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Sfratto e mediazione: cosa devi sapere

Sfratto e mediazione: quando diventa obbligatoria? Ecco tutto ciò che devi sapere sull'argomento.

di Carmine Roca

Febbraio 2022

Sfratto e mediazione: in quali casi è obbligatorio utilizzarla (Scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Ne parleremo in questo articolo, vedendo insieme cos’è la mediazione in uno sfratto, quando viene introdotta e quando, invece, non è obbligatoria nei procedimenti di sfratto.

Se sei interessato/a all’argomento e vuoi saperne di più, continua a leggere l’articolo.

Sfratto e mediazione: cos’è?

La mediazione è quell’attività che viene svolta da una terza persona, imparziale, impegnata ad assistere a una controversia tra due soggetti, in cerca di un accordo amichevole, senza l’intervento di un giudice.

Chiunque può fare ricorso alla mediazione, onere a carico della parte interessata a introdurre un giudizio. La mediazione si introduce con una semplice domanda inoltrata al giudice competente, conterrà informazioni sulle parti in causa, l’indicazione dell’organismo investito, l’oggetto della pretesa e le ragioni dei due soggetti in causa.

La mediazione, però, può essere obbligatoria, quando è obbligatorio provare a raggiungere un accordo tra le parti. Ovvero quando diventa condizione necessaria per la procedibilità della domanda.

Nei prossimi paragrafi vedremo insieme se, nel caso dello sfratto per morosità, si parla o meno di mediazione obbligatoria.

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Sfratto e mediazione: è un procedimento obbligatorio?

Il procedimento di sfratto per morosità non prevede la mediazione come condizione necessaria per procedere alla domanda. Ovvero il giudizio può partire anche senza una mediazione tra le parti in causa.

L’articolo 5, comma bis, del decreto legislativo numero 28 del 2010 esonera il locatore (proprietario di casa) a cercare una mediazione con il locatario moroso, per garantire che il procedimento di sfratto resti rapido.

La mediazione, però, viene introdotta obbligatoriamente quando in seguito all’ordinanza del giudice viene disposto il mutamento di rito.

In pratica il procedimento per la convalida di sfratto si struttura su due fasi. La prima, definita sommaria, è semplice e più veloce e non prevede l’obbligatorietà di una mediazione. A questa fase può aggiungersene un’altra, chiamata “a cognizione piena”.

Il passaggio da una fase all’altra avviene tramite ordinanza di mutamento di rito, che segna l’inizio del procedimento ordinario. A questo punto, il locatore ha l’obbligo di promuovere una mediazione con il locatario, pena l’improcedibilità della causa.

Se la mediazione è promossa dal locatore, ma non si è ancora conclusa, il giudice può fissare una nuova udienza. In caso contrario, se la mediazione non è ancora avviata, il giudice stabilirà un termine di 15 giorni per la presentazione della domanda di mediazione.

Sfratto e mediazione: l’obbligo del creditore

Quando la mediazione è obbligatoria, è il locatore (creditore) a doverla introdurre, come stabilito dalle Sezioni Unite della Suprema Corte con la sentenza numero 19596 del 2020.

In caso di mancato accordo tra le parti, tramite mediazione, potrebbero determinarsi effetti negativi nei confronti del locatore creditore.

L’articolo 8, comma bis, del decreto legislativo numero 28 del 2020, prevede che il giudice possa condannare la parte costituita (creditore), per non aver partecipato al procedimento di mediazione senza un motivo valido e giustificato.

Sfratto e mediazione
Sfratto e mediazione: quando diventa obbligatoria?

Il creditore, colpevole, sarà costretto a versare nelle casse dello Stato una somma di importo pari al contributo unificato dovuto per il giudizio.

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