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Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza?

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza? I beni depositati nei box all'interno dei caveau delle banche possono sfuggire all'aggressione dei creditori?

di The Wam

Agosto 2021

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza? Si riescono a sottrarre beni al possibile assalto di creditori depositando beni nel caveau di una banca? Lo vedremo insieme in questo articolo. Spiegando cos’è e come si utilizza una cassetta di sicurezza, quali possibilità ha il fisco di controllare quei beni e nel caso di pignorarli?

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Negli anni la cassetta di sicurezza, nata per proteggere il patrimonio del cittadino, si è trasformata in qualcosa di diverso. O meglio ha aggiunto un’altra funzione: nascondere beni al fisco e aggirare ogni forma di controllo.

Per un po’ questo sistema ha anche funzionato. Ora non più (ma come vedremo c’è qualche alternativa). E quello scudo protettivo, quell’anonimato della cassetta di sicurezza non è più garantito.

Prima di entrare nel dettaglio e verificare se si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza, vediamo in breve di cosa stiamo parlando.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: cos’è e costi

Chi non ha dimestichezza con questo strumento avrà comunque visto le cassette di sicurezza in decine di film. Piccoli box nascosti nell’area più blindata e inaccessibile delle banche, il caveau.

All’interno vengono in genere conservati oro, oggetti particolarmente preziosi (che è meglio non lasciare a casa), magari documenti che si preferisce tenere al sicuro.

Chi ha una cassetta di sicurezza non deve dire alla banca cosa c’è dentro. La privacy da questo punto di vista è assicurata. E quindi il cliente non è tenuto a dichiarare alcunché.

Per avere una cassetta di sicurezza bisogna pagare un canone annuale, che varia da istituto a istituto. Dipende anche dal valore del contenuto: può partire da 60, 70 euro, ma arrivare anche a una cifra molto prossima a 1000 euro. Se il deposito – come spesso accade – ha un valore superiore a 5.000 euro bisogna aggiungere una polizza aggiuntiva rispetto a quella già prevista nel contratto.

I costi? Tra 2.000 e 5.000 euro.

Non esattamente gratis.

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Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: l’anonimato

Uno degli aspetti più importanti di questo strumento è l’anonimato.

E questo ci riporta alla domanda iniziale: si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza?

L’anonimato dovrebbe essere una garanzia e una tutela contro i creditori. Il problema è che l’anonimato vale per tutti, ma non per il fisco. E quindi, se vuole, l’Agenzia delle Entrate può chiedere in qualsiasi momento che la cassetta venga aperta.

In particolare se il titolare è “sotto osservazione” o nei suoi confronti è stato disposto un pignoramento.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: il fisco cosa conosce…

Ma il Fisco sa anche cosa c’è nelle cassette di sicurezza? Ovviamente no. Ma ha a disposizione un’altra informazione, decisiva: conosce i nomi di tutti i clienti della banca che ne hanno aperto una.

Ma non basta, a proposito di anonimato. Infatti la banca non conoscerà il contenuto della cassetta di sicurezza, ma il valore complessivo di quello che contiene sì. Per quale motivo? Il punto è la copertura assicurativa per proteggere i beni da eventuali furti. Chiaro che maggiore è il valore e più alto sarà il costo della polizza.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: bisogna dichiararla

Sempre a proposito di anonimato, è tutto? Macché. Se avete intenzione di ottenere una agevolazione fiscale che richieda l’Isee, siete obbligati a dichiarare l’eventuale possesso di una cassetta di sicurezza. Se non lo fate e l’Agenzia delle Entrate può effettuare rapidi controlli (una semplice comunicazione alla banca), r annulla tutta la vostra documentazione (Isee compreso). Oltre ad accendere una spia rossa.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: soggetta a controlli fiscali

Torniamo alla questione iniziale: si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza? Come abbiamo visto no, perché è soggetta a controlli fiscali. Ovvero non è più lo spazio inviolabile di qualche anno fa. E del resto fino ad allora la cassetta di sicurezza è stato uno strumento assai utilizzato per occultare beni e proprietà.

Così utilizzato che l’Agenzia delle Entrate ha deciso di eliminare questo “privilegio”.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: tutto è cambiato dal 2013

La fine delle cassette di sicurezza come strumento di elusione fiscale è iniziata nel 2013, quando la Banca d’Italia ha obbligato tutti gli istituti a indicare i clienti che avevano stipulato un contratto per averne una a disposizione.

Oltre all’evasione fiscale si puntava a colpire anche il riciclaggio di denaro.

Queste sono le informazioni che gli istituti di credito sono tenuti a comunicare:

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: serve la decisione di un giudice

È anche vera una cosa. Mentre per i conti correnti l’Agenzia delle Entrate può intervenire come e quando vuole (anche con un pignoramento senza attendere la decisione di un giudice), forzare l’apertura di una cassetta di sicurezza è più complesso.

Non basta infatti il sospetto di evasione fiscale o riciclaggio. Ci vuole altro, almeno una serie di indizi concordanti. Al punto da convincere i giudici del tribunale a dare il permesso per l’apertura della cassetta.

Come dite? Potreste intestarla a un’altra persona, magari di estrema fiducia? Certo è possibile. Ma del resto la stessa operazione si può fare anche con un conto corrente. Questa però è un’altra storia.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: conclusione

E quindi si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza? Abbiamo visto che lo strumento è ancora utile per mettere in sicurezza beni di un determinato valore (dai ladri) ma non offre più garanzie per evitare i controlli fiscali.

Si evita il pignoramento con la cassetta di sicurezza: alternativa Svizzera

Ci sono però delle alternativa, almeno per ora (la normativa non ha ancora coperto questa eventualità): in Svizzera ci sono società private che offrono la possibilità di custodire beni preziosi in cassette di sicurezza del tutto simili a quelle delle banche e a costi piuttosto contenuti. Può essere una soluzione. Anche perché in quel caso l’anonimato è completo e inviolabile.

Una cassetta di sicurezza in un qualsiasi Paese straniero? Serve a poco. Il Fisco italiano può arrivare anche lì.

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