Serie TV: i personaggi femminili migliori di sempre

Serie TV: ci sono personaggi femminili che hanno reso alcuni show indimenticabili, portando sul piccolo schermo racconti di donne forti e imperfette in modo straordinariamente umano. Ecco le nostre preferite.

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Sempre di più la serialità riesce a cogliere le mille sfumature dei personaggi femminili, regalandoci alcune delle presenze televisive più godibili degli ultimi tempi. Ora più che mai le serie tv dimostrano che non esiste un solo modo di essere “eroiche”.

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Il panorama della serialità, ad oggi, è un terreno molto fertile che ci offre l’occasione di dare voce a un gran numero di vissuti femminili. Da qualche anno ormai non è più necessario identificarsi solo nei protagonisti maschili, anch’essi troppo spesso vittime di stereotipi troppo vecchi per convincere il pubblico. Oggi le serie tv ci offrono più scelta e gli “strong characters” non hanno più un solo genere: per questo oggi vi presentiamo i nostri personaggi tv femminili preferiti.

Le amiche (Sex and the City)

Siamo negli anni novanta, non esattamente anni recenti, ma è impossibile non citare un cult rivoluzionario come questo prima di muoverci in territori più recenti. 

È tempo di punk, Madonna, Carry Bradshaw e le sue amiche di sempre. Con sei stagioni e due film, Sex and the city ha il merito di aver introdotto un’intera generazione di donne al concetto di libertà sessuale.

In particolare, Samantha ha dato voce alle donne che necessitavano di una figura di riferimento per scoprire i propri desideri. Miranda ha rappresentato la possibilità di definirsi come lavoratrici, prima che madri o mogli. Carrie ci ha insegnato il coraggio di fare scelte sbagliate. E Charlotte è l’esempio della donna che fatica a studiarsi attraverso nuovi punti di vista, quella che cerca di aggrapparsi alle idee conservatrici dovendosi però scontrare con la realtà.

Buffy Summers (Buffy L’ammazzavampiri)

Anche lei arrivata negli anni ’90, epoca di rivoluzione dei personaggi tv femminili. È la protagonista di una delle serie tv più famose ed è stata concepita da Joss Whedon con l’esatto intento di sovvertire l’immaginario collettivo intorno a ogni film horror, in cui una ragazzina bionda entra in un vicolo e viene uccisa.

L’intera storia di Buffy si basa sull’idea di estirpare lo stereotipo secondo cui un personaggio di bell’aspetto non abbia nessun altro compito se non quello di addolcire lo sguardo del protagonista maschile.

Buffy è determinata, combattente, è una Cacciatrice che non rinuncia ad essere anche un’adolescente innamorata, ogni tanto. Dietro l’aspetto da Valley girl si nasconde un personaggio indimenticabile dalle mille sfaccettature.

Tredicesimo Dottore (Doctor Who)

Due anni fa la serie più longeva della televisione britannica ci ha finalmente regalato un dottore donna. La tredicesima rigenerazione di Doctor Who, alieno dall’aspetto umano proveniente da Gallifrey, è interpretata dalla straordinaria Jodie Whittaker.

Il Tredicesimo Dottore è estremamente vitale, con una saggezza d’altri tempi, e ha dato il via a due stagioni innovative per la serie tv. Doctor Who ha saputo scrivere per noi un personaggio che riesce a liberarsi dagli stereotipi televisivi dell’ipersessualizzazione femminile.

Sarah Manning e le sorelle (Orphan Black)

Una serie tv che è passata in secondo piano per qualche anno, ma che è riuscita ad ottenere ottimi riscontri tra gli appassionati di sci-fi. Orphan Black gode del talento interpretativo dell’attrice Tatiana Maslany, che dà volto e voce a ben 33 personaggi diversi (tutti i cloni della protagonista Sarah e dotati di una propria personalità). Ma c’è dell’altro.

Lo show riesce a portare sullo schermo una quantità impressionante di sfumature del mondo femminile, aggirando ogni volta pregiudizi e luoghi comuni. Per di più, lo fa nella cornice del genere fantascientifico, che per molto tempo ha messo da parte i personaggi femminili, relegandoli a figure di sfondo.

Rosa Diaz e Amy Santiago (Brooklyn Nine-Nine)

Chi avrebbe potuto immaginare che avremmo avuto una comedy poliziesca vecchio stile in questa selezione. Eppure è così: Brooklyn Nine-Nine ha saputo raccogliere il guanto di sfida di questo genere così longevo per regalarci un prodotto che ribalta ogni stereotipo. Rosa ed Amy sono personaggi sviluppati a tutto tondo: sono forti, ma non per questo meno vulnerabili. Poliziotte, ma non per questo “mascoline”. 

Il merito va all’intento esplicito degli autori di ribaltare i cliché del genere televisivo, riuscendo a farci ridere senza cadere mai nella banalità. In Brooklyn Nine-Nine ogni stereotipo (culturale, etnico, di orientamento) viene affrontato di petto e poi lasciato indietro come uno straccio vecchio. Proprio come dovrebbe essere.

Grace Hanson e Frankie Bergstein (Grace and Frankie)

Con questa comedy, Netflix ha compiuto un’operazione che si attendeva da molto: affrontare il problema hollywoodiano nei confronti delle attrici over-50. La serie tv vede come attrici protagoniste Lily Tomlin e Jane Fonda nel ruolo di due signore dalla vita sociale e culturale estremamente attiva. 

Grace e Frankie sono totalmente libere dai ruoli convenzionali, ne hanno le tasche piene di sentirsi dire che la loro età o il loro status di moglie, mamme e nonne dovrebbero in qualche modo frenarle. Si rifiutano di diventare figure bidimensionali e riescono per questo a regalarci due ritratti perfetti di un mondo femminile che spesso la tv ci tiene nascosto.

Karen Duvall e Grace Rasmussen (Unbelievable)

Nella serie tv che più di tutte ha saputo parlare dell’importanza di una riflessione sulla cultura patriarcale, Merritt Wever e Toni Collette hanno portato sul piccolo schermo due personaggi da non dimenticare.

Le detective Duvall e Rasmussen si ispirano alle investigatrici Stacy Galbraith ed Edna Hendershot, che si sono occupate del vero caso giudiziario di Marie (su cui la serie tv Netflix è basata). La loro trasposizione televisiva ci regala due figure femminili determinate e incredibilmente empatiche. Due donne capaci di sfidare un sistema giudiziario che prova a girarsi dall’altra parte davanti alla richiesta d’aiuto di una ragazza che non rientra nei loro standard di “vittima”.

Se è vero che la serialità sta cercando in ogni modo di aggirare stereotipi e cliché per regalarci personaggi femminili sempre più tridimensionali in cui rivederci, è altrettanto vero che di strada da fare ce n’è ancora molta. D’altronde, come scrive Milly Buonanno, sociologa e studiosa della tv italiana, nel suo libro dedicato all’evoluzione della rappresentazione delle donne sul piccolo schermo: “In tv le donne si trovano dappertutto. Ma una cosa è il potere, un’altra è la presenza”.

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