino Sabatino e Michele Scibelli, compariranno di fronte al gip per essere interrogati.

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