Serino, nuovo Clan Partenio: interrogazione in consiglio comunale

Il consigliere comunale di Serino, Marcello Rocco, ha presentato tre interrogazioni in assise. Una riguarda il Nuovo Clan Partenio.

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Il consigliere comunale di Serino, Marcello Rocco, ha presentato tre interrogazioni in assise. Una riguarda il Nuovo Clan Partenio. Ecco il contenuto:

“Recentemente la stampa locale e nazionale, con grande risalto, ha informato i cittadini di una grande operazione di contrasto della malavita organizzata di stampo mafioso operante nella nostra provincia, in particolare nell’hinterland  avellinese, denominata “clan partenio”. Tale operazione, frutto di circa due anni di indagini, è stata condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, Procura della Repubblica di Avellino e Forze dell’ordine: Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato.

Purtroppo i provvedimenti sin qui emanati hanno riguardato anche nostri concittadini che come riportato dal quotidiano Il Mattino, nell’edizione del 15 ottobre 2019 a pagina 23,nell’articolo di Alessandra Montalbetti, dal titolo: “Le mani del nuovo clan partenio sul business delle aste giudiziarie”,

Sia chiaro siamo in una fase iniziale della vicenda e, fermo restando la gravità delle accuse, frutto di un lungo e capillare lavoro investigativo, vale per tutti gli indagati il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitivi in caso di rinvio a giudizio o proscioglimento dalle accuse.

Detto ciò non possiamo però non dirci preoccupati per quanto portato alla luce dalle indagini degli Inquirenti, cioè di un territorio che non è affatto un’isola felice, tutt’altro.

Sono anni che le varie relazioni della Commissione Parlamentare Antimafia e della DIA evidenziano una sempre crescente attività di organizzazioni criminali che hanno messo radici dalle nostre parti.

Non dimentichiamo che Serino ha conosciuto negli anni passati esecuzioni camorristiche per regolamenti di conti criminali.

E’ inquietante apprendere, sempre dalla stampa, che imprenditori vittime di azioni criminali si rivolgevano ai camorristi per tornare in possesso di beni loro sottratti. Con l’aggravante che l’imprenditore in questione era, all’epoca dei fatti, un amministratore pubblico, quindi un uomo delle Istituzioni.

Chiedo pertanto al signor Sindaco: non ritiene che bisogna fare di più per diffondere la cultura della legalità?

Vanno bene i convegni le iniziative nelle scuole, lo dico con convinzione, ma non ritenete che quando un cittadino, un amministratore si espone denunciando situazioni di illegalità non deve essere isolato, contribuendo così a irrobustire un certo clima di indifferenza se non addirittura di omertà?

Al contrario, certe azioni di denuncia vanno sostenute, incoraggiate, altrimenti gli struzzi si condanneranno questi territori a una lenta quanto inesorabile morte civile.

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