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Settimana lavorativa corta: dove è realtà e come va

Accordi aziendali, policy o intese individuali con i lavoratori: ecco come le nostre imprese stanno sperimentando la settimana lavorativa corta in Italia.

di Valerio Pisaniello

Febbraio 2023

Settimana lavorativa corta in Italia? Si può fare: diventare un’azienda più attrattiva per la flessibilità del lavoro offerta ai dipendenti, consentire un più facile bilanciamento tra vita professionale e vita privata, approfittare di risparmi legati all’uso degli spazi aziendali in determinati periodi, chiudendo ad esempio gli uffici nei mesi estivi, se si può combinare lo smart working con la settimana corta.

Così le  aziende italiane provano a diventare più “nord europee” e ad affascinare i lavoratori. Di seguito mostriamo l’esperimento della settimana corta in Italia e l’elenco delle aziende che hanno aderito (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unicoLeggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Settimana lavorativa corta in Italia: la sperimentazione

Settimana lavorativa corta in Italia? Sono alcune finalità con le quali alcune aziende, anche in Italia, stanno cominciando a sperimentare la settimana lavorativa di quattro giorni. Si tratta di grandi imprese, talvolta multinazionali, spinte a questa innovazione dal confronto con modelli esteri. In Belgio, Spagna, Islanda e Regno unito, la settimana corta è già usata e a volte anche agevolata dalla normativa. In Italia si tratta di sperimentazioni per lo più legate a contratti aziendali o a iniziative unilaterali delle imprese.

Di seguito un approfondimento sugli stipendi 2023.

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Come funziona la settimana lavorativa da 4 giorni?

Due punti fondamentali per la settimana lavorativa corta in Italia:

  1. In pratica, la settimana lavorativa limitata ai 4 giorni prevede che i dipendenti delle aziende guadagnino il 100% del loro stipendio, lavorando l’80% del loro orario precedente, pur mantenendo il 100% della loro produzione.
  2. Prove simili sono state già fatte anche in Spagna, Islanda, Stati Uniti e Canada.

Settimana lavorativa corta in Italia: la lista delle imprese

Di seguito la lista delle aziende che stanno sperimentando la settimana lavorativa corta in Italia.

Tria Spa, azienda di Cologno Monzese che produce macchine per il riciclo della plastica, in base a un accordo interno, sta sperimentando da gennaio a luglio di quest’anno la chiusura degli uffici il venerdì alle 12. «A differenza dello smart working, che non tutti i lavoratori possono fare – spiega l’amministratore delegato Stefano Venturelli –volevamo introdurre una misura valida per tutti, per essere più moderni e più attrattivi, anche se siamo un’azienda nata nel 1954».

In Toyota Material Handling, che occupa 700 lavoratori nel bolognese, un accordo di secondo livello ha previsto di retribuire turni di sette ore come turni di otto ore, per coniugare l’aumento di produzione con l’uso dello stesso stabilimento aziendale.

Banca Intesa invece propone da gennaio ai lavoratori, su base volontaria, di lavorare per quattro giorni a parità di retribuzione. L’opzione può essere fatta di settimana in settimana, in accordo con il proprio responsabile.

Awin Italia, che fa parte di un network multinazionale del marketing, ha adottato la flexy week, con una giornata libera o due mezze giornate libere a settimana, in base a una policy aziendale che si applica dal 1° gennaio 2021 a tutti i 1.200 dipendenti nel mondo. E la divisione italiana (40 dipendenti) ha chiuso gli uffici a luglio e agosto, pur continuando a lavorare, combinando la settimana flessibile con il lavoro agile.

Per saperne di più sulla settimana lavorativa corta in Italia.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=PNPWnCfa4ns&w=560&h=315]

Settimana lavorativa corta in Italia: la lista dei Paesi

Settimana lavorativa corta in Italia? Nel mondo post-pandemia delle dimissioni di massa e dell’ormai endemica carenza di personale, si sta facendo strada la settimana lavorativa di quattro giorni.

Nel 2023 in almeno 18 Paesi decine di imprese la stanno attuando o sperimentano progetti pilota. La scommessa prevede che lavorando un giorno in meno, ma a stipendio pieno, diminuisca l’assenteismo e aumenti la produttività. Ne beneficerebbero l’ambiente grazie alla riduzione di CO2, la qualità di vita dei lavoratori e le aziende, che diventerebbero più attrattive per personale qualificato e motivato.

Nuova Zelanda (2018)

Settimana lavorativa corta in Italia? Tra i primi sostenitori della settimana corta si può annoverare l’economista inglese John Maynard Keynes che nel saggio del 1930 «Possibilità economiche per i nostri nipoti» vedeva l’opportunità «di lavorare solo 15 ore a settimana entro un paio di generazioni».

Da allora la politica ha rispolverato periodicamente l’idea di lavorare meno a parità di retribuzione. Nel 1956, l’allora vicepresidente degli Usa Richard Nixon dichiarò che la svolta sarebbe arrivata «in un futuro non troppo lontano».

