Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza?

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza? I beni depositati nei box all'interno dei caveau delle banche possono sfuggire all'aggressione dei creditori? Il fisco può chiedere l'apertura di una cassetta di sicurezza? In questo articolo vediamo cos'è questo strumento, quanto costa il canone annuo e se può essere ritenuto efficace per difendere i propri beni.

6' di lettura

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza? Si riescono a sottrarre beni al possibile assalto di creditori depositando beni nel caveau di una banca? Lo vedremo insieme in questo articolo. Spiegando cos’è e come si utilizza una cassetta di sicurezza, quali possibilità ha il fisco di controllare quei beni e nel caso di pignorarli?

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Negli anni la cassetta di sicurezza, nata per proteggere il patrimonio del cittadino, si è trasformata in qualcosa di diverso. O meglio ha aggiunto un’altra funzione: nascondere beni al fisco e aggirare ogni forma di controllo.

Per un po’ questo sistema ha anche funzionato. Ora non più (ma come vedremo c’è qualche alternativa). E quello scudo protettivo, quell’anonimato della cassetta di sicurezza non è più garantito.

Prima di entrare nel dettaglio e verificare se si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza, vediamo in breve di cosa stiamo parlando.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: cos’è e costi

Chi non ha dimestichezza con questo strumento avrà comunque visto le cassette di sicurezza in decine di film. Piccoli box nascosti nell’area più blindata e inaccessibile delle banche, il caveau.

All’interno vengono in genere conservati oro, oggetti particolarmente preziosi (che è meglio non lasciare a casa), magari documenti che si preferisce tenere al sicuro.

Chi ha una cassetta di sicurezza non deve dire alla banca cosa c’è dentro. La privacy da questo punto di vista è assicurata. E quindi il cliente non è tenuto a dichiarare alcunché.

Per avere una cassetta di sicurezza bisogna pagare un canone annuale, che varia da istituto a istituto. Dipende anche dal valore del contenuto: può partire da 60, 70 euro, ma arrivare anche a una cifra molto prossima a 1000 euro. Se il deposito – come spesso accade – ha un valore superiore a 5.000 euro bisogna aggiungere una polizza aggiuntiva rispetto a quella già prevista nel contratto.

I costi? Tra 2.000 e 5.000 euro.

Non esattamente gratis.

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Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: l’anonimato

Uno degli aspetti più importanti di questo strumento è l’anonimato.

E questo ci riporta alla domanda iniziale: si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza?

L’anonimato dovrebbe essere una garanzia e una tutela contro i creditori. Il problema è che l’anonimato vale per tutti, ma non per il fisco. E quindi, se vuole, l’Agenzia delle Entrate può chiedere in qualsiasi momento che la cassetta venga aperta.

In particolare se il titolare è “sotto osservazione” o nei suoi confronti è stato disposto un pignoramento.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: il fisco cosa conosce…

Ma il Fisco sa anche cosa c’è nelle cassette di sicurezza? Ovviamente no. Ma ha a disposizione un’altra informazione, decisiva: conosce i nomi di tutti i clienti della banca che ne hanno aperto una.

Ma non basta, a proposito di anonimato. Infatti la banca non conoscerà il contenuto della cassetta di sicurezza, ma il valore complessivo di quello che contiene sì. Per quale motivo? Il punto è la copertura assicurativa per proteggere i beni da eventuali furti. Chiaro che maggiore è il valore e più alto sarà il costo della polizza.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: bisogna dichiararla

Sempre a proposito di anonimato, è tutto? Macché. Se avete intenzione di ottenere una agevolazione fiscale che richieda l’Isee, siete obbligati a dichiarare l’eventuale possesso di una cassetta di sicurezza. Se non lo fate e l’Agenzia delle Entrate può effettuare rapidi controlli (una semplice comunicazione alla banca), r annulla tutta la vostra documentazione (Isee compreso). Oltre ad accendere una spia rossa.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: soggetta a controlli fiscali

Torniamo alla questione iniziale: si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza? Come abbiamo visto no, perché è soggetta a controlli fiscali. Ovvero non è più lo spazio inviolabile di qualche anno fa. E del resto fino ad allora la cassetta di sicurezza è stato uno strumento assai utilizzato per occultare beni e proprietà.

Così utilizzato che l’Agenzia delle Entrate ha deciso di eliminare questo “privilegio”.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: tutto è cambiato dal 2013

La fine delle cassette di sicurezza come strumento di elusione fiscale è iniziata nel 2013, quando la Banca d’Italia ha obbligato tutti gli istituti a indicare i clienti che avevano stipulato un contratto per averne una a disposizione.

Oltre all’evasione fiscale si puntava a colpire anche il riciclaggio di denaro.

Queste sono le informazioni che gli istituti di credito sono tenuti a comunicare:

  • dati anagrafici di chi ha aperto una cassetta di sicurezza
  • numero di accessi alla cassetta di sicurezza in un anno
  • importo massimo assicurato

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: serve la decisione di un giudice

È anche vera una cosa. Mentre per i conti correnti l’Agenzia delle Entrate può intervenire come e quando vuole (anche con un pignoramento senza attendere la decisione di un giudice), forzare l’apertura di una cassetta di sicurezza è più complesso.

Non basta infatti il sospetto di evasione fiscale o riciclaggio. Ci vuole altro, almeno una serie di indizi concordanti. Al punto da convincere i giudici del tribunale a dare il permesso per l’apertura della cassetta.

Come dite? Potreste intestarla a un’altra persona, magari di estrema fiducia? Certo è possibile. Ma del resto la stessa operazione si può fare anche con un conto corrente. Questa però è un’altra storia.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: conclusione

E quindi si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza? Abbiamo visto che lo strumento è ancora utile per mettere in sicurezza beni di un determinato valore (dai ladri) ma non offre più garanzie per evitare i controlli fiscali.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: alternativa Svizzera

Ci sono però delle alternativa, almeno per ora (la normativa non ha ancora coperto questa eventualità): in Svizzera ci sono società private che offrono la possibilità di custodire beni preziosi in cassette di sicurezza del tutto simili a quelle delle banche e a costi piuttosto contenuti. Può essere una soluzione. Anche perché in quel caso l’anonimato è completo e inviolabile.

Una cassetta di sicurezza in un qualsiasi Paese straniero? Serve a poco. Il Fisco italiano può arrivare anche lì.

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