Il caso Sidigas nelle carte del Pm: “Bilanci falsificati e debiti non pagati”

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Debiti non pagati e probabile falsificazione nei bilanci. La ricostruzione che emerge dagli atti della richiesta di fallimento per la Sidigas, società di distribuzione di gas naturale di Gianandrea De Cesare, avanzata dalla Procura del capoluogo irpino. Un futuro incerto per l’Avellino Calcio e Scandone. La passione di migliaia di irpini appesa a un filo.

Abbiamo letto quei documenti: proprio quella richiesta di fallimento. Dai quali emerge come la Sidigas sia, “una società non semplicemente insolvente da anni, con un’esposizione debitoria ingestibile”, ma ci sarebbe anche una “probabile falsificazione nei bilanci” grazie “all’occultamento di consistenti passività”. Questi gli assunti che hanno spinto il procuratore aggiunto di Avellino, Vincenzo D’Onofrio, coordinatore della prima sezione di criminalità economica di Palazzo De Marsico, a chiedere il fallimento della società.

Sidigas, sul fallimento si discute il 12 luglio

L’udienza per decidere sul futuro della Sidigas è fissata al 12 luglio. Intanto – da quella richiesta di fallimento – emerge un quadro che, se confermato, sarebbe gravissimo. A ricostruirlo, dopo la segnalazione del giudice fallimentare, Patrizia Grasso, sono state le indagini della guardia di finanza di Avellino guidata da Gennaro Ottaiano. Corroborate dalla relazione di Roberto Marciano.

Scrive il consulente: “I debiti tributari non sono stati adeguatamente rappresentati nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2016”.

Questo avrebbe causato una sopravvalutazione del patrimonio netto.

Pm: omesso versamento dei debiti

Il procuratore aggiunto, esperto di reati economici, motiva la richiesta di fallimento scrivendo, “il gruppo Sidigas ha scelto da numerosi anni di finanziarsi mediante il sistematico omesso versamento dei debiti tributari periodicamente liquidati e dichiarati dal gruppo stesso e afferenti accertamenti tributari degli uffici o imposte”.

Il Pm ipotizza che questa gestione del gruppo abbia “aggravato lo stato di dissesto, con il rischio di… deviazione di importanti risorse finanziare, altrimenti destinati al pagamento dei creditori sociali, a vantaggio di economie terze costituite, con grande probabilità da parti correlate”.
Un quadro molto grave di accuse che ora toccherà alla società smentire il prossimo 12 luglio.

Avellino e Scandone: futuro incerto

La questione sportiva resta in bilico. Con l’Avellino Calcio e la Scandone in vendita. Per la squadra di basket il futuro è molto nebuloso. In caso la Sidgas superasse indenne il 12 luglio, potrebbe decidere di continuare a gestire la palla a spicchi ad Avellino con un’auto-retrocessione del club in A2. Il malumore dei tifosi irpini è alle stelle. Un’estate di tribolazione anche per i supporter del calcio che – con la vittoria del campionato di D – si aspettavano lecitamente tutt’altra atmosfera. Dopo il calvario affrontato l’anno scorso. Al momento dal gruppo Sidigas nessuna comunicazione ufficiale.

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