Serie tv: le migliori degli ultimi 10 anni

Le serie tv più belle degli ultimi 10 anni? Tra le migliori non mancano Il Trono di Spade e Black Mirror, ma ci sono molte altre piccole gemme nella nostra selezione. Le conoscete tutte?

14' di lettura

Le serie tv sono state le indiscusse protagoniste del panorama televisivo degli ultimi anni. L’avvento delle piattaforme di streaming ha allargato il sistema di produzione e distribuzione, rimescolando le carte anche nell’ambito delle possibilità espressive.

In generale dal 2010 in poi abbiamo assistito a un aumento impressionante di prodotti seriali di alta qualità. Il rimescolamento dei generi televisivi, le sperimentazioni in ambito narrativo e il nuovo ventaglio di talenti entrati in campo hanno reso le serie tv un perfetto specchio del presente.

Vi state chiedendo quali sono, tra tutte, le migliori serie tv degli ultimi 10 anni? Ve lo sveliamo nella nostra top selection.

Serie Tv Netflix più premiate degli ultimi cinque anni
Serie Tv Netflix più premiate degli ultimi cinque anni

Black Mirror (2011)

Sin dagli esordi, le finestre che Charlie Brooker e Annabelle Jones hanno aperto sul futuro si sono rivelate disturbanti, ma stranamente familiari. Dalle distorsioni del presente, all’ambiguità della morte ai tempi dell’ipertecnologia, la serie tv antologica ci racconta dal 2011 un domani vicinissimo

Black Mirror nasce come prodotto Endemol, ma dal 2015 Netflix ha acquistato i diritti della serie tv per produrre la terza e la quarta stagione. Proprio in questo passaggio da testimone possiamo individuare i primi cedimenti nella qualità narrativa di Black Mirror.

Se fino al 2015 la serie tv non faceva sconti e presentava scenari cupi, dominati dalla supremazia dei mezzi di comunicazione e della realtà virtuale, successivamente gli episodi sono diventati molto più edulcorati. Gli spunti riflessivi si sono fatti più deboli e Netflix ha puntato molto sull’aspetto sensazionalistico degli “schermi neri” che ci accompagnano già da tempo nel quotidiano.

Così le storie brutali e amorali delle prime stagioni sono state soppiantate da racconti che nascondono un sottofondo filobuonista. Complice molto probabilmente l’aggiunta di autori esterni, che non si è rivelata una scelta vincente per la serie tv.

Nonostante tutto, comunque, Black Mirror resta una delle opere televisive più azzeccate dell’ultimo decennio. E di certo siede sul podio delle migliori serie tv degli anni ’10.

Better Call Saul (2015)

Spesso ci si chiede: può uno spin-off eguagliare il successo della serie tv da cui prende il via? Nel caso di Better Call Saul, la risposta è: assolutamente sì.

Se Breaking Bad ha influenzato il panorama televisivo solo per pochi anni dell’ultimo decennio (la serie tv è finita, infatti, nel 2013), la sua eco ha cominciato a rivivere proprio con il suo spin-off.

Il protagonista di Better Call Saull’avvocato Goodman, appare nell’ottavo episodio della seconda stagione di Breaking Bad, prendendo su di sé il ruolo del personaggio brillante capace di portare nel discorso narrativo una gradevole linea comica. Ma la parabola umana di Saul è diventata, grazie anche all’interprete Bob Odenkirk, una delle più amate della serie. 

È nata così una serie tv con una doppia natura in cui convivono sia gli eventi antecedenti a Breaking Bad sia quelli ambientati dopo il suo finale.

Il grande pregio di questo prodotto sta soprattutto nella sua attenzione sulla continuità narrativa e nella qualità della scrittura. Anche i silenzi, in questa serie tv, sono vivi e costituiscono una forma di comunicazione alternativa al dialogo.

In effetti, Better Call Saul mostra una particolare predilizione per le lunghe sequenze di sguardi e per le introspezioni silenziose che mostrano la natura dei personaggi. 

Un’altra serie tv che merita di essere vista con attenzione. 

Il Trono di Spade (2011)

Un prodotto che ci ha regalato un sogno di gloria lungo quasi dieci anni… e che si è infranto proprio sul finale. Ma non si può certo negare che Il Trono di Spade sia stato un fenomeno assoluto nell’ambito della serialità televisiva.

Morti violente, draghicombattimenti da armi bianche, bombardamenti. Ma anche approfondimenti delle dinamiche dei personaggi e introspezioni dettagliate: ne Il Trono di Spade non è mancato (quasi) nulla.

Inizialmente pensata come un adattamento fedele della saga fantasy di George R. R. Martin, nel corso delle stagioni la serie tv si è trasformata in un prodotto semplicemente ispirato alle vicende letterarie. Il trono di spade, infatti, ha preso strade narrative differenti da Le cronache del ghiaccio e del fuoco di Martin e questo ha segnato in parte la sua defaillance.

L’ottava e ultima stagione è stata certamente la più criticata e pariodata del panorama seriale, tra le dimenticanze narrative e le sceneggiature ritenute parecchio sottotono rispetto alle precedenti. Ma se c’è qualcosa che spetta di diritto a Il Trono di Spade è la corona della serie tv con il più alto grado di epicità degli ultimi anni.

The Handmaid’s Tale (2017)

Tratta dall’omonimo romanzo di Margaret Atwood è una delle migliori serie tv nel suo genere. 

In un contesto televisivo sovrappopolato, a uno show viene richiesto molto per poter lasciare il segno nelle menti degli spettatori. Non solo un bel cast e una bella trama, ma anche modalità espressive di grande impatto.

