Sesso e relazioni multiple: guida pratica al poliamore. Tutto bello ma…

3' di lettura

Rifletto su un concetto relativamente nuovo che viene a scardinare – per chi ovviamente sente di farlo proprio – secoli di convinzioni inveterate sulla monogamia. Il poliamore – neologismo che esprime il concetto di “amori molteplici” – ammette la possibilità che una persona intrattenga più relazioni intime (sentimentali e/o sessuali) contemporaneamente, purché nel pieno consenso di tutti i partner coinvolti, in opposizione al postulato della monogamia sociale intesa come norma necessaria.

UN PO’ DI STORIA: Il termine “poliamore” risale già ai primi anni ‘60, con l’opera di Charles Fourier che, ne parla dettagliatamente, nel suo “Il Nuovo mondo amoroso”. Il libro ha molto influenzato il dibattito sul tema, poi tornato d’attualità durante i periodi di contestazione e movimenti culturali connessi del ‘68.

Ci è stato insegnato che solo una tra tutte le possibili forme di relazione – il rapporto eterosessuale monogamico a vita – è quella giusta. Se esorbitiamo da questo modello, facilmente verremo definiti moralmente discutibili, psicologicamente difettosi, nonché contro natura; un’artiglieria linguistica che mira di fatto a patologizzare il vasto ventaglio delle nostre capacità performative, sia in amore che nel sesso.

L’ideale della monogamia a vita rappresenta un concetto relativamente nuovo nella storia dell’umanità, che ci rende unici rispetto agli altri primati (ad esclusione, che io ricordi, di urubù, lupi, gibboni, aquile di mare, albatri, piccioni (a proposito, leggi della convivenza fra Eliana e la piccola Sgorby), tortore, pappagalli inseparabili e cigni). Interpretare un’avventura come segno di malessere all’interno di una relazione primaria è a ben vedere piuttosto limitante, perché costringe il/la partner tradito/a a chiedersi cosa c’è in lui/lei che non va, mentre al traditore/traditrice si fa notare di stare infliggendo un comportamento scorretto al partner primario.

Sarebbe però il caso di chiedersi come mai il tasso di tradimento nelle coppie sia molto più alto di quello di fedeltà. Ma soprattutto come mai, dietro le quinte, ci sia sempre una specie di comprensione bonaria verso i tradimenti, quasi a riconoscerne la naturalità, a dispetto della monogamia, percepita alla lunga come faticosa ed innaturale.

Certo, per entrare nell’universo disorientante degli amori plurali ci vogliono requisiti non comuni: per esempio una profonda sicurezza di sé, massimo rispetto per l’altro e per tutti i suoi desideri che non comprendono noi. Bisognerebbe essere incapaci di gelosia, di territorialità, di proiezioni, di pretese di esclusività e di controllo, e pure di continue richieste di rinunce come prove a garanzia del sentimento. Di fatto, i legami e i desideri degli individui mutano con l’età e le circostanze, e i rapporti a lungo termine più soddisfacenti sono sempre quelli abbastanza flessibili da poter essere continuamente ridefiniti nel corso degli anni.

Forse, allora, legittimare apertamente e reciprocamente certe aperture, non solo ravviverebbe le relazioni primarie, ma consentirebbe di creare una rete di affinità affettive e sessuali molto più generosa ed illuminante di quanto non si sospetti.

Dimenticavo di aggiungere che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, e bisogna vedere alla fine quanti sanno veramente nuotare.

(Se hai due minuti, ami i viaggi e la fotografia, dai un’occhiata al reportage di Eliana sul Senegal)

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!
Iscriviti al bot di Messenger e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!