Oggi a rilanciarla concretamente è «4 Day Week Global»: la Ong senza scopo di lucro ha esteso a livello internazionale l’esperimento di «Perpetual Guardian», una società fiduciaria neozelandese con 240 dipendenti che dal 2018 ha adottato con successo la settimana lavorativa di 4 giorni. L’iniziativa prevede che in ogni Paese aderente un gruppo di aziende partecipi a un progetto pilota di 6 mesi basato sul modello «100:80:100»100% dello stipendio ai dipendenti che però lavorano l’80% delle ore previste (di solito 32) e si impegnano a raggiungere gli stessi risultati che si conseguirebbero lavorando 5 giorni a settimana.

Settimana lavorativa corta in Italia
Settimana lavorativa corta in Italia: nella foto un’azienda con dei dipendenti

Usa e Gran Bretagna

Settimana lavorativa corta in Italia? A inizio 2022 è stato condotto il primo importante test scientifico monitorato dai ricercatori dell’Università di Cambridge, dell’Università di Oxford, del Boston College e coordinato da «4 Day Week Global».

Trentatré piccole e medie imprese sparse tra Usa, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Irlanda, Regno Unito, che impiegavano complessivamente 903 dipendenti, hanno deciso di seguire il modello «100:80:100». Alla fine del periodo di prova, su 27 società interpellate, nessuna ha dichiarato di voler tornare alla settimana di 5 giorni. Gli indicatori hanno dimostrato che l’esperienza era stata positiva.

In media durante il test i ricavi delle aziende sono aumentati dell’8%, l’assenteismo si è ridotto (da 0,6 a 0,4 giorni al mese) e le dimissioni sono leggermente diminuite. Da giugno a dicembre 2022 un nuovo progetto pilota seguito dagli stessi ricercatori è stato lanciato nel Regno Unito: coinvolte 72 aziende con oltre 3.300 dipendenti. Si tratta di banche, società di marketing, assistenza sanitaria, servizi finanziari e vendita al dettaglio.

A metà del periodo di prova l’89% delle imprese ha espresso la volontà di continuare l’esperienza nell’anno successivo. La produttività è migliorata «leggermente» per il 34% delle aziende, «in modo significativo» per il 15%, mentre il 46% ha risposto che è rimasta praticamente la stessa, nonostante tutti lavorassero un giorno alla settimana in meno.

Europa

Negli ultimi anni la settimana corta si sta testando soprattutto in Nord Europa. Ha iniziato l’Islanda, che tra 2015 e 2019 l’ha sperimentata nel settore pubblico: le ore lavorative sono passate da 40 a 35 da smaltire in 4 giorni senza alcun taglio di retribuzione. Il test, al quale hanno partecipato circa 2.500 dipendenti, è stato così positivo da essere esteso al settore privato. Oggi nel Paese l’86% della popolazione lavora con l’orario ridotto.

Progetti pilota si stanno conducendo in Germania su 150 aziende e in Irlanda su 20In Lituania dal 2023 chi ha figli sotto i 3 anni e lavora nel settore pubblico può scegliere la settimana corta, e in Scozia a inizio 2022 il governo ha lanciato un fondo di 10 milioni di sterline per finanziare le società che vogliono partecipare all’iniziativa.

Nel dicembre 2022 è stata la volta della Spagna che ha finanziato un fondo governativo di 10 milioni di euro destinato a circa 70 piccole e medie imprese. Ognuna di queste aziende, che applicano una riduzione di almeno il 10% dell’orario di lavoro e si impegnano a mantenerlo per almeno 2 anni, riceve dal Ministero dell’Industria fino a 150 mila euro.

Infine c’è il Belgio: dal 21 novembre scorso, e per un periodo di 6 mesi, le aziende possono concedere ai lavoratori la settimana corta senza tagli di stipendio, mantenendo però lo stesso numero di ore lavorative, ovvero 36In Italia per ora solo Intesa Sanpaolo ha lanciato la settimana corta, accoppiata a 4 mesi di smart working. E come per i dipendenti belgi, lavorando un giorno in meno le ore da passare in ufficio salgono a 9.

Settimana lavorativa corta in Italia: più produttività

Settimana lavorativa corta in Italia? I promotori della settimana corta sostengono che la produttività individuale aumenta con il diminuire dell’orario di lavoro settimanale. Questa scommessa, almeno in Europa, è confermata dalle ultime statistiche dell’Ocse.I Paesi dell’Europa occidentale dove si lavora più ore all’anno (GreciaItaliaSpagna Portogallo) hanno tra i tassi di produttività più bassi.

Dall’altra parte i Paesi che lavorano meno ore all’anno (GermaniaDanimarca, Austria Svizzerapresentano tassi di produttività più alti. Inoltre, chi fa la settimana corta – spiegano i ricercatori del Boston College – tende a utilizzare il terzo giorno libero per appuntamenti dal medico o altre commissioni personali che altrimenti dovrebbe stipare in una giornata lavorativa.

Fonti e materiale di approfondimento

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