A decretare l’imperdibilità di questa serie tv è la perfetta unione di questi tre elementi. Si tratta di un thriller distopico che racconta di una società ultrarelgiosa i cui alti ranghi hanno impedito alle donne di accedere ai mezzi di sostentamento. Le donne, definite ancelle (handmaids, appunto), vengono di fatto trasformate in marionette degli uomini e la loro unica funzione sociale è quella riproduttiva

In questa società così ritualizzata, ciascuna ancella conserva il ricordo del passato: ossia, la realtà che viviamo noi spettatori. 

Quella che ci regala The Handmaid’s Tale è un’allegoria potente che sancisce il suo ingresso tra le migliori serie tv del decennio.

The Leftovers (2014)

Damon Lindelof ha messo a frutto le sue capacità espressive grazie alla scuola di Lost e, per HBO, ha scritto una piccola perla ingiustamente sottovalutata.

La serie tv The Leftovers racconta della Dipartita, la scomparsa del 2% della popolazione mondiale. Un fenomeno di cui troviamo traccia nei racconti biblici, nella mitologia greca e romana, nelle leggende norrene. La sparizione improvvisa dei cari lascia i sopravvisuti a confrontarsi con il trauma della perdita e con il senso di colpa della sopravvivenza. 

Pur scegliendo una serialità frammentata, Lindelof ha realizzato un’opera che chiede allo spettatore non di comprendere la chiave di lettura di un mistero, quanto piuttosto di calarsi nei panni dei protagonisti e vivere la loro storia

The Leftovers è una serie tv fuori dal comune che più di altre ha sperimentato sull’interpretazione del reale e sull’ambiguo concetto di “verità”.

Introspezione, domande filosofiche, libertà e controllo, scienza e fede. Sono questi i temi su cui si concentra Lindelof a discapito di un racconto più lineare che non sarebbe riuscito a restituire il clima di disperazione e ricerca di risposte che caratterizza The Leftovers. Una serie tv che possiamo definire un diamante grezzo del panorama televisivo.

House of Cards (2013)

Parliamo della serie tv che per prima ha permesso di saggiare le possibilità offerte da un colosso dello streaming come Netflix. Oltre ad essere stato un prodotto di altissima qualità  tecnica, con un cast stellare, House of Cards è una geniale thriller politico che ha saputo orchestrare trame intricate al punto giusto.

Una serie tv tagliente, dal ritmo perfetto e con intrighi realistici messi in moto da personaggi che sono entrati nell’immaginario comune degli spettatori sin da subito.

Come accade per moltissime serie tv, le prime stagioni sono nettamente superiori all’ultima dal punto di vista narrativo. Complice anche la scelta di eliminare Kevin Spacey dal cast. Nonostante tutto, però, resta un prodotto seriale imprescindibile.

Bojack Horseman (2014)

Una serie tv animata che ha completamente rivoluzionato il genere e che ha permesso per la prima volta all’animazione di condividere lo stesso terreno di gioco della serialità classica.

Bojack Horseman è un prodotto per adulti, che parla alla generazione di mezzo, quella cresciuta negli anni ’90. Analizza le nostre nevrosi, le nostre aspirazioni e le nostre delusioni. E, contrariamente a molte altre serie tv, questo prodotto migliora di stagione in stagione scavando sempre più in profondità. 

Si tratta di una serie tv che porta in scena personaggi di una straordinaria complessità e un contesto narrativo curato in ogni particolare che fa una perfetta satira dello showbiz hollywoodiano

Con Bojack si ride, si riflette su se stessi e sui propri rapporti umani, ci si commuove. E ci si rende conto che dietro l’animazione di questa serie si nasconde un’introspezione precisa di rara bellezza. Senza ombra di dubbio si tratta di una delle migliori serie tv fuori e dentro il suo genere.

Mindhunter (2017)

La seconda parte di questo decennio ci ha regalato una perla di David Fincher che si approccia al mondo delle serie tv con Mindhunter. Si tratta di un giallo psicologico che racconta i primi studi sui serial killer attraverso l’analisi degli assassini degli anni ’70-80’.

Attraverso una ricostruzione meticolosa di ambienti, personalità e atmosfere suggestive, la serie tv scava nella psiche dei criminali e del protagonista chiamato a farne il profilo psicologico.

Mindhunter cambia rotta rispetto alle altre serie tv di genere crime. Non punta sull’action, ma su un’indagine sociale e umana resa impeccabile dal genio artistico di un grande regista dei nostri tempi.

Chernobyl (2019)

Nell’arco di soli 5 episodi che si configurano quasi come un lungo film, HBO ha saputo mettere in scena in modo impeccabile il più grande disastro nucleare degli anni ’80.

La serie tv ne racconta cause e conseguenze non solo dal punto di vista sociale, ma focalizzandosi soprattutto sull’impatto devastante di questo evento dal punto di vista umano. Una storia cruda raccontata con un’ottima regia e un ritmo narrativo perfettamente bilanciato in ogni episodio, al punto che si fa fatica a sentire un vero distacco tra la fine di un capitolo e l’inizio del successivo.

Chernobyl è una serie tv di ricostruzione storica che, oltre a restituire l’atmosfera di terrore e di forte carica emozionale, riesce ad offrire punti di vista nuovi su un disastro di cui si è discusso moltissimo. Un prodotto che unisce serialità e poesia cinematografica.

Di certo la scelta delle migliori serie tv dell’ultimo decennio è ardua e questo è un chiaro segno del continuo progresso di cui è protagonista la serialità televisiva. Prodotti come questi sono riusciti, in un modo o nell’altro, a vestire le serie tv di una qualità espressiva spesso difficile da trovare persino nel cinema. Dopo quello che il panorama televisivo ci ha regalato negli ultimi tempi è facile convincersi che ci aspettano storie sempre più complesse e ricche che non vediamo l’ora di goderci.

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