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Sidigas, evitato fallimento: sì al concordato in bianco. Ecco che succede ora

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Sidigas, sì alla proposta di concordato in bianco (tecnicamente pre-concordato) degli avvocati dell’imprenditore Gianandrea De Cesare, i legali Massimo Di Lauro e Marcello Penta. I professionisti cureranno il piano di rientro dell’azienda. Evitato, per ora, il rischio del fallimento richiesto dalla Procura per la società, di distribuzione di gas naturale, finita anche al centro di un’indagine del procuratore aggiunto, Vincenzo D’Onofrio, e del sostituto, Vincenzo Russo, che hanno indagato il patron di Avellino Calcio e Sidigas, Gianandrea De Cesare, per reati tributari e auto-riciclaggio.

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Bucaro, De Cesare e Mauriello. (Foto di SportAvellino.it)

Sidigas, sì concordato in bianco

I giudici della sezione fallimentare del tribunale di Avellino hanno detto sì alla proposta di concordato in bianco presentata dal pool di avvocati di De Cesare. La società avrà sessanta giorni per ridefinire la situazione finanziaria e la ristrutturazione dei debiti. Quindi i giudici dovranno poi valutare le garanzie offerte e il lavoro svolto. Nominati anche tre commissari, guidati da Nicola Rauseo, per curare questa situazione.

Domani, il giorno dell’udienza, il giudice potrebbe dichiarare l’improcedibilità del fallimento richiesto dalla Procura.

Vincenzo D'Onofrio
Il procuratore aggiunto, Vincenzo D’Onofrio

Sidigas, il punto dei sequestri:

Per quanto riguarda la vicenda giudiziaria, c’è attesa per la decisione del gip sul sequestro d’urgenza adottato dalla Procura. Quando vi scriviamo (ore 14.50 dell’11 luglio 2019), nessuna notifica è arrivata alle parti interessate. Il giudice per le indagini preliminari ha dieci giorni per esprimersi sul provvedimento. Se non lo farà, il sequestro sarà da ritenersi decaduto.

Sidigas, fra vicenda giudiziaria e fallimento

La vicenda penale e quella fallimentare, chiaramente, si intersecano intorno ai destini del gruppo Sidigas, ma procedono separatamente. L’udienza di domani, 12 luglio, è nata dopo la richiesta di fallimento avanzata dalla Procura, in seguito alla segnalazione di un giudice fallimentare su un contenzioso poiché Eni vantava crediti nei confronti di Sidigas. Il sequestro della Procura è nato dopo che la società ha annunciato di voler vendere l’Avellino Calcio e la Scandone. Gli inquirenti ipotizzavano che potessero essere dispersi dei fondi. Nel procedimento penale è indagato il solo Gianandrea De Cesare. Per i magistrati sarebbero stati dirottati i fondi di Sidigas.com e Sidigas.Spa in Enerimpianti.srl, per eludere le tasse come Iva e Accise.

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Bucaro, De Cesare e Mauriello. (Foto di SportAvellino.it)

Avellino Calcio e Scandone

Nei giorni scorsi, soprattutto per quanto riguarda la squadra di calcio, sono tante le voci che si sono susseguite su ipotetici compratori. Nell’ordine Enrico Preziosi del Genova, Angelo Antonio D’Agostino, una cordata bergamasca con la consulenza dell’avvocato Capograssi, gli imprenditori di Iacogroup. Al momento, però, alcuna offerta ufficiale è stata formulata. Per la Scandone il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, ha pagato 20mila euro assicurando l’iscrizione al campionato di serie B. Ora un organo di garanzia dovrà esprimersi sulla validità della procedura.

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