Si può andare in pensione con l’esaurimento nervoso? L’esaurimento nervoso, o sindrome di Burnout, è in significativo aumento in Italia, colpa anche di questi due anni di pandemia. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata.
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La fascia più colpita è quella dei ragazzi (59%), ma l’incremento è significativo anche in altre fasce d’età.
La sindrome di Burnout, questa è la definizione, è uno stato di esaurimento emotivo, mentale e fisico causato da una situazione di stress emotivo e prolungato.
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Questa condizione, tra l’altro, è assai diffusa tra i caregiver familiari. Quelle persone che devono compiere il miracolo di riuscire a conciliare il lavoro, la famiglia e l’assistenza costante a una persona con disabilità.
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In questo articolo cerchiamo di capire se chi soffre di questa patologia ha diritto al riconoscimento di una invalidità civile, ad agevolazioni e benefici e se può andare in pensione con anticipo.
Si può andare in pensione con l’esaurimento nervoso? Sintomi
La sindrome di Burnout (o anche esaurimento nervoso, nevrastenia), si presenta in genere in modi diversi:
- senso di affaticamento;
- ansia;
- angoscia;
- irritabilità;
- umore instabile;
- disturbi psicosomatici (tachicardia, mal di testa, gastrite, sfochi cutanei).
L’esaurimento nervoso può avere una incidenza negativa sulla capacità di lavoro, basti pensare alle conseguenze che potrebbe causare un attacco di panico.
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Si può andare in pensione con l’esaurimento nervoso? Patologie collegate
Come per altre patologie, anche dell’esaurimento nervoso non si fa menzione nelle tabelle Inps per l’invalidità civile. È anche vero, in questo caso, che una prolungata nevrastenia può originare una lunga serie di patologie psichiche che sono invece riconosciute per la valutazione della invalidità civile. Eccole:
- nevrosi fobica ossessiva e/o ipocondriaca di media entità: invalidità dal 21 al 30%;
- nevrosi fobica ossessiva lieve: 15%;
- nevrosi fobica ossessiva grave: dal 41 al 50%;
- psicosi ossessiva: dal 71 all’80%;
- nevrosi isterica lieve: 15%;
- nevrosi isterica grave: dal 41 al 50%;
- sindrome delirante cronica grave con necessità terapia continua: 100%;
- sindrome schizofrenica cronica con riduzione della sfera istintivo-affettiva e diminuzione della attività pragmatica: dal 31 al 40%;
- sindrome schizofrenica cronica grave con autismo delirio o profonda disorganizzazione della vita sociale: 100%;
- sindrome schizofrenica conica con disturbi del comportamento e delle relazioni sociali e limitata conservazione delle capacità intellettuali: dal 71 all’80%;
- sindrome delirante cronica: dal 71 all’80%;
- disturbi ciclotimici con crisi subentranti o forme croniche gravi con necessità di terapia continua: 100%;
- disturbi ciclotimici che consentono una limitata attività professionale e sociale : 36%;
- disturbi ciclotimici con ripercussioni sulla vita sociale: dal 51 al 60%;
- sindrome depressiva endoreattiva lieve: 10%;
- sindrome depressiva endoreattiva media: 25%;
- sindrome depressiva endoreattiva grave: dal 31 al 40%;
- nevrosi ansiosa: 15%;
- sindrome depressiva endogena lieve: 30%;
- sindrome depressiva endogena media: dal 41 al 50%;
- sindrome depressiva endogena grave: dal 71 all’80%.
Elenco delle agevolazioni previste in base alla percentuale di invalidità riconosciuta
Si può andare in pensione con l’esaurimento nervoso? Conseguenze psicosomatiche
Per l’esaurimento nervoso possono essere riconosciute anche percentuali di invalidità diverse se il burnout innesca delle patologie di origine psicosomatica in grado di ridurre la capacità lavorativa.
Le più diffuse sono:
- disturbi al fegato;
- disturbi all’apparato cardiocircolatorio;
- disturbi all’intestino;
- ulcere.
In genere è possibile richiedere lo stato di invalidità civile o l’handicap (per la Legge 104), quando l’esaurimento nervoso è prolungato e ha innescato delle patologie che ne sono diretta conseguenza.
Si può andare in pensione con l’esaurimento nervoso? Riconoscimento invalidità
La prima cosa da fare per il riconoscimento dell’invalidità è quella di inviare all’Inps il certificato medico introduttivo, che deve essere redatto dal medico di base della persona interessata.
Subito dopo il cittadino, utilizzando il codice del certificato medico, è necessario inoltrare la domanda di accertamento sanitario all’Inps.
Seguirà la convocazione per la visita di fronte alla Commissione medica: verrà verificato il grado di invalidità civile, la cecità civile, la sordità e l’handicap.
Si può andare in pensione con l’esaurimento nervoso? Percentuali di invalidità e benefici
Vediamo quali sono le percentuali di invalidità e i benefici che si possono ottenere:
- fino al 33%: nessun riconoscimento;
- dal 45%: iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l’impiego (assunzione agevolata);
- dal 33 al 73%: assistenza sanitaria e agevolazioni fiscali;
- dal 66%: esenzione dal pagamento del ticket sanitario;
- dal 74 al 100%: prestazioni economiche.

Si può andare in pensione con l’esaurimento nervoso? A Cosa si ha diritto
Se la percentuale di invalidità è superiore a determinate percentuali (sopra il 74%) al lavoratore affetto da una forma cronica di esaurimento nervoso può essere riconosciuta una pensione se ha versato un numero minimo di contributi.
Se non ci sono contributi versati l’invalido può accedere a trattamenti assistenziali, come la pensione di inabilità civile (in questo caso oltre a dover raggiungere una percentuale di invalidità deve anche rientrare in precisi requisiti economici).
La persona invalida può avere diritto a questi trattamenti:
- assegno ordinario di invalidità;
- assegno di invalidità civile;
- pensione di inabilità civile;
- pensione di cittadinanza;
- pensione anticipata precoci;
- pensione di vecchiaia anticipata.
Se al cittadino è stata riconosciuta una invalidità civile a partire dal 75%, ha diritto a due mesi di contributi figurativi per ogni anno effettivo di lavoro (a cominciare dalla data del riconoscimento dell’invalidità, con quella percentuale), fino a un massimo di 5 anni.