Serie TV: la Scuola Holden ci insegna come si fanno

Serie tv: sapevate che la passione può diventare un lavoro? Se vi piacciono le storie che funzionano “a puntate” c’è un corso di studi che fa per voi. Ce ne ha parlato Ilaria, che è stata studentessa al corso di Serialità e TV alla Scuola Holden.

Scuola Holden Serie tv
Siete appassionati di serie tv? La Scuola Holden può trasformarvi in professionisti del settore.
7' di lettura

Per chi è appassionato di serie tv e programmi televisivi potrà sembrare un sogno e invece è una validissima realtà: esiste un corso di studi in Serialità ed è organizzato dalla Scuola Holden, con sede a Torino.

Il percorso dura due anni e gli studenti sono costantemente impegnati in lavori di gruppo e collaborazioni per raggiungere un obiettivo ben chiaro: imparare a scrivere una puntata di serie tv o il concept di un programma televisivo. (A questo link tutte le notizie su cinema e serie Tv e qui il gruppo facebook con tutte le news)

Come funziona il College della Scuola Holden

Ogni corso dura un biennio a cui vengono ammessi circa venti studenti per classe, attraverso una selezione che prevede un test e un colloquio conoscitivo. Si tratta di corsi di studi a tempo pieno in cui si alternano periodi di lezioni teoriche e altri in cui ci si dedica ai propri progetti. Per chi ha sempre sognato di scrivere un episodio della propria serie tv preferita o il format di un programma, il corso di Serialità e TV sembra un miraggio. Abbiamo dato uno sguardo all’interno di questa realtà per farci raccontare come si impara a fare le serie tv.

Ne abbiamo parlato con Ilaria, che ha concluso il suo percorso presso la Scuola Holden a giugno dell’anno scorso. “Uno dei fattori che mi ha convinto a scegliere questo corso di studi è stato il focus sulla serialità, poco comune rispetto ad altri percorsi che si concentrano sul cinema. Studiare la narrazione seriale è molto raro,” ci ha raccontato. 

Serialità e TV: una scuola unica

In effetti la Scuola Holden è l’unica in Italia ad offrire una formazione improntata sulla pratica. L’idea alla base del percorso è quella di studiare e analizzare serie tv e palinsesti televisivi con lo scopo di mettersi subito all’opera e scrivere.

Gli obiettivi che gli studenti raggiungono nella scuola vanno dalla capacità di strutturare architetture narrative efficaci, capire cosa succede dietro le quinte della produzione televisiva, come si gestisce un budget e come si lavora in gruppo.

“Sono stata soddisfatta perché abbiamo fatto tanta, tantissima pratica”, conferma Ilaria. “Abbiamo scritto moltissimo e ci siamo esercitati sotto ogni punto di vista. Abbiamo lavorato in gruppo molto spesso, il ché ci ha aiutati ad avere un assaggio di come si lavora concretamente a un prodotto seriale”.

Spazio alla creatività

Un altro aspetto interessante è quello dello sviluppo della creatività degli studenti. “I nostri professori ci hanno dato tantissimi input dai quali partire per scrivere,” spiega Ilaria, “uno dei primi compiti è stato scrivere il soggetto di un eventuale seguito di The Truman Show e poi il concept di un adattamento italiano di American Beauty… hanno veramente sfidato le nostre capacità. Mentre il secondo anno di corso ci siamo concentrati sulla nostra creatività.”

L’idea è quella di offrire agli iscritti un corso di formazione specifico, che intercetti i nuovi talenti e li trasformi nei futuri specialisti dell’intrattenimento. E proprio per questo la scuola lascia molto spazio al lavoro autonomo degli studenti, specialmente durante il secondo anno, quando le basi teoriche sono state acquisite.

“Quasi tutto il secondo anno di corso si è incentrato sullo sviluppo di una nostra idea per serie o programmi tv. Ci siamo divisi in gruppi e abbiamo lavorato insieme ai nostri progetti – ne sono nati circa quindici in una classe di 23 persone”, ci racconta Ilaria.

Porte aperte al futuro delle serie tv

La scuola, infatti, chiede agli studenti di mettersi alla prova in diversi momenti dell’anno. L’occasione più importante su cui si riversano ansie, aspirazioni e tanta curiosità è quello dell’Opening Doors alla fine del biennio. In questi tre giorni gli studenti presentano il loro progetto a professionisti proventi da diversi settori, invitati ad ascoltare e discutere di future opportunità lavorative.

“A giugno dell’anno scorso abbiamo avuto l’occasione di esporre i nostri progetti creativi a una platea di professionisti. Ovviamente non c’è certezza di essere scelti in futuro per lavorare concretamente alla propria idea. Dalla presentazione del pitch a firmare un contratto c’è di mezzo il mare. Ma l’occasione è stata utilissima per stringere contratti per eventuali collaborazioni future.” 

Serie TV: uno sguardo critico

La scuola è anche un’ottima palestra per sviluppare il proprio punto di vista critico sui prodotti seriali. Dopo aver fatto pratica con la realizzazione e la lavorazione di serie tv e programmi televisivi, l’approccio al mondo dei “racconti a puntate” non può che subire uno scossone. E i punti di vista sullo stato dell’arte della serialità attuale fanno sicuramente riflettere.

“La serialità sta vivendo il suo momento d’oro, la sua popolarità – lo vediamo tutti – è cresciuta a dismisura,” commenta con noi Ilaria. “Un nostro insegnante all’inizio del corso ci disse ‘avete scelto il momento migliore per intraprendere questo corso’, perché ora come ora si punta tutto sulla serialità. Si produce a getto continuo: se un prodotto non va bene si prova a produrre subito altro, nel tentativo di dare allo spettatore sempre qualcosa di nuovo. Questo è positivo perché il panorama della serialità si è molto espanso, ma può portare anche alla delusione degli spettatori che si legano a dei prodotti solo per poi vederli cancellati.”

Quando le chiediamo di fare un punto sulla situazione in Italia, cala un piccolo (condivisibile) imbarazzo. “La serialità italiana scricchiola sempre un po’: migliora, ma ancora non colpiamo nel segno. Se vediamo prodotti come Curon o Luna Nera che sono stati criticati duramente da un punto di vista tecnico e narrativo, senza esclusione di colpi. Ci manca ancora qualcosa. Abbiamo comunque avuto il nostro momento di gloria, come sappiamo, con Gomorra, Romanzo Criminale, una bella incursione nella comicità seriale con Boris, ma facciamo ancora un po’ di fatica”. Non si può che darle ragione.

Un ponte tra competenze e nuovo intrattenimento

Non ci resta che sperare che le competenze e le collaborazioni nate alla Scuola Holden diventino un ponte tra i diplomati e il mondo dell’intrattenimento. Le serie tv sono una modalità narrativa da non sottovalutare, specialmente oggi che vivono l’apice delle loro possibilità estetiche ed espressive. E, soprattutto, sono prodotti di un’industria in rapida espansione in cui siamo certi che i talenti italiani possono offrire moltissimo.

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