Sesso con le fedeli. Il pastore evangelico: sono stato ricattato. Spuntano video

Sant'Andrea di Conza (Avellino), violenze sessuali del pastore evangelico. La versione dell'imputato in una lettera.

Violenza sessuale pastore evangelico
2' di lettura

In nessuna funzione religiosa ci sono state violenze sessuali. E’ una di quelle donne che mi ha sedotto. La madre, poi, mi ha anche ricattato. Soldi in cambio del suo silenzio, altrimenti avrebbe parlato di violenze sessuali. E’ questo il senso di una lettera, scritta dal G.C., 83enne pastore della chiesa evangelica libera, accusato di aver ridotto in schiavitù e aver violentato una serie di fedeli nel corso di vent’anni. Lo scritto è stato acquisto in aula questa mattina, 15 gennaio 2020, durante il processo. Quando il difensore dell’imputato, l’avvocato Giovanna Perna, ha anche annunciato che saranno prodotte delle cassette. Filmati che rivelerebbero come durante le funzioni religiose non ci sarebbe stata alcuna violenza sessuale.

Violenza sessuale: pastore evangelico nel “mirino”

La vicenda ha presto superato i confini della provincia di Avellino. Ci sono due versioni. Da una lato quella delle ragazze che avrebbero scoperchiato uno scenario inquietante. Rapporti sessuali concessi per paura di subire sciagure divine. Orge con più ragazze che il pastore evangelico aveva trasformato in schiave del sesso, grazie al suo ruolo di guida spirituale e quindi attraverso il suo carisma. Una donna ha raccontato di essere diventata sterile perché, a causa di un’infezione dovuta ai rapporti sessuali con il pastore, avrebbe dovuto subire l’asportazione di una tuba.

Un racconto – diametralmente opposto – è quello che emerso dalla lettera scritta dal pastore. La guida spirituale della comunità evangelica libera ritiene calunniose quelle dichiarazioni. L’avvocato difensore, nel suo contro-esame, ha chiesto se le donne abbiano ricevuto soldi dal pastore. Regali in denaro che l’imputato avrebbe elargito alla fine dei rapporti sessuali.

Battaglia sulle testimonianze

Per la difesa ci sono numerose incongruenze nelle testimonianze raccolte. Dopo anni, in cui avrebbero accettato in silenzio le richieste dell’imputato, com’è che di punto in bianco quelle donne sarebbero riuscite ad affrancarsi tutte insieme e senza supporti di psicologi o altri specialisti? Anche dopo la denuncia sporta ai carabinieri. Dove sono le consulenze mediche che stabiliscono il danno psichico ricevuto dalle vittime? Dove è la continuità dei rapporti sessuali, che stando a quelle testimonianze erano invece sporadici, utili a sostenere l’accusa di riduzione in schiavitù? Queste alcune delle domande attorno a cui ruota la ricostruzione del legale.

Le donne, assistite fra gli altri dall’avvocato Danilo Iacobacci, hanno ricostruito una serie di episodi di violenza. Altre testimonianze sono finite in un’indagine bis della Procura di Avellino che ruota intorno ai singoli episodi di violenze sessuali contestate. Questa mattina l’accusa in aula è stata rappresentata dal procuratore Rosario Cantelmo. Nella prossima udienza, che si terrà a marzo, saranno ascoltati gli ultimi testimoni della difesa. Il processo si sta tenendo in Corte d’Assise, ad Avellino, di fronte ai magistrati Luigi Buono e Giulio Argenio, affiancati dalla giuria popolare.

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!
Iscriviti al bot di Messenger e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!