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Sfratto dell’inquilino moroso: i diritti del locatario

Sfratto dell'inquilino moroso: cosa fare per evitarlo e quali sono i diritti del locatario? Scopriamolo insieme in questo articolo.

di Jonatas Di Sabato

Febbraio 2022

Oggi parliamo dello sfratto dell’inquilino moroso e dei diritti che può far valere il locatario per evitarlo. Scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito.

Sfratto dell’inquilino moroso: di cosa si tratta?

Le case in affitto possono essere un’ottima soluzione abitativa per gli inquilini che, sempre più spesso, scelgono questo tipo di soluzione abitativa, perché non possono o non vogliono accendere un mutuo per acquistare casa.

L’affitto prevede il pagamento periodico di un canone che il locatario, cioè l’inquilino, deve versare al locatore, ovvero il proprietario di casa.

Per far sì che ciò avvenga bisogna, per legge, sottoscrivere un contratto di locazione, nel quale verranno specificate tutte le regole e i punti che le due parti si impegnano a rispettare.

Nel contratto sarà specificato anche l’importo del canone, quando deve essere pagato e le modalità. Se una o più rate del canone di affitto non vengono pagate, il proprietario di casa può dare il via all’azione di sfratto, che consiste nel cacciare di casa l’inquilino moroso anche con l’intervento delle forze dell’ordine.

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Sfratto dell’inquilino moroso: come funziona?

La procedura per dare il via allo sfratto, come detto, parte con il mancato pagamento dell’affitto da parte dell’inquilino.

Se è previsto che l’inquilino paghi delle spese condominiali, anche il mancato pagamento di queste può dar via alle procedure di sfratto.

I tempi per avviare le procedure sono:

Se una di queste ipotesi, o entrambe, accadono, il proprietario invierà all’inquilino una diffida, dove verranno elencate nel dettaglio le scadenze entro cui pagare le somme dovute. Tieni presente, però, che potrebbero essere non pagate fin quando un giudice non emetterà una sentenza.

Dopo la diffida, l’inquilino riceverà una citazione per la convalida dello sfratto per morosità. Quindi, arriverà la sentenza del giudice e se anche in questa occasione le somme non verranno pagate, si può procedere con l’esecuzione forzata.

La procedura scatta con un ufficiale giudiziario che cercherà, per almeno tre volte, di notificare lo sfratto. Se l’inquilino non si farà trovare o non collaborerà, l’ufficiale potrà richiedere l’intervento, in suo supporto, di un fabbro o delle forze dell’ordine.

Quando avviene lo sfratto, l’ufficiale giudiziario compilerà un inventario con i beni che appartengono all’inquilino, che potrà ritirarli anche successivamente. Ricordati che uno sfratto può essere eseguito se in casa vivono anziani, bambini o persone affette da handicap.

Sfratto dell’inquilino moroso: come evitarlo?

La prima risposta a questa domanda è semplice: pagando regolarmente l’affitto e le spese condominiali. Se ciò non accade, però, l’inquilino potrà bloccare lo sfratto pagando in qualsiasi momento le cifre dovute.

Potrà persino chiedere al giudice ulteriori 90 giorni di tempo per adempiere ai suoi doveri. Un altro caso in cui lo sfratto non può avvenire è quando non esiste un regolare contratto di affitto.

Se l’inquilino abita l’appartamento pagando “in nero”, il proprietario non potrà avviare le azioni per lo sfratto per morosità anzi, l’inquilino potrebbe richiedere la restituzione di eventuali somme versate.

Sfratto dell'inquilino moroso: diritti locatorio e locatore
Sfratto dell’inquilino moroso: diritti locatorio e locatore.

Il proprietario, però, può intentare una causa per occupazione senza titolo. In questo caso il giudice potrebbe richiedere il versamento della cosiddetta indennità per l’occupazione abusiva, che andrà a coprire l’arco di tempo in cui l’inquilino è stato nella casa. Da ricordare che, solitamente, i prezzi di questa indennità sono inferiori a quelli di mercato.

Dopo due o tre anni dall’avvio di questa causa, potrà comunque avvenire uno sfratto.

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