Serino, tentato omicidio: chiesti 7 anni, condannato a 6 mesi
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Serino, tentato omicidio: chiesti 7 anni, condannato a 6 mesi

Serino, chiesti sette anni di reclusione per tentato omicidio, i giudici hanno invece decretato una condanna di sei mesi derubricando il reato per il 52enne

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Il pubblico ministero aveva chiesto sette anni di reclusione per tentato omicidio, i giudici hanno invece decretato una condanna di sei mesi, con pena sospesa, derubricando il reato in lesioni aggravate dall’uso dell’arma e disponendo l’assoluzione per il porto di oggetti atti a offendere. Si è concluso così il processo a carico del 52enne di Serino, R.M., accusato dal cugino di averlo colpito con un ramo di castagno prima di infierire con una spranga di ferro.

Tentato omicidio: “tradito” dalla prognosi

A “tradire” questa ricostruzione la prognosi rilasciata dall’ospedale: pochi giorni, un referto inadatto a giustificare un’accusa di tentato omicidio. Lo ha sostenuto con forza in aula l’avvocato dell’imputato, il penalista Carmine Freda, che ha poi focalizzato la sua arringa sul video acquisito dagli investigatori: dove si vede il cugino di Masucci, che dopo essere stato colpito, resta in piedi e non va via. Un atteggiamento che sembra appunto rivelare ferite non così gravi da giustificare un’accusa per tentato omicidio.

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Come è nato il processo

L’episodio da cui è nato il processo risale allo scorso luglio. Quando un 24enne di Serino era stato portato in ospedale, dove aveva denunciato una feroce aggressione da parte del cugino. Motivata – secondo gli accertamenti dei carabinieri – da una banale questione legata alla servitù di passaggio. Proprio il cugino dell’imputato ha poi scelto di costituirsi parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Gerardo Di Martino.

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Questa mattina, al termine del processo, il pm Cecilia Annecchini ha chiesto sette anni di reclusione per tentato omicidio. Ma il collegio giudicante (presidente Luigi Buono, a latere Giulio Argenio e Lorenzo Corona) ha assolto l’imputato per i reati legati agli arnesi atti a offendere che il 52enne aveva sul trattore (arnesi agricoli fra i quali una roncola). I magistrati hanno poi derubricato il reato di tentato omicidio in lesioni aggravate dall’uso dell’arma, disponendo la sospensione della pena: il 52enne è un uomo libero.